Dal Ministero della Salute il rapporto sulla copertura vaccinale anti Papillomavirus nella fascia adolescenziale

Anno 2018: un segno più per i maschi undicenni ma sempre sotto una soglia molto scarsa: ha completato il ciclo solo il 20%. Le ragazze undicenni sono il 40% che hanno concluso il ciclo anti HPV

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
15 Luglio 2020

Dopo il tumore alla mammella il carcinoma della cervice uterina ( o collo dell’utero) è al secondo posto nel mondo e in Italia perdono la vita più di 1500 donne ogni anno  (Ministero della Salute, 2020).  È dovuta per il 95% da un’infezione genitale da Papillomavirus umano (HPV) correlata strettamente alle abitudini sessuali che colpisce soprattutto –  almeno  il 75% –  la popolazione femminile; generalmente appare nella forma  benigna – come i condilomi –  e si manifesta in modo asintomatico la cui presenza viene rivelata durante gli esami ginecologici di prevenzione (screening Pap Test  tra  i 25 e 30 anni  –  e  HPV – Dna Test tra i 30 e i 64 anni).  Vi sono tuttavia  tra gli oltre 100 tipi di virus HPV infettanti alcuni  definiti ad alto rischio oncogeno, associati all’insorgenza di neoplasie maligne. Il  70% dei  tumori della cervice uterina sono legati  in particolar modo ai genotipi HPV 16, responsabile per il 60%, e il tipo 18, responsabile per il 10%.  Tendenzialmente vi corrono 5 anni tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può durare decenni.  Per tale motivo la diagnostica  è importante, per la prevenzione, l’individuazione in modo precoce delle lesioni precancerose e per  un intervento prima dell’evolversi in carcinoma. Si stima nel nostro Paese ogni anno circa 3500 nuovi casi. Per i minori, ragazzi e ragazze undicenni, ne viene raccomandata la vaccinazione dal Ministero della Salute, attiva sin dal 2007-2008  e riconosciuta nel 2017 tra i livelli essenziali di assistenza.

Il rapporto annuale del Ministero della Salute, uscito in questi giorni, sui dati di copertura vaccinale anti-papillomavirus, fino al 31 dicembre 2018, si riferisce alla chiamata dei ragazzi e delle ragazze nati nel  2006 e all’aggiornamento a livello nazionale e regionale per coorte di nascita dal 1997 al 2005 nella popolazione femminile e dal 2003 al 2005 in quella maschile, presentando  il confronto tra popolazione target e percentuale di vaccinati sia per ciclo completato sia per almeno una dose somministrata.

 

Rapporto dati copertura vaccinale dal Ministero della Salute anno 2020 riferito al 2018

Viene evidenziato che nel 2018 le undicenni, nate nel 2006,  che hanno risposto su 275.752 chiamate  solo  il 40,34%  hanno completato il ciclo mentre si sono sottoposte alla somministrazione di almeno una dose vaccinale il 61,68%.  Riguardo al ciclo completo viene fatto osservare dal Ministero della Salute che  la percentuale è piuttosto bassa  rispetto ai dati raccolti nelle coorti di nascita precedenti  ma è comprensibile per il fatto che i dati riferiti all’anno di nascita precedenti sono  aggiornati al 2018 raccogliendo quelli di coloro  che si sono sottoposti nei periodi successivi all’anno della chiamata.

Tavola 1 Copertura vaccinale anti HPV adolescenti femmine nate nel 2006 - Fonte Ministero della Salute , copertura dati vaccinali anti HPV al 31 dicembre 2018

Tavola 1.  Copertura vaccinale anti HPV adolescenti femmine nate nel 2006 – Fonte:  Ministero della Salute , copertura dati vaccinali anti HPV al 31 dicembre 2018

Il quadro generale di copertura vaccinale della popolazione  femminile  al 31 dicembre 2018 a livello nazionale per le coorti di nascita dal 1997 al 2003 che hanno completato il ciclo  oscilla su una popolazione target di  270 mila tra il 66,56%   nei nati nel 1997 (valore più basso) e  il  70,95% nei nati nel 2000 (valore più alto). A partire dalle coorti di nascita del 2004 vi è un andamento decrescente del numero di ragazze che completano il ciclo, dal 66,75% nei nati 2004 al 62, 21% nei nati 2005 fino ad arrivare al 2006 con il 40,34%.
Seppure nelle ragazze la  copertura vaccinale media è «discreta se si confrontano i dati con  quelli delle nazioni europee, ma  ⌈è⌉ ben al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (95%)». In vi è, tra i dati raccolti,  alcuna regione o Provincia automa che raggiunga una copertura del 95%.

Se si confrontano i dati sul vaccino completo a partire dai quali inizia il decremento vaccinale, dalla coorte di nascita 2004 riferito al 2018,  con il  Rapporto anno 2019  riferito al 31 dicembre 2017 risulta che vi è comunque, seppure molto molto lieve, un recupero nell’anno successivo:  per le adolescenti nate nel 2004 la percentuale che ha effettuato il vaccino completo è del 63,46 %  su una popolazione target di 275.82, percentuale che è salita nel 2018 a 66,75% su una popolazione target di 275.473; per la coorte di nascita 2005 nel 2017 hanno completato il ciclo vaccinale  il 49,92% delle adolescenti, percentuale che è salita al 62,21% su una popolazione target di 271.861 (cfr il rapporto del  Ministero della Salute negli anni anni precedenti fino al rilevamento nel 2015 su  www.salute.gov.it). Il rilevamento dei dati di copertura vaccinale anti HPV è stato svolto fino al 2014 dal CNESPS dell’Istituto Superiore di Sanità attraverso la raccolta semestrale al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno per coorte di nascita, poi la presa in carico è andata al Ministero della Salute.

Appare invece per i ragazzi una media vaccinale anti HPV  «molto lontana dagli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019,  che identifica una soglia graduale del 60% per il 2017, fino al 65% nel 2019».  Tuttavia si nota una tendenza  in crescita negli anni più recenti: nel corso degli anni. Nel  2018 il 20,82 % dei nati nel 2006 completano il ciclo su una popolazione target di 290.379. Al termine del 2018 si sono sottoposti ad un ciclo completo il 19,29% dei nati nel 2005 su una popolazione target di 235.769, il 18,98% dei nati nel 2004 su una popolazione target di 235.944, il 10,76% dei nati nel 2003 su una popolazione target di 225.109. Infatti le vaccinazioni somministrate in modo completo dai  nati del 1997  al 2002 la percentuale si aggira tra il 3,58% classe 2002, valore più alto, e lo 0,24%, valore più alto classe 1997.

Per le adolescenti  la vaccinazione anti HPV viene somministrata gratuitamente alle adolescenti undicenni in tutte le regioni e le province autonome a partire dal 2007-2008.  In alcune regioni la gratuità del servizio vaccinale viene esteso alle ragazze per altre fasce di età. Per i ragazzi il servizio gratuito viene offerto nel piano PNPV 2017-2019 a partire dalla coorte di nascita 2006.

Per vedere il quadro delle singole regioni nell’ultimo  Rapporto sui dati vaccinali anti-HPV si veda: http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_8_3_1.jsp?lingua=italiano&id=27

A che età è preferibile la somministrazione nella fascia adolescenziale?

A 11 anni, nel corso del 12 anno di età sia per le femmine che per i maschi.  A seconda dell’età e del vaccino utilizzato la schedula vaccinale prevede la somministrazione di due dosi a 0 e 6 mesi (per soggetti fino a 13 o 14 anni, a seconda del tipo di vaccino) o tre dosi a 0, 1-2 e 6 mesi per i più grandi (Circolare ministero della Salute, 24 aprile 2014, Aggiornamento della schedula vaccinale anti-papilloma virus e delle modalità di rilevazione delle coperture vaccinali).

L’immunizzazione anti HPV secondo il calendario vaccinale  del Piano nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019  è previsto nella fascia degli adolescenti tra il 12 e il 18° compleanno di età e tra i 19 e i 49 anni.

La vaccinazione anti HPV sostituisce lo screening periodico per il tumore della cervice uterina?

Il vaccino anti-HPV non sostituisce l’abituale screening del collo dell’utero dal momento che nessun vaccino ha un’efficacia pari al 10% e non protegge da ogni tipo di HPV nè da infezioni preesistenti da HPV (dalla Circolare del 24 aprile 2014, Aggiornamento cit.).

 

redazione Bioetica News Torino
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