Dall’AIFA raccomandazioni per gli operatori sanitari per l’uso dei mezzi di contrasto

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
7 Luglio 2020

Se si sospetta che sia stato un farmaco a creare, per svariati motivi, dalla dose all’uso eccessivo allo sbaglio di un farmaco etc,  una reazione,  più o meno grave, e anche se la situazione sia risolta o migliorata, l’accaduto va segnalato all’AIFA (Agenzia italiana del Farmaco), oltre che  al proprio medico. Le  segnalazioni sia da parte degli operatori sanitari che dai cittadini di reazioni  avverse sospette sono importanti perché assieme agli studi clinici, alla letteratura scientifica consentono una vigilanza sulla sicurezza dei farmaci in commercio tutelando la salute dei pazienti.  La procedura è descritta sul sito dell’AIFA (www.aifa.gov.it) che contiene i  moduli, distinti per le due tipologie, cittadino o operatore sanitario/medico curante,  da inviare  alla rete nazionale di farmacovigilanza dell’AIFA tramite il  Responsabile di farmacovigilanza regionale o locale tramite via email o fax oppure online dal sito VigiFarmaco.

Le segnalazioni di reazioni di ipersensibilità ricevute  per gli esami diagnostici effettuati con  mezzi di contrasto ha portato l’AIFA a consegnare alcune raccomandazioni di misure preventive e di procedure agli operatori sanitari per ridurne il rischio di allergia o semi-allergia che «esiste indipendentemente dalla via di somministrazione e dalla quantità di MdC (mezzi di contrasto) somministrata» e su cui i pazienti devono essere informati, in particolar modo quelli asmatici non controllati da terapia. Le reazioni infatti possono verificarsi sia in soggetti che non si sono mai sottoposti a MdC sia in quelli che prima non avevano avuto alcuna reazione a tali esami.

Il documento è stato condiviso dalla Società Scientifica SIRM (Società italiana di radiologia medica ed interventistica) e la Sezione di studio sui MdC della SIRM. Riporta alcune osservazioni da attuare prima della somministrazione di un MdC, tra le quali  la scelta e il tipo di mezzo di contrasto che va convalidato da parte del medico radiologo, la necessità di un’accurata anamnesi per identificare pazienti con maggior rischio di reazione da ipersensibilità valutando anche la possibilità di metodiche alternative con molecola di classe differente ad esempio a base di iodio oppure di gadolinio da parte del radiologo specialista e qualora non fosse possibile di indirizzare il paziente verso un centro di riferimento allergologico per una consulenza,  la presenza di un anestesista rianimatore e personale sanitario formato per il soccorso  e un’assistenza appropriata.

I mezzi di contrasto quali TC, risonanza magnetica, ultrasuoni etc ,  vengono somministrati per via endovenosa, intraarteriosa o intracavitaria  e  utilizzati per poter vedere con maggiore accuratezza un organo o una patologia.  Possono causare reazioni diverse per grado di gravità da lievi a moderati a gravi con necessità di terapia, con la presenza di sintomi cardiorespiratori che possono arrivare allo shock. Si possono manifestare subito dopo l’iniezione e a 30 minuti dalla somministrazione e anche si sono registrate con ritardo dopo ore e fino a 7 giorni.

Sia agli operatori sanitari che ai pazienti viene raccomandato di leggere attentamente il foglietto illustrativo con le caratteristiche del prodotto e seguire le linee guida delle società scientifiche.  Nella segnalazione della reazione avversa ricorda infine di riportare per  gli operatori nel referto radiologico  il tipo di MdC utilizzato con nome della molecola, concentrazione di iodio per quelli a base di iodio, quantità e velocità di somministrazione e nella descrizione dell’allergia le manifestazioni cliniche, l’intervallo di tempo trascorso tra la somministrazione del Mdc e la comparsa dei sintomi, la durata della sintomatologia e le terapie praticate.

redazione Bioetica News Torino
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