Benedetto XVI, grazie di cuore!

a cura di Redazione Bioetica News Torino
pubblicato il 9 marzo 2013
Benedetto XVI, grazie di cuore!

«Campo primario e cruciale
della lotta culturale tra l’assolutismo della tecnicità
e la responsabilità morale dell’uomo
è oggi quello della bioetica,
in cui si gioca radicalmente
la possibilità stessa
di uno sviluppo umano integrale».

Benedetto XVI, Caritas in Veritate, 74
29 giugno 2009

 

Il rispetto per la vita umana e il riconoscimento della dignità della persona sono principii etici e morali di primaria importanza, caldeggiati e posti al centro dell’attenzione  nei numerosi  discorsi e  scritti di Benedetto XVI  sui temi bioetici,  durante i suoi otto anni di pontificato dal 29 aprile 2005 al 28 febbraio 2013.

Come aveva fatto  il suo predecessore Giovanni Paolo II  in «Veritatis  Splendor» (1993) e in «Evangelium Vitae»(1995),  nell’enciclica  sociale «Caritas in Veritate» del 29 giugno  2009 Benedetto XVI  ribadisce  in modo rigoroso l’importanza  di promuovere la cultura della vita. Tale fondamento  è necessario  per lo sviluppo sociale ed economico dell’umanità, perché altrimenti «quando una società si avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo» (Caritas 28).

Dalla Lettera emerge che l’uomo va inteso come “soggetto” nello sviluppo delle tecnoscienze e delle biotecnologie, che devono però avere un chiaro fondamento etico; la bioetica diventa così «campo primario e cruciale della lotta culturale tra l’assolutismo della tecnicità e la responsabilità morale dell’uomo […] in cui  si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale» (Caritas, 74).

Già  un anno prima, il 31 gennaio 2008  nella  Sessione plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, Benedetto XVI aveva portato all’attenzione dei partecipanti i temi della bioetica e della comunicazione sociale: «Le nuove tecnologie biomediche, infatti, interessano non soltanto alcuni medici e ricercatori specializzati, ma vengono divulgate attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale, provocando attese ed interrogativi in settori sempre più vasti della società», precisando che il Magistero della Chiesa non è contrario alla scienza «ma i nuovi problemi connessi, ad esempio, con il congelamento degli embrioni umani, con la riduzione embrionale, con la diagnosi pre-impiantatoria, con le ricerche sulle cellule staminali embrionali e con i tentativi di clonazione umana, mostrano chiaramente come, con la fecondazione artificiale extra-corporea, sia stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana». Alcuni mesi  dopo  nell’estate del 2008, aveva approvato  l’Istruzione «Dignitas Personae» della  Congregazione per la Dottrina della Fede.

Negli ultimi giorni di pontificato, il pensiero di Benedetto XVI non poteva dunque non andare a quelle problematiche bioetiche lesive della tutela della persona, che rappresentano una vera e propria sfida per la comunità cristiana nel mondo d’oggi.

Tre giorni dopo la rinuncia al Soglio di Pietro pronunciata l’11 febbraio, nella catechesi  delle Ceneri il Santo Padre richiama ancora i presenti sul tema della vita, pur sapendo che «non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l’aborto in caso di gravidanza indesiderata, l’eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie». Erano numerosi  ad applaudirlo nell’aula Paolo VI gremita non solo di fedeli ma anche di  persone che volevano comunque dimostrare affetto e riconoscenza a quella straordinaria figura umile e intellettuale che si è rivelata appieno agli occhi del mondo.

In questo tempo di Quaresima dell’Anno della Fede Benedetto XVI invita tutti a rinnovare il proprio impegno per far sì che «ogni giorno, nelle piccole cose, la verità, la fede in Dio e l’Amore diventino la cosa più importante».

Le siamo vicini con la preghiera per accompagnarlo ora come pellegrino di Dio sulla terra.

(*) Redazione Bioetica News Torino
© Riproduzione Riservata