Città della Scienza e della Salute: con chirurgia robotica, mininvasiva asportato tumore polmonare

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 27 febbraio 2018

Riduce il  rischio di complicanze, come la sezione parziale o totale dello sterno, abbrevia e rende le degenze post-operatorie meno dolorose e ha un impatto estetico minimo. Sono i vantaggi che il sistema robotico  offre rispetto alla chirurgia tradizionale  nell’intervento mini-invasivo di asportazione del tumore polmonare. All’Ospedale Molinette di Torino  è stato eseguito proprio per la prima volta tale tipo di intervento su una paziente  che è in dialisi quotidiana, in attesa di trapianto renale.

Alberto Oliaro, Enrico Ruffini, Paris Lyberis e Francesco Guerrera, l’equipe di Chirurgia toracica,  hanno affermato,  come si legge in una  nota stampa:  «Con quattro piccole incisioni sul torace di circa di un centimetro abbiamo portato a termine l’intervento di lobectomia polmonare, che è tra gli interventi più complessi, e che con le tecniche tradizionali avrebbe richiesto un taglio di circa dodici centimetri sul torace e con un decorso post operatorio più lungo e doloroso».

Il sistema robotico  in questione è il modello Da Vinci XI,  un’apparecchiatura che consente ad un solo chirurgo di azionare simultaneamente 4 bracci robotici, facendogli eseguire movimenti estremamente precisi nel corso di interventi chirurgici ad elevata complessità mentre sta seduto dinanzi ad una console compiuterizzata.

Acquisito nel 2015 dalla Città della Scienza e della Salute con l’intento di  consolidare l’utilizzo della chirurgia robotica in urologia, in chirurgia generale ma soprattutto di impiegarlo anche nelle specializzazioni  ginecologica, otorinolaringoiatra e chirurgia maxillo facciale.

La notizia di tale intervento viene data dalla stessa Azienda ospedaliera a  distanza di un anno da quella del riuscito trapianto dopo nefrectomia con lo stesso robot Da Vinci XI di un rene proveniente da una paziente affetta da malattia congenita, dove anche lì «l’aiuto del robot ha permesso l’accuratezza chirurgica necessaria in un intervento  così delicato», affermava Paolo Gontero direttore di Urologia universitaria Ospedale Molinette  in una nota stampa del 23 febbraio 2017, perché «la chirurgia robotica  è stata fondamentale in questa particolare situazione di un rene in posizione anomala a stretto contatto con l’utero e con una vascolarizzazione complessa».   E a pochi mesi dall’intervento mini-invasivo,  con l’impiego di DaVinci XI nell’asportazione del timo mediante tre piccole incisioni, eseguito dall’equipe formata dagli stessi  Oliario, Ruffini, Lyberis e Guerrera delle Molinette.

(*) redazione Bioetica News Torino
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