Da oggi l’Inghilterra apre ai figli col Dna di tre genitori

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 29 ottobre 2015
Da oggi l’Inghilterra apre ai figli col Dna di tre genitori

La Gran Bretagna diventa il primo Paese al mondo ad autorizzare il concepimento in provetta di un bambino con materiale genetico di tre genitori. La nuova legge, approvata in febbraio dal Parlamento, entra in vigore oggi e prevede la fecondazione in vitro utilizzando non solo il Dna di padre e madre ma anche quello di un’altra donna con l’obiettivo – sostengono i fautori di questa nuova manipolazione della vita – di evitare la trasmissione di malattie genetiche gravi.

La procedura di donazione mitocondriale, messa a punto all’Università di Newcastle, consiste nella sostituzione del Dna mitocondriale difettoso della madre naturale con il Dna di una donatrice sana. Il bambino nato avrebbe il 99,8% del Dna del padre e della madre naturali e lo 0,2 della donatrice (ma il dato non riflette il peso del contributo genetico). Chiesa cattolica e anglicana si sono prodigate per bloccare l’approvazione della procedura, senza successo.

Così ora la Gran Bretagna detiene un altro primato controverso dopo quello di essere il primo Paese ad aver approvato qualche anno fa la creazione di embrioni ibridi per la ricerca formati da materiale genetico umano e animale. Esperimenti che non sono poi mai approdati a nulla.

In febbraio i vescovi anglicani avevano sottolineato le profonde conseguenze etiche, sociali e legali della creazione di un embrione umano con il Dna di tre persone definendo irresponsabile l’approvazione di una procedura così controversa. Nei mesi precedenti al voto lo schieramento contro la donazione mitocondriale aveva visto scendere in campo anche molti scienziati, preoccupati per gli effetti a lungo termine sulla salute (nessuno è oggi in grado di prevedere le conseguenze di una mutazione ereditaria come questa). Secondo alcuni esperti i bambini  «con tre genitori» sarebbero, infatti, a maggiore rischio di tumori e andrebbero monitorati per tutta la vita.

Secondo Paul Knoefler, professore all’Università della California, «si tratta di una terra inesplorata, i rischi di complicazioni o malformazioni future sono notevoli». La Gran Bretagna «rischia di fare un errore storico».

Anche l’opinione pubblica sembra nutrire dubbi: secondo un recente sondaggio condotto da ComRes, solo il 10 per cento degli intervistati ritiene che sia una buona idea aprire le porte alal creazione di embrioni “modificati” senza attendere l’esito della sperimentazione clinica e di test di sicurezza rigorosi.

Purtroppo come ricorda Andrea Williams dell’associazione Christian Concern, «niente è riuscito a fermare l’ambizione frenetica del mondo scientifico britannico, i primi bambini con due madri potrebbero nascere già il prossimo anno. Ci siamo incamminati su un sentiero molto pericoloso dal quale sarà difficile tornare indietro».

Elisabetta Del Soldato
Fonte: «Avvenire»

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Approfondimenti:
– Garry Hamilton, The hidden risks for “three-person” babies, «Nature», 23 settembre 2015 < http://www.nature.com/news/the-hidden-risks-for-three-person-babies-1.18408>

(*) redazione Bioetica News Torino
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