Convegno. Disagio mentale, «la comunità è la prima cura»

di Stefano Di Lullo *
pubblicato il 28 ottobre 2018

In occasione della giornata mondiale della Salute mentale, si è tenuto, sabato 20 ottobre, in Facoltà teologica di Torino, un convegno promosso e organizzato dalla Diocesi di Torino, sul tema «Si può fare … tra disagio mentale e superamento dello stigma».
Ne pubblichiamo l’articolo uscito su La Voce e il Tempo di domenica 28 ottobre (p.3), redatto da Stefano Di Lullo:

«Come medico sono rimasto stupito per le numerose persone che hanno affollato il funerale di Anna, una nostra paziente affetta da disagio psichico, un po’ eccentrica, che abbiamo seguito per anni passo passo. Eravamo convinti di essere noi operatori sanitari ad accompagnarla, invece Anna si era creata una salda rete di amicizie sul territorio». È la testimonianza che lo psichiatra Giuseppe Marra, direttore della Residenzialità Dipartimento salute mentale dell’Asl torinese ha portato al convegno diocesano «Si può fare… tra disagio mentale e superamento dello stigma», che si è tenuto sabato 20 ottobre alla Facoltà teologica in via XX Settembre a Torino, organizzato dall’Ufficio per la Pastorale della Salute e dalla Caritas Diocesana.

Una mattinata di riflessione a 40 anni dalle legge Basaglia che portò alla chiusura dei manicomi e, soprattutto, alla presa in carico nella comunità delle persone che vivono il disagio psichico. L’esperienza di Anna, che ha continuato a vivere nel proprio territorio, è centrale dunque nell’abbattere lo stigma che ancora oggi si insinua tra l’opinione pubblica.

Ha aperto il convegno la testimonianza di don Paolo Fini, direttore della Pastorale della Salute, che negli anni Ottanta avviò il Centro torinese di solidarietà (Cts) con le comunità terapeutiche per tossicodipendenti e, nel corso di una settimana residenziale, ebbe modo di conoscere lo psichiatra Maxwell Jones (1907-1990), che nel 1952 fondò in Inghilterra
la prima comunità terapeutica per malati psichici con l’obiettivo di far partecipare i pazienti nella gestione dell’istituzione psichiatrica in cui erano ospitati. La base per la legge Basaglia che entrò in vigore in Italia nel 1978.

Il convegno è stato tappa di un cammino che la Chiesa torinese sta portando avanti dal 2006, con
la nascita del Tavolo diocesano Salute mentale (coordinato dalla Pastorale della Salute e dalla Caritas), per porre al centro le situazioni di fragilità dei malati psichici.

Il sociologo Luigi Gariglio dell’Università di Torino ha sottolineato come le sperimentazioni di nuove pratiche sanitarie avviate negli ospedali psichiatrici di Torino (via Giulio) e Novara abbiano anticipato la legge Basaglia, pur in un contesto di cura che prevedeva pratiche punitive e l’assoggettamento dei pazienti. «Il cammino non è finito», ha sottolineato Gariglio, «dobbiamo insieme, specialisti, istituzioni e cittadini, continuare a dare risposte ai malati e alle loro famiglie che chiedono accompagnamento e inclusione».

Per accompagnare le persone che vivono la sofferenza psichica la Diocesi ha attivato, dal 2011, il centro «Lu.Me» (corso Mortara 46/c), servizio di ascolto, accompagnamento e orientamento rivolto agli operatori pastorali, alle famiglie e a coloro che seguono malati psichici, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 attraverso il numero di cellulare 392.937622.

 

(*) Giornalista de La Voce e il Tempo
© Riproduzione Riservata