«Argomenti di Bioetica»: riprende in autunno il Corso della Pastorale Salute di Ivrea

Lectio Magistralis del prof. Larghero anche per la terza edizione, promossa dalla Diocesi di Ivrea

di Gabriella Oldano *
pubblicato il 21 settembre 2015
«Argomenti di Bioetica»: riprende in autunno il Corso della Pastorale Salute di Ivrea

Uno stralcio dall’articolo «”Argomenti di Bioetica”: in autunno previsto il 3° corso. Ivrea, Consulta Diocesana Pastorale Salute», Risveglio Popolare di Ivrea, 25 giugno, 8

 

In autunno partirà la terza edizione del progetto formativo «Argomenti di Bioetica», promosso e organizzato dalla Consulta della Pastorale della Salute − Diocesi di Ivrea, accreditato ecm per tutte le professioni sanitarie, la cui seconda edizione si è tenuta nei mesi di aprile e maggio alla Casa del Clero «Beato Warmondo».

Un’iniziativa che va ad aggiungersi ad altre e nuove proposte pastorali messe in programma durante la riunione della Consulta ad Ivrea di sabato 13 giugno, sulle orme delle indicazioni lasciate da Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium (2013) per una  “Chiesa in uscita” che sappia cogliere e rispondere alle sfide attuali con rinnovato amore evangelico missionario, e nel rispetto delle riflessioni, dei documenti della Chiesa e delle linee guida della Pastorale della Salute nella Chiesa italiana.

Il considerevole numero di iscrizioni pervenute alla prima edizione del corso − se ne erano contate un centinaio − aveva lanciato un forte segnale di interesse per la formazione su questioni bioetiche in ambito sanitario e per lo sviluppo di una pastorale sanitaria tesa ad un accompagnamento integrale e integrato alla persona malata e sofferente e dei familiari, e nella comunità, dai luoghi di cura sanitari, riabilitativi e assistenziali alle parrocchie. Infatti hanno aderito operatori coinvolti a vario titolo, dai medici agli infermieri, ai volontari socio-assistenziali e pastorale di assistenza religiosa.

Come è avvenuto per la seconda edizione, si è deciso di offrire anche all’ultimo gruppo di iscritti in ordine temporale, i quali non avevano avuto modo di accedere al corso, una terza possibilità: questo ha spiegato, don Arnaldo Bigio, durante l’incontro della Consulta.

Già nell’apertura del precedente corso in aprile, monsignor Edoardo Cerrato aveva espresso parole di incoraggiamento rispetto a tali iniziative, prima di richiamare l’attenzione dei partecipanti su alcuni passi salienti della Scrittura, dei documenti del Magistero e della Chiesa:

La presenza del vescovo al primo incontro del corso di bioetica, attivato dall’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, è per un saluto e per dire l’apprezzamento per l’iniziativa, di cui ho saputo il successo di iscrizioni, tanto da dover pensare di raddoppiare il corso. La bioetica, evidentemente, interessa in modo speciale: e ciò non stupisce, se si pensa alla rilevanza delle questioni. Buon cammino in questo corso che − leggo nel depliant − intende “fornire agli operatori sanitari, agli operatori pastorali e ai volontari, nozioni di base su alcuni temi di Bioetica tra i più direttamente implicati nell’assistenza quotidiana”….

Corso Bioetica Ivrea - giugno 2015_relatori

Al Seminario di Ivrea: da sinistra don Arnaldo Bigio, Giovanni Bersano ed Enrico Larghero

A introdurre il tema nelle due edizioni già svolte, prima affiancato dal vescovo di Ivrea, e dal direttore don Arnaldo Bigio poi, era stato un relatore di grande professionalità, il professore Enrico Larghero, direttore scientifico del Master universitario in Bioetica della Facoltà Teologica di Torino, direttore sanitario della Residenza «Richelmy» di Torino, nonchè professore a contratto presso la Scuola di Medicina, teologo morale e giornalista pubblicista. Ha al suo attivo una ricca produzione di curatele per le edizioni «Camilliane» (con Marco Brunetti Percorsi di Pastorale della Salute, con la filosofa e bioeticista Mariella Lombardi Ricci Bioetica e medicina narrativa e Venire al mondo tra opportunità e rischi); è inoltre autore e curatore di diverse pubblicazioni con il professor Giuseppe Zeppegno, quale quella in uscita a luglio: la seconda edizione del ponderoso Manuale di Bioetica di Effatà, Dalla Parte della Vita, con prefazione del cardinale Elio Sgreccia.

Il suo amico, il medico oncologo Giovanni Bersano, direttore sanitario Hospice di Salerano e dirigente medico Hospice di  Foglizzo, e membro della Consulta diocesana, lo aveva coinvolto come “testimone”, per dare continuità a quanto già si sta facendo nella nostra realtà canavesana che, dopo essersi appoggiata a Torino, «dovrebbe incamminarsi poi da sola». A ritmo serrato per più di un’ora, il professor Larghero aveva catturato l’attenzione di un pubblico motivato − che non aveva esitato a interagire − parlando dei fondamenti della bioetica sviscerandone concetti e principi: uniti a un excursus storico, nella prima edizione, e a un panorama culturale e filosofico nella seconda.

L’insegnamento era stato accompagnato da concreti esempi relativi a criticità etiche attuali, che interpellano l’uomo sul limite della scienza medica e della tecnologia e sul senso della vita umana, preparando alla riflessione su casi clinici che negli incontri successivi i docenti avrebbero trattato: inizio vita con Giovanni Ferrero del dipartimento di Scienze della Sanità pubbliche e pediatriche di Torino e don Luca Bertarelli di Pollone, licenziando in Teologia morale alla Facoltà Teologica dell’italia Settentrionale di Milano; il tempo di malattia e la relazione di cura con Marco Tampellini, dirigente medico di Oncologia all’Aou «San Luigi» di Orbassano e ricercatore universitario, Mario Festuccia, dirigente AslTo4 presso il Centro di Salute mentale di Caluso, don Silvio Faga, direttore Ufficio pastorale per la Famiglia;  sul volgere del termine con Lorenzo Gurioli, direttore Sc Medicina interna a Ivrea e Cuorgnè e padre Fabio De Lorenzo c.o. medico bioeticista di Biella.

Su funzione, priorità e obiettivi della Consulta e il ruolo dei diaconi e laici nell’assistenza religiosa sanitaria, aveva relazionato don Arnaldo, che aveva messo anche in luce il tema della dignità umana nella Chiesa, attraversando cinquant’anni di storia recente, dai padri conciliari a papa Francesco nell’Envagelii Gaudium, che al 213 recita:

Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo.

 

(*) giornalista pubblicista
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