Al Sant’Anna il REC, primo Centro europeo di Ricerca e Formativo

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 14 dicembre 2018

In 700 mq del primo piano sotterraneo dell’Ospedale Sant’Anna di Torino si svolgerà formazione permanente che accoglierà anche  professionisti provenienti da tutto il mondo e ricerca innovativa  in tutti i settori dell’ Ostetricia e della Ginecologia con aggiornati strumenti e programmi di simulazione per il training chirurgico. È il nuovo Centro di addestramento per la simulazione di emergenze in sala parto e di complessi interventi chirurgici mirati ad una maggiore sicurezza e ad essere il più possibile  mininvasivi: si chiama REC, Research and Educational Center.

Guidato dalla professoressa Chiara Benedetto, direttore di Ginecologia e Ostetricia universitaria 1 del Sant’Anna, esso è l’unico Centro europeo, tra i dieci centri al mondo accreditati dalla Società Europea di Endoscopia Ginecologica (ESGE) e dalla Accademia Europea di Chirurgia Ginecologica,  con il quale si consegue il Diploma GESEA (Gynaecological Endoscopic Surgical Education and Assessment) per  esaminare e certificare l’acquisizione di competenze chirurgiche, in ambito ginecologico, secondo standard europei.

Di recente inaugurato, si tratta di un progetto ambizioso della Città della Salute e della Scienza di Torino, del Sant’Anna e dell’Ateneo torinese, il cui  primato europeo di ricerca e formazione e cura rivela «quanto l’impegno dell’Università di Torino per lo sviluppo del territorio e del suo sistema sanitario sia una necessaria componente all’interno di un processo circolare di mutua contaminazione», afferma il professor Gianmaria Ajani, Magnifico Rettore dell’Ateneo torinese.

Sempre più si simula lo scenario vissuto nella sala operatoria e in sala parto,  grazie a sistemi multimediali, dalle videocamere  ambientali ad alta definizione al sistema di regia con monitor full-hd a sistemi audio per ogni postazione endoscopica, consentendo il monitoraggio dei discenti per evidenziare e correggere eventuali errori durante l’apprendimento. Trasmessi anche in streaming  al Centro saranno anche gli interventi chirurgici e corsi universitari.

Mentre la formazione in Ginecologia con l’ausilio della simulazione permetterà di perfezionare tecniche e procedure chirurgiche complesse quella in Ostetricia consentirà di affinare il lavoro di gruppo nella gestione di situazioni di emergenza quali la rottura d’utero, il parto podalico, la crisi eclamptica.

Sul rilevante valore del progetto del REC spiega la prof.ssa Benedetto: «Durante la gravidanza e il parto, per esempio, possono verificarsi delle complicanze improvvise che hanno talvolta risvolti drammatici. Per fortuna queste situazioni di emergenza sono rare ma proprio per tale motivo è necessario addestrare il personale che si potrebbe trovare ad affrontarle, con simulazioni ripetute e sistematiche, in modo da offrire l’assistenza più adeguata possibile. Infatti, dati scientifici dimostrano che il training continuo in simulazione dell’equipe multidisciplinare che lavora in sala parto è in grado di migliorare gli esiti di mamma e neonato. D’altra parte in campo ginecologico l’evoluzione della chirurgia endoscopica e robotica, ha richiesto l’acquisizione di fini competenze psico-motorie, indispensabili pre-requisiti per l’esecuzione in vivo delle procedure mini invasive. La ripetizione simulata della gestualità complessa ha dimostrato di ridurre significativamente i tempi di apprendimento e di migliorare la qualità del gesto chirurgico».

Investiranno risorse e competenze  le istituzioni europee disponibili che fanno parte del  “Simulation Consortium of Hospitals and Institutions”, istituito dal Board and College Europeo di Ostetricia e Ginecologia (EBCOG –  rappresentante delle Società Nazionali di Ginecologia e Ostetricia di 36 Paesi europei)  durante la presidenza della prof.ssa Benedetto.

(*) redazione Bioetica News Torino
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