Convegno al Santo Volto: I bisogni di cura oggi dopo 400 anni dalla morte di San Camillo de Lellis

di Redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 9 aprile 2013
Convegno al Santo Volto: I bisogni di cura oggi dopo 400 anni dalla morte di San Camillo de Lellis

Più di mille erano gli operatori sanitari e socio-assistenziali, religiosi e laici, che gremivano l’immensa sala congressuale del «Santo Volto» di Torino quella giornata di giovedì 21 marzo dedicata alla «Domanda di cura oggi»,  organizzata dal Centro Camilliano di Pastorale della Salute e dal Presidio sanitario «San Camillo» di Torino.

Una partecipazione calorosa che sta a significare come la sensibilità per la cura delle persone sofferenti, malate e più deboli non si sia stemperata affatto dinanzi alle tante difficoltà economiche in cui il sistema sanitario si trova quotidianamente ad affrontare.

Svoltosi nella cornice del fitto calendario delle iniziative  torinesi  per celebrare l’anniversario del quarto centenario della  morte del fondatore dell’Ordine dei Ministri degli infermi e Patrono dei malati  san Camillo de Lellis (1550-1614) che si festeggia in Italia e nel resto del mondo, dove sono presenti i camilliani, fino al 14  luglio del 2014, il convegno ospitato al Santo Volto suggella quel sodalizio esistente da anni tra l’Arcidiocesi di Torino, il Presidio sanitario San Camillo di Torino – fiore all’occhiello della sanità in Piemonte – e l’Ordine dei Camilliani, come ha voluto sottolineato don Marco Brunetti, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute e incaricato regionale Cep.

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Si è riflettuto su quali siano i bisogni di cura nella nostra società odierna confrontandoli con la risposta che  l’iniziatore della “nuova scuola di carità verso gli infermi” – così come lo chiamò papa Benedetto XIV durante la cerimonia di santificazione – diede nel suo tempo, in quell’Italia  della Controriforma, a distanza di quattrocento anni.

Con don Marco Brunetti, che è stato il moderatore del convegno assieme ad  Enrico Larghero, responsabile scientifico del Master in Bioetica della Facoltà Teologica, hanno portato i saluti delle autorità e delle istituzioni, fra il numeroso stuolo, Giorgio Palestro, presidente del Centro Cattolico di Bioetica che con la  ex – Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Torino hanno dato il loro patrocinio, il presidente dell’Aris padre Mario Bonora che ha voluto ricordare il  padre camilliano Umberto Rizzo che per trent’anni ha guidato la loro associazione che raggruppa strutture socio-sanitarie di ispirazione religiosa, il presidente regionale Fabrizio Fracchia per l’AMCI nazionale presieduta da Filippo Boscia, e  Giovanni Maria Ferraris presidente del Consiglio comunale della Città di Torino che  ha ricordato la recente intitolazione a San Camillo de Lellis del tratto finale di via Mercanti  dove  al numero 28 si trova la storica sede dei padri Camilliani, la Comunità Madian e l’Associazione Madian Orizzonti onlus.

Ad aprire il convegno è stato il padre Superiore Generale Renato Salvatore che ha ricordato come il Santo fondatore del’Ordine aveva voluto un gruppo di religiosi totalmente dedicato al servizio dei malati, anche a rischio  della vita, in quel periodo così segnato da tante epidemie; che impegnasse le loro energie accanto al malato “come una madre assiste il suo unico figlio infermo” ed esortandolo a non far mai mancare il cuore, l’amore, la tenerezza, la misericordia verso ogni malato.

«La sua voleva essere una risposta globale ai bisogni dei malati, corporali e spirituali, in una relazione che vedeva il malato non solo al centro, ma al di sopra di se stesso, anzi considerando se stesso nemmeno degno di servirlo […] vedendo in lui Gesù», ha spiegato il padre Generale . Alla luce dell’apostolato del loro fondatore abruzzese di Bucchianico, ancor oggi nonostante i progressi delle scienze mediche, si può ancora affermare: «curare una persona innanzitutto richiede diprendersi cura di quella determinata persona e che curarsi significa innanzitutto prendersi cura di se stessi», ma per perseguire questo obiettivo richiede impegno nella ricerca di soluzioni che meglio rispettino e tutelino la dignità di ogni persona, in particolare i più deboli e gli indifesi, ha concluso padre Salvatore.

Personalità autorevoli si sono poi alternate con relazioni che saranno raccolte in Atti  pubblicati a maggio. Si è partiti dalla lettura magistrale di Enzo Bianchi priore della Comunità di Bose che prima di parlare dell’atteggiamento, dell’incontro, della cura con cui Gesù di Nazareth aveva nei confronti dei malati, dal titolo “Il guaritore ferito”, ha rievocato la straordinaria esperienza avuta trent’anni fa con i camilliani di Bangkok  che lo aiutarono ad entrare in alcuni monasteri buddisti.

Si sono susseguiti  gli interventi del  medico bioeticista Renzo Pegoraro della Fondazione Lanza di Padova che ha discusso come si pone la prospettiva bioetica di fronte alle tante istanze e sfide  del malato, dell’operatore sanitario e delle istituzioni in campo sanitario; dello storico della medicina Giorgio Cosmacini che ha tracciato una disamina del percorso di umanizzazione e personalizzazione della cura.

Il direttore camilliano José Carlos Bermejo del Centro de Humanización de la Salud di Madrid ha parlato invece delle nuove emergenze nel mondo della salute facendo riferimento, oltre ai dati statistici, alla propria esperienza lavorativa in Africa, in America Latina e in spazi marginali dell’Europa, mentre lo psicologo camilliano della salute e della malattia Luciano Sandrin ha trattato la malattia nei tre momenti dall’esperienza della malattia allo stare in relazione accanto al sofferente alla speranza. Infine Gian Paolo Zanetta portando la propria esperienza di amministratore di federazione ha affrontato il tema dell’umanizzazione nei luoghi di cura delineando alcuni possibili interventi nel piano strutturale organizzativo ed etico.

Concludendo, alla tavola rotonda sui carismi della carità nel mondo della cura hanno preso parte il camilliano Adriano Moro vicedirettore del Centro Camilliano di formazione di Verona e superiore della Comunità religiosa della Casa di cura San Camillo, il geriatra e riabilitatore del San Camillo Piero Bottino, suor Riccarda Lazzari delle Ministre degli Infermi e Teresa Audasso infermiera del Fatebenefratelli.

(*) Redazione Bioetica News Torino
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