Appello della Fao alla collaborazione nel Corno d’Africa. L’invasione delle locuste del Deserto minaccia una crisi umanitaria

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
3 Febbraio 2020

Le locuste del deserto (Schistocerca gregaria) sono insetti migratori voraci  che in sciami distruggono ovunque si posano, soprattutto quanto la terra offre all’uomo che con fatica coltiva ed è utile al suo sostentamento. Agli inizi del nuovo anno le condizioni climatiche fanno peggiorare la situazione delle aree in cui sono presenti  – Africa Orientale, Asia Sud Occidentale e attorno al Mar Rosso –  favorendo il loro sviluppo.  Preoccupa soprattutto quanto sta accadendo in Etiopia, Somalia e Kenia. Gli sciami sono ampi, si muovono veloci e distruggono raccolti e foraggi.  Il  Direttore della FAO Qu Dongyg, direttore Generale della Fao (Food and Agriculture Organization) delle Nazioni Unite, fa appello per l’emergente situazione, in una nota del 30 gennaio, in quanto questi insetti «costituiscono una minaccia senza precedenti e fonte di seria preoccupazione per la sicurezza del cibo e il sostentamento nel Corno d’Africa».  Una richiesta di collaborazione  che ha ripetuto nel corso dell’incontro informale con i rappresentanti degli stati membri della Fao tenutosi di recente nella sede di Roma.

La Fao mobilita  15,4 milioni di dollari dei 76 milioni richiesti per i cinque paesi ma teme che per  le necessità  previste tale somma non sia sufficiente a causa  dello sconfinamento degli sciami verso altri paesi, in particolar modo nel Sudan Meridionale e in Uganda. Per farsi un’idea, un piccolo sciame che copre un’area equivalente ad un km2, corrispondente circa 40 milioni di locuste,   può cibarsi in un solo giorno al pari di 35 mila persone. Gravi danni sono stati fatti alla terre coltivate e ai pascoli nei tre Paesi Etiopia, Kenya e Somalia soprattutto laddove per sopravvivere l’agricoltura rimane l’unica  risorsa.  In Kenya sciami lunghi fino a 60 km e ampi fino a 40 hanno invaso le contee settentrionali ed alcune aree centrali in meno di un mese. Il loro passaggio ha colpito 13 contee. Per la situazione di aree di emergenza dovuta alla locusta del Deserto nel Corno d’Africa si veda la mappa della FAO http://www.fao.org/emergencies/resources/maps/detail/en/c/1257519/.

La riproduzione dei nuovi sciami, attesa nei primi di Aprile, porterà nuove infestazioni che invaderanno nuovamente i tre Paesi già colpiti  ma anche in quelli confinanti, appunto Eritrea e Djibouti, e  con il probabile rischio verso nuove aree del Sudan Meridionale e del Sudan. Il Kenya settentrionale è a soli 200 km di distanza dai confini del Sudan Meridionale e dell’Uganda, dove l’invasione delle cavallette risale al 1961 e in cui potrebbero riversarsi con l’aumentare di numero dal Kenya. Rimangono   sotto osservazione Oman, Arabia Saudita, Sudan e Yemen.


Per maggiori approfondimenti si veda bollettino speciale Allerta del 29 gennaio 2020, Fao: http://www.fao.org/3/ca7610en/ca7610en.pdf

 

redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
© Riproduzione Riservata