A Roma via Crucis vivente di solidarietà e preghiera per le donne crocifisse

In favore delle giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenze

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 27 febbraio 2016
A Roma via Crucis vivente di solidarietà e preghiera  per le donne crocifisse

Il Cristo vestito di bianco, gridando straziato dal dolore, mano e volto che si allungano verso il cielo, entra in scena sul sagrato della Chiesa di Santo Spirito in Sassia. Una giovanissima donna nigeriana, una delle tante vittime di tratta tra la folla presente alla Via Crucis vivente il 26 sera a Roma, col viso stravolto, continua a ripetere tra sé e sé «ma è vero?». Difficile spiegarle che quelle grida di dolore, e nelle successive stazioni, le accuse, le percosse, gli sputi, fino al momento della crocifissione non sono che una rappresentazione delle tappe della passione e morte di Gesù, devozione diffusa nella Chiesa cattolica dalla tradizione francescana. Difficile comprenderlo per chi quelle violenze le ha subìte davvero e, anche a distanza di tempo, le sente ancora sulla sua pelle e sente che la carne sanguinante di Cristo è stata anche la sua.

Questa carne violata oggi come ieri è stata al centro della preghiera e della riflessione, tra danze, canti, letture evangeliche, rappresentazioni teatrali ed esibizione d’orchestra, di più di ottomila persone che hanno camminato lungo le vie della Capitale rispondendo all’invito fatto da Papa Francesco all’Angelus di domenica scorsa a sostegno dell’evento promosso dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII a cui ha preso parte anche il vicario generale del Santo Padre, cardinal Agostino Vallini, portandone il saluto. Ma sono pure intervenuti, a testimonianza della comunione ecclesiale e del comune impegno per la liberazione delle schiave di oggi, don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio Vocazioni della Diocesi di Roma e ideatore del progetto “10 comandamenti”; Matteo Truffelli, presidente dell’Azione Cattolica; Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito; Raffaella De Marchis, del Cammino Neocatecumenale; suor Eugenia Bonetti, responsabile dell’Ufficio nazionale tratta dell’Usmi; padre Maurizio Botta, del cammino “I 5 passi”.

Nell’ultima stazione, la scena che ha maggiormente commosso i presenti. Una donna appesa alla croce sul sagrato della Chiesa di Santa Maria in Valpolicella che ricorda le 50 mila “donne crocifisse” in Italia di cui – secondo i dati del dossier più recente Piccoli schiavi invisibili sul fenomeno della tratta – più di un quarto sono minorenni, hanno tra i 13 e i 17 anni, sono adolescenti ignare del contesto prostituivo in cui saranno introdotte e dell’addestramento alla compravendita di sé a cui dovranno sottomettersi, in strada o al chiuso. Tra queste sono raddoppiate le donne nigeriane trafficate col flusso dei profughi, come denunciato anche dal report di Caritas ambrosiana. Crocifisse anche perché doppiamente costrette con la forza a consegnare il proprio corpo: dai loro trafficanti e dai loro clienti. Lo ha spiegato con chiarezza Padre Maurizio Botta, davanti alla sua Chiesa di Via Vittorio Emanuele rivolgendosi agli uomini che trattano, agli sfruttatori, ai mafiosi. “Convertitevi! Questa vita non vi darà gioia, potere e denaro. Il denaro che deriva da affari sporchi è denaro e potere insanguinato e non potrete portarlo nell’altra vita.

Per rompere questo muro di indifferenza, ha ricordato alla fine della Via Crucis il cardinal Vallini, occorre chiedere «perdono per i silenzi, per il disinteresse e anche per la sterile pietà che accompagna la vita di queste ragazze». Due vittime quasi bambine, sfuggite allo sfruttamento in strada e accolte dall’Associazione di don Benzi, con la benedizione e l’abbraccio del vicario, han trasformato l’ultima stazione della Via Crucis in una tappa di luce e di speranza. Così pure la donna crocifissa, nella rappresentazione vivente, all’interno della Chiesa di Santa Maria in Valpolicella liberata da Cristo crocifisso e poi Risorto per la salvezza di tutti ma soprattutto per quanti portano la croce anche oggi, ha trasformato il suo dolore in danza e musica.

1Piccoli Schiavi Invisibili. Le giovani vittime di tratta e sfruttamento, Dossier 2015, Save the Children Italia Onlus

Fonte: «Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII»

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Approfondimenti:
Servizio Antitratta istituito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII:
http://www.apg23.org/it/prostituzione/
(numero verde gratuito 800 132 293)

– Contro la tratta di persone, Dipartimento per le Pari Opportunità:
http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/component/content/article/70-traffico-di-esseri-umani-/2295-contro-la-tratta-di-persone
(numero verde nazionale anti-tratta 800 290 290)

Human trafficking, Unodc:
https://www.unodc.org/unodc/en/human-trafficking/what-is-human-trafficking.html?ref=menuside

(*) redazione Bioetica News Torino
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