Covid-19: l’importanza del volontariato e del bisogno spirituale

di Marco FLORIO

16 maggio 2020
Covid-19: l’importanza del volontariato e del bisogno spirituale
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Marco FLORIO ©Florio

Un proverbio contadino dice che se in un cestino di mele c’è una mela marcia, la devi togliere, altrimenti  fa marcire tutte le altre. La sfida ardua in questo tempo è stata quella di curare la mela marcia tenendola nel cestino delle mele sane, senza sapere se le altre mele erano sane. E quindi, tante situazioni hanno contribuito a diffondere il virus e non a fermarlo.

Noi pensiamo sempre che le esperienze del passato ci portino a non compiere nel futuro gli stessi errori, ma purtroppo non è così. La storia si ripete e nel ripetersi la sola cosa che può dare una svolta alla realtà è la forza e il coraggio del singolo individuo, il cuore della persona.

Ognuno, secondo le proprie competenze, riesce a turare le falle di un sistema che nelle emergenze ha rivelato dei problemi. Ripenso all’esperienza di isolamento vissuta con la mia famiglia, in un paese di 900 persone. È proprio il supporto del singolo, confluito nelle associazioni di volontariato, che ci ha permesso di ottenere tutto quello di cui avevamo bisogno. Ecco, il terzo settore dovrà, nel prossimo futuro, godere della considerazione e degli aiuti che fino ad oggi non ha avuto pur intervenendo in tutte quelle attività che le istituzioni potavano dal suo albero.

In futuro bisognerà tenere presente anche del grande bisogno spirituale che momenti come questi generano. Lo spirito di sopravvivenza porta alla formazione di compartimenti stagni di dolore spirituale, isolando le persone infette, negli ospedali, lontano da parenti ed amici. Solo la vicinanza e la sensibilità degli operatori sanitari, in tanti casi dove neppure al cappellano era consentito di intervenire, ha potuto essere di conforto anche spirituale a queste persone.

Per il futuro bisognerà proprio ripensare ad alcune cose. In primis che la sanità è un bene pubblico, deve saper valorizzare e incentivare le risorse umane a disposizione, proprio perché i luoghi di cura sono luoghi sacri. Luoghi nei quali è presente Gesù medico che, attraverso la dedizione amorevole di tante persone, cura.
Prendersi cura è la cosa fondamentale che la sanità del futuro dovrà sostenere. L’uomo ha bisogno di essere abbracciato. La prima cosa che va curata, per un futuro migliore, è il suo cuore.

Marco FLORIO
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