Cambiamenti climatici: ecco come proteggere la salute pubblica

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 1 luglio 2015
Cambiamenti climatici: ecco come proteggere la salute pubblica

Le ripercussioni dei cambiamenti climatici sulla salute umana potrebbero essere così vaste da compromettere l’ultimo mezzo secolo di progressi, secondo un rapporto pubblicato su The Lancet firmato da un gruppo di esperti coordinati da Peng Gong del Centre for earth system science, Tsinghua university, di Pechino, Hugh Montgomery, Institute for human health and performance e Anthony Costello, Institute for global health, entrambi allo University college London. «Ma dato che l’adattamento alle variazioni del clima ha anche benefici per la salute che vanno dalla riduzione dell’inquinamento al miglioramento dell’alimentazione, gli sforzi fatti per affrontare i cambiamenti climatici rappresentano una delle più grandi opportunità per migliorare la salute globale di questo secolo» spiega Costello, ricordando che i potenziali rischi per la salute derivati dai cambiamenti del clima sono stati finora sottovalutati.

«Il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai, la maggiore frequenza di alluvioni, tempeste e siccità sono sintomi di un grande cambiamento climatico in atto che se non verrà affrontato con interventi adeguati comporterà enormi rischi per le generazioni future» aggiungono gli autori, sottolineando che le risorse tecnologiche ci sono, ma finora è mancata la volontà politica di intervenire.

E gli eventi meteorologici esprimono solo l’impatto diretto dei cambiamenti climatici sulla salute. Quello indiretto viene dall’inquinamento atmosferico, dall’insicurezza alimentare alla malnutrizione, dalla riduzione delle risorse idriche alle grandi migrazioni per le guerre. «Il cambiamento climatico è un’emergenza medica, e come tale richiede risposte urgenti con l’impiego di tutte le tecnologie disponibili» riprende Montgomery. «Di fronte a un’emergenza nessun medico si perderebbe in riunioni annuali, stime e proiezioni, che è esattamente il modo in cui sta procedendo la risposta globale al cambiamento climatico» afferma il ricercatore, elencando alcuni modi in cui la lotta alle variazioni climatiche potrebbe fruttare benefici alla salute: ridurre i combustibili fossili abbatte le malattie respiratorie, e il trasporto attivo a piedi e in bicicletta taglia l’inquinamento e gli incidenti stradali, riduce l’obesità, il diabete, la malattia coronarica e l’ictus.

Prosegue Gong: «Un ampio consenso internazionale è essenziale per spostare il mondo verso un’economia sostenibile riducendo le emissioni di gas a effetto serra, specie da parte delle industrie ad alta intensità energetica». Ciò permetterebbe di tutelare la salute umana specie delle popolazioni povere, le più colpite dalle modifiche del clima.

Il documento, scritto da scienziati del clima, operatori sanitari, geografi, ricercatori sociali e ambientali, esperti di biodiversità, ingegneri ed esperti di politica energetica, economisti, politologi ed esperti di politica pubblica, propone la formazione di un organismo indipendente di monitoraggio dei cambiamenti climatici in relazione alla salute, il Countdown to 2030: climate change and health action. «Si tratta di una coalizione globale che avrà il compito di monitorare e riferire ogni due anni l’impatto sulla salute dei cambiamenti climatici, i progressi nelle politiche di lotta e la loro interazione con la salute, nonché i progressi per ridurre la vulnerabilità delle popolazioni, ridurre l’emissione di gas serra e implementare sistemi sanitari sostenibili» concludono i tre coordinatori.

fonte: Doctor33

approfondimenti: The Lancet 2015. doi: 10.1016/S0140-6736(15)60854-6

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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