Affrontare le disparità globali in materia di Salute

XXXII Conferenza internazionale del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e CIISAC

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 17 novembre 2017
Affrontare le disparità globali in materia di Salute

Su tale tema da giovedì 16 novembre fino a sabato 18  in Vaticano sono in corso i lavori della XXXII Conferenza internazionale organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo  Umano Integrale in collaborazione con la Confederazione internazionale delle Istituzioni Sanitarie Cattoliche (CIISAC).

Nel dare il benvenuto ai partecipanti il  prefetto del Dicastero Peter Kodwo Appiah Turkson mette in luce la necessità di un “etica della cura” dinanzi allo stretto rapporto tra disuguaglianze sociali e disparità sanitarie. Riporta l’esempio degli Stati Uniti dove «in un anno 100 milioni di persone nel mondo cadono in povertà perché costretti a pagare di tasca loro le cure mediche spesso essenziali»  e dell’Africa dove l’aids miete «più di 25 milioni di persone e i farmaci costano 18 volte tanto di più a causa del monopolio delle industrie farmaceutiche che li hanno brevettati». (Agensir, 16 nov. 2017).

Va garantito a tutti, a prescindere dalla situazione economica, sociale e culturale, il diritto fondamentale all’accesso ad una adeguata assistenza sanitaria necessaria e sufficiente, sostiene in apertura  il cardinale Pietro Parolin,  Segretario di Stato della Santa Sede – sempre nella nota del Sir. Rimarca sulla necessità di un accordo a livello mondiale contro tale violazione dei diritti umani e delinea le tracce dei lavori della conferenza per «individuare soluzioni per promuovere l’assistenza sanitaria per tutti, in uno spirito autentico di giustizia e solidarietà», partendo dal «ruolo “prezioso” delle istituzioni sanitarie cattoliche, come “strumento per garantire l’assistenza integrale ad ogni persona”, nell’ottica della promozione umana».

Le diverse  sfide in ambito sanitario che saranno trattate durante i lavori sono  la costruzione di un sistema economico a servizio della persona e di una società più giusta e inclusiva; la possibilità di attivare un’assistenza personalizzata non solo per il paziente, ma anche per la sua famiglia; l’impatto dell’innovazione farmaceutica e l’accesso ai farmaci essenziali per tutti; le problematiche di bioetica e la tutela del diritto alla vita di ogni persona; la capacità del management ospedaliero di conciliare efficienza e prossimità ai più bisognosi e più poveri.  Saranno presenti sessioni speciali  dedicate alla missione ecclesiale negli ambiti dell’assistenza, e al rapporto tra evangelizzazione e pastorale della salute della carità delle Istituzioni sanitarie cattoliche.

Nelle due giornate di giovedì e venerdì riassumiamo alcune tematiche presentate durante gli interventi tratte dall’agensir. Ad un nuovo modello di governance dei servizi sanitari, guarda la ministra della Salute on. Beatrice  Lorenzin, «che coinvolga  educazione, formazione e investimenti».  Sulla Misericordia non solo a parole ma anche nei gesti come più volte fa lo stesso Papa Francesco che  «sta dando forma ad una Chiesa povera  che trova nella misericordia  il suo habitus e la sua architrave» parla  il  cardinale Francesco Montenegro  presidente della Commissione episcopale italiana per la Carità e la Salute e arcivescovo metropolita di Agrigento. A differenza  del passato oggi il papa «ci ricorda che i poveri sono sfruttati per vili interessi e calpestati dalle logiche perverse e dal potere del denaro».  Arrivare  al 2019 ad un accesso all’assistenza sanitaria universale, in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo, è tra i piani della Caritas Internationalis: è quanto ne afferma il  presidente di Caritas I. il  cardinale Luis A. Tagle, arcivescovo di Manila, nel presentare i loro impegni, come quello in Rwanda dove hanno creato una rete di 119 strutture sanitarie cattoliche che si occupano di famiglie fragili dal punto di vista sanitario o in NIgeria per la somministrazione di 220mila test per Hiv.   L’epidemia dell’Aids non è ancora debellata ma coinvolge tutti a diverso titolo nella lotta contro quel che negli anni Ottanta era la prima causa di morte sottolinea Stefano Vella, direttore del Centro Nazionale per la Salute globale dell’Istituto superiore di Sanità e presidente dell’Agenzia per il farmaco (Aifa). Alla luce della nuova Carta degli Operatori Sanitari il comitato etico, «quale  organismo indipendente, formato da personale sanitario e non, la cui funzione e di fornire pareri, valutazioni, linee-guida su pratiche mediche e di attività di ricerca»  interviene Antonio Spagnolo direttore dell’Istituto di Bioetica e Medical Humanities dell’Università Cattolica di Roma che sostiene che  «deve diventare una coscienza etica che deve guidare la governance della struttura sanitaria».  Necessari una  loro capillarità a livello anche locale così evitare di avere due  etiche distinte dei Paesi sviluppati e non e «di un bilanciamento tra il diritto  all’accesso alle terapie necessarie ed essenziali e la ricerca nel campo delle malattie neglette e dei farmaci orfani».  Della situazione in Uganda «dai 19 insediamenti per 225mila profughi nel 2015 siamo passati nel 2017 a 29 insediamenti che ospitano più di un milione di rifugiati e sfollati interni» riferisce il segretario esecutivo dell’Uganda Catholic Medical Bureau Sam Orochi Orach che in tale contesto «opera l’ospedale di Lahore» che fa muri ai bisogni della popolazione.  Alla vita drammatica nel Paese, in Siria,  colpito dal conflitto dove «più della metà degli ospedali pubblici e dei centri di prima assistenza sono chiusi o parzialmente agibili» richiama forte l’attenzione il cardinale Mario Zenardi, apostolico in Siria, che denuncia la grave situazione sanitaria e, per gli ospedali cattolici, presenti  a Damasco e ad Aleppo, che non sono del tutto operativi a causa degli alti costi di gestione, si è dato vita  ad un progetto, ora funzionante, Ospedali aperti per assistere i malati poveri senza distinzione etnica e religiosa, a cui faranno seguito altri dal Policlinico Gemelli al Bambin Gesù.

Sabato  mattina 18 novembre  la Conferenza proseguirà  con la presentazione del progetto di rete della CIISAC, una  piattaforma di condivisione e collaborazione  e l’annuncio del prossimo Congresso mondiale nel 2018 da parte del dr. Anthony R. Tersigni, presidente e a.d. di Ascension, presidente della Confederazione Internazionale delle Istituzioni Sanitarie Cattoliche – Usa, alcune raccomandazioni del rev. prof. Michele Aramini, docente di Teologica all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano e infine si concluderà con una sintesi del prefetto Turkson, prima dell’udienza papale con cui si termineranno i lavori.

Programma: ConfInter_affrontare le disparità globali in materia di salute_ vaticano 2017

(*) redazione Bioetica News Torino
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