Aifa. Vieta l’uso del farmaco Ranitidina per precauzione

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 20 settembre 2019

In via precauzionale l’Agenzia del Farmaco AIFA vieta l’uso dei medicinali commercializzati in Italia contenente il principio attivo ranitidina, farmaco utilizzato per ridurre la quantità di acido prodotto dallo stomaco,  mentre ha posto il ritiro da farmacie e catena  distributiva per quei  prodotti realizzati dall’azienda indiana Saraca Laboratories Ltd.  Si tratta di un’azione già adottata  o in corso presso altri Paesi europei. Con l’Ema, agenzia internazionale per i medicinale, l’agenzia italiana sta lavorando per valutare il grado di contaminazione e l’adozione di misure correttive.

La ranitidina inibisce la secrezione acida prodotta dallo stomaco. Viene utilizzata per problemi di ulcera allo stomaco, di reflusso gastroesofageo, di bruciore di stomaco. In Italia il farmaco è soggetto  a prescrizione medica e viene utilizzato come automedicazione nella forma di sciroppo, compresse o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.

Il divieto e il ritiro del medicinale è dovuto all’impurezza riscontrata in alcuni lotti prodotti dall’azienda Saraca laboratories ltd, impurezza chiamata  N-nitrosodimetilammina (NDMA), classificata dall’agenzia internazionale di ricerca sul Cancro (AIRC) dell’Oms come “probabilmente cancerogena” sulla  base di studi condotti su animali. Per motivi precauzionali, nel contempo che si stanno facendo analisi di verifica, i pazienti malati devono consultare il loro medico appena possibile e  seguire terapie alternative.  Non si aspetta un rischio acuto per chi abbia già assunto tali medicinali.

Per i lotti dei farmaci ritirati dal mercato,  a cui è posto il divieto d’uso e quelli autorizzati in Italia si veda www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina.

(*) redazione Bioetica News Torino
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