Candiolo accoglie malati e ragazzi

di Stefano Di Lullo *
pubblicato il 5 novembre 2018

La comunità parrocchiale di Candiolo dal 2007 è diventata la «Casa» per numerosi
malati oncologici in cura presso l’Irccs (Istituto per la ricerca e la cura
del cancro a carattere scientifico) e, soprattutto, per le proprie famiglie.
Con l’inaugurazione della Casa di accoglienza «La Madonnina» nel marzo 2007 per mano dell’allora Arcivescovo di Torino cardinale Severino Poletto, e l’arrivo della prima famiglia nel settembre dello stesso anno, infatti, tutta la comunità candiolese con le sei parrocchie dell’Unità pastorale 54 e la città è impegnata a strutturare in ogni aspetto l’accoglienza degli ospiti che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero: 170 volontari, con il parroco don Carlo Chiomento e due suore congolesi della congregazione Notre Dame de Grace, attraverso turni di servizio diurni e notturni, garantiscono la gestione della struttura.

La Casa, che attualmente accoglie 54 ospiti, è gestita dall’associazione parrocchiale «La Madonnina onlus» ed è finanziata grazie a donazioni di parrocchiani e privati, il 5×1000, l’8×1000 e la raccolta di tappi di bottiglie di plastica che vengono venduti per essere riciclati.

«La mobilitazione di volontari è forte», spiega il parroco di Candiolo don Chiomento,«dopo i timori iniziali sono numerosi, infatti, i parrocchiani e i cittadini che in undici anni si sono impegnati. È fondamentale nella cura del cancro far percepire ai malati e alle famiglie che c’è una comunità che accompagna e non lascia soli». La Madonnina risponde, in particolare, alle necessità di chi arriva da lontano e desidera stare
vicino al proprio caro durante le cure: molti non hanno la disponibilità economica di pagare un soggiorno per lungo tempo.

In undici anni la Casa ha registrato 94.180 pernottamenti (11.603 da gennaio a ottobre 2018). Numerosi gli stranieri fra cui pazienti di religione musulmana.
Don Chiomento annuncia che è in cantiere l’avvio, nei prossimi mesi, dei lavori
per ampliare la struttura da 27 camere a 46, in parte grazie ai contributi dell’
8×1000. «Le richieste di accoglienza aumentano sempre più», spiega il parroco,
«troppo spesso ci troviamo a non aver disponibilità di posti, attualmente abbiamo una lista d’attesa di 12 famiglie. Un ampliamento è dunque necessario». Contestualmente la parrocchia e l’associazione lanciano l’appello per
reperire nuovi volontari, da 170 a circa 250, in particolare autisti, operatori per i servizi di reception, pulizia, lavanderia e stiro.

Su questo fronte la comunità parrocchiale, proprio all’indomani della chiusura
del Sinodo dei vescovi sui giovani, sta progettando di coinvolgere, attraverso
un apposito percorso di formazione, i ragazzi dai 18 ai 30 anni nel servizio
alla Madonnina, soprattutto nell’affiancare gli altri volontari nei turni notturni.

«Si tratta certamente di un’esperienza forte», spiega don Chiomento, «che può accompagnare i giovani negli anni delicati della crescita e delle scelte per il proprio futuro, una vera scuola di vita». Per segnalare la propria disponibilità a prestare servizio come volontari è possibile contattare il parroco:
tel. 011.9621600, tel. 011.9622419.

È poi imponente l’impegno della parrocchia sulla pastorale giovanile e famigliare. Si sono recentemente ultimati, infatti, i lavori del nuovo oratorio che sorge al posto del vecchio Mulino Petrinetti acquistato dalla parrocchia e completamente ristrutturato.

Nell’ampia struttura trovano posto una sala polivalente con un teatro che accoglie fino a 400 persone, una palestra, spogliatoi, una sala giochi ricreativa, otto aule per attività di catechismo e pastorali e, all’esterno, campi da basket, pallavolo e calcetto. «L’opera», conclude don Chiomento, «vuole diventare la piazza non solo della comunità ma della città e della società civile, un luogo di aggregazione che diventa occasione di incontro e dialogo per animare il paese anche dal punto di vista sociale».

(*) redazione La Voce e il Tempo - Torino
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