Dal Ministero della Salute raccomandazioni per l’assistenza odontoiatrica per persone con bisogni speciali

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 30 aprile 2019

Il Ministero della Salute dà alcune raccomandazioni per prestare un migliore e uniforme servizio assistenziale del SSN nella cura odontoiatrica sul territorio nazionale alle persone con disabilità. Sono contenute in un documento, stilato da un gruppo tecnico in ambito odontoiatrico coordinato dal Centro di collaborazione Oms per l’epidemiologia e l’odontoiatria di comunità presso il medesimo Ministero e accolto con parere favorevole dal Consiglio Superiore di Sanità, intitolato «Indicazioni per la presa in carico del paziente con bisogni speciali che necessita di cure odontostomatologiche».

Per soddisfare il più possibile «al pari di ogni altro individuo, la persona con disabilità il diritto di godere del migliore stato di salute possibile, senza alcuna discriminazione», per la presa in carico il  documento, consultabile sul portale del Ministero www.salute.gov.it (23 aprile 2019)  presenta indicazioni tratte dalla letteratura scientifica, dall’esperienza clinica di esperti del settore e dalla applicazione  di un  modello organizzativo DAMA in ambito odontostomatologico  (Disabled Advances Medical Assistance).  Tale modello nasce nel 2000 come progetto sperimentale presso l’Ospedale «San Paolo» di Milano per le persone portatrici di  grave disabilità intellettiva e neuromotoria per andare incontro ai bisogni di tali pazienti e delle loro famiglie con un percorso di accoglienza e assistenza personalizzato, multidisciplinare e di continuità assistenziale. Entra dal  2004 a far parte della medesima struttura ospedaliera diventando presto un punto di riferimento per altre realtà socio-assistenziale sul territorio nazionale attingendo al suo modello partecipando ad una rete detta  “Dama”, di cui «l’Ospedale San Paolo rappresenta il primo nodo.

Le Indicazioni del Ministero della Salute mettono in evidenza la necessità di una presa in carico personalizzata con uno specifico percorso preventivo, diagnostico e terapeutico che comincia sin dal primo contatto telefonico con un numero dedicato presso il quale il personale sanitario, formato, attraverso la raccolta di alcuni dati importanti saprà indirizzare il paziente per definire il percorso clinico e la prestazione in regime ambulatoriale o di day surgery o di ricovero ordinario con eventuale possibilità di sfruttare la sedazione e narcosi per prestazioni plurispecialistiche. Si distinguono diversi tipologie di pazienti: collaboranti e autonomi, scarsamente collaboranti e autonomi, non autonomi ma collaboranti o scarsamente collaboranti e non collaboranti.  E di rilievo in ogni struttura sanitaria con servizio odontoiatrico è la figura di un sanitario con funzioni di case manager  che organizza in modo dettagliato e specifico il percorso di presa in carico (dalla modalità di arrivo ai tempi  e luogo d attesa,  alla verifica della fattibilità percorso previsto ed eventuali correzioni, alle eventuali procedure per sedazione (incannulamento vena, presedazione, monitoraggio alla programmazione del follow-up)  e ogni pratica amministrativa.

Sono poi segnalati standard minimi strutturali e tecnologici, citati nel documento, e personale formato (medico odontoiatria, infermieristico, amministrativo, igienista dentale, assistente di studio odontoiatrico Aso) secondo  il tipo di organizzazione del Ssn e il numero di abitanti nelle strutture odontoiatriche presso un  distretto sanitario/ ogni 100mila abitanti e presso un’azienda ospedaliera /Asl/ogni 500mila abitanti. La cura odontoiatrica di tali pazienti dovrebbe svolgersi presso  strutture che forniscono sedazione, anestesia generale e osservazione post-intervento.

Un ultimo punto riguarda la necessaria formazione del personale e  promozione di un’educazione alla cura della salute orale nella relazione igienista – paziente o igienista-familiare/caregiver.

(*) redazione Bioetica News Torino
© Riproduzione Riservata