Dentro come stai? Capirsi per relazionarsi, abbattere i muri per una salute della mente

di Piercarlo Brunetti - Paola Cerutti - Cristina Bresciano *
pubblicato il 19 dicembre 2015
Dentro come stai? Capirsi per relazionarsi, abbattere i muri per una salute della mente

Con i saluti introduttivi del Vescovo di Mondovì monsignor Luciano Pacomio, del sindaco di Vicoforte Valter Roattino e del direttore generale dell’ASL CN1 Francesco Magni sabato 17 ottobre 2015, presso la Sala Convegni «Casa Regina Montis Regalis» del Santuario di Vicoforte, si è aperto il Convegno dal titolo «Dentro come stai? Capirsi per relazionarsi. Abbattere i muri per una salute della mente».

Dentro come stai_ convegno a Vicoforte 2015

Partecipanti al Centro Congressi Casa Regina Montis Regalis, convegno di Vicoforte, Dentro come stai?, 17 ottobre 2015 – Foto Caritas Diocesana di Mondovì

«Non c’è cura se non quando siamo in comunicazione con l’altro». Con tale letimotif che ha contraddistinto il convegno Francesco Risso, direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL CN1 ha aperto i  lavori. L’urgenza di un dialogo sulla salute mentale è attuale. Dalle stime del 2010 il 38% circa della popolazione europea soffre nel corso della vita di disturbi psichici e secondo l’Università di Torino 1,5 milioni circa di Piemontesi ne soffre. Dati ancora più allarmanti riguardano i giovani: ai Pronto soccorso psichiatrici piemontesi un paziente su tre è adolescente e  si rileva un aumento di disturbi psichiatrici maggiori e suicidi in adolescenza.

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Al mattino gli interventi sono stati coordinati da Carlo Milordini, direttore della SC Psichiatria di Savigliano, e da Camilla  Pallavicino, collaboratrice de La Stampa.  Sul tema «Disagio psichico oggi ed il suo impatto su famiglia e giovani» ha parlato Maria Elena Morsucci, responsabile del Centro di Salute mentale, che  ha evidenziato come  in una società, sempre più riduzionista,  gli adolescenti siano alla continua ricerca di nuove identità e di riconoscimento da parte del gruppo dei pari toccando il tema sul concetto di corpo che viene spesso vissuto come qualcosa di estraneo alla persona e della costruzione di una nuova immagine di sé. Emerge quindi la percezione del corpo come “altro” che può essere attaccato e manipolato attraverso diete estreme e o gesti autolesivi. Per fronteggiare il profondo senso di inadeguatezza e per mantenere le  caratteristiche del gruppo, anche a livello sociale, si ricorre ad un continuo utilizzo della “connessione” intesa come utilizzo dei social network. Tutto ciò può generare oscillazioni dell’umore, inadeguatezza, labilità emotiva e depressione. Si può riassumere tale condizione con una citazione dello psichiatra Pietropolli Charmet (Fragile e spavaldo 2010): «da adolescente edipico, afflitto da sensi di colpa, si è giunti ad un adolescente narciso molto fragile».

Dentro come stai_convegno Vicoforte 2015_relatoriSecondo l’OMS il 20% degli adolescenti soffrirebbe di disturbi mentali; il suicidio è la terza causa di morte. Il 75% dei giovani usa e o abusa di sostanze e alcool prima dei 25 anni in Italia e in Europa (Ministero della Salute 2014). Identifica nei disturbi mentali una delle sfide più ardue del XXI secolo. Previsioni che hanno un fondo di verità se si guarda alla crisi economica che, come ha messo in luce Pierluigi Dovis, delegato regionale Caritas Regione Piemonte, incide sul disagio: i giovani sono i più esposti alla vulnerabilità psicologica così come molte famiglie normali, mancando il lavoro, devono fare  i conti non solo con il non-reddito ma soprattutto con perdita di identità e vissuti di esclusione. L’affacciarsi di queste nuove povertà ha generato la necessità, per la Caritas, di istituire un Osservatorio delle povertà e delle risorse per monitorare l’aumento  del numero dei poveri e proporre risposte concrete di solidarietà.

L’intervento di Enrico Larghero, direttore del Master universitario in Bioetica della Facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale di Torino, ha contestualizzato le tematiche  alla luce della  contemporaneità, caratterizzata da una pedagogia della non-sofferenza. In un’epoca in cui la tecnica apre nuove  possibilità e genera nuove  aspettative fa emergere  interrogativi sul senso dell’esistenza e della  sofferenza a cui tuttavia la scienza non può dare risposte: riscoprire il significato dell’esistere e la forza della fragilità è la vera sfida dell’oggi.

Nel considerare aspetti bioetici riguardo a  «La sofferenza mentale tra resistenza e resa»,  dopo un primo excursus sulla bioetica in generale  e messo  a confronto  riduzionismo e personalismo Larghero ha esaminato il tema della fragilità umana ponendo l’attenzione sulla  persona e sulla  dignità umana.  In una correlazione tra fragilità e sofferenza afferma che «dolore, sofferenza e malattia permeano la vita anche dell’uomo del terzo millennio e costituiscono un’esperienza unica e straordinaria dal punto di vista fisico, morale ed esistenziale».  Citando Bernard Hours  dice: «L’interesse non è quindi rivolto solo all’analisi attraverso cui, secondo i luoghi, si declina l’approccio al problema salute-malattia-cura-guarigione, ma anche allo studio dei processi sociali e delle rappresentazioni simboliche con cui tali problematiche sono incorporate nei sistemi cognitivi».

Si sta cercando di ritornare ad un’umanizzazione della medicina che «si occupa di qualcosa che è molto più di un mero oggetto materiale, di un uomo-macchina da riparare: essa si occupa di una persona da curare ⌈…⌉, difendere il valore umanistico della medicina, non è quindi soltanto un’istanza morale, ma significa affermare il valore conoscitivo e pratico in tutta la sua pienezza» (Giorgio Israel, Per una medicina umanistica 2010).

 

Dentro come stai_convegno Vicoforte 2015_relatori 3Nella sessione del pomeriggio, coordinata da Ivan Raimondi,  referente Caritas e Pastorale della Salute Regione Piemonte –  gli interventi si sono focalizzati su esperienze a confronto  e proposte dal Tavolo del «Fare Assieme», dal  Servizio Salute Mentale di Trento e dalle  istituzioni.

A 20 anni dalla  legge 180 del 1978, per iniziativa dello psichiatra  Renzo De Stefani e della sua équipe, nasce a Trento un nuovo approccio alla salute mentale denominato «Fare Assieme» che vede coinvolti attivamente operatori, utenti e familiari a lavorare fianco a fianco per aiutare chi soffre di disagio psichico. Ispiratore de  «Le parole ritrovate», il movimento nazionale del «Fare Assieme» ne accompagna il diffondersi su tutto il territorio nazionale. Per dare visibilità alla battaglia contro lo stigma e i pregiudizi promuove eventi internazionali: la traversata dell’Atlantico in barca a vela, in 200 in treno da Venezia a Pechino, in 500 in Kenia per costruire una scuola nel poverissimo villaggio di Muyeye, il coast to coast da Boston a Los Angeles per presentare l’esperienza del «Fare Assieme» in prestigiose Università e Centri di ricerca americani. Trento diventa un polo di attrazione per decine di città italiane.

L’esperienza del  «Fare Assieme di Trento» va nella direzione di un coinvolgimento alla pari di utenti, familiari, operatori e cittadini nelle attività del Dipartimento di Salute Mentale e testimonia non solo politiche partecipate nell’ambito della psichiatria ma anche la loro efficacia nella riduzione dei costi; orientamento in linea con la  proposta di legge 2233 in discussione in Parlamento.

Tre UFE (Utenti Familiari Esperti) hanno portato la loro esperienza nel Convegno di Vicoforte; sono figure nuove nel panorama della sanità mondiale. Essi affiancano gli operatori offrendo agli utenti e ai familiari in difficoltà il valore della propria esperienza, lo specchio di un percorso di cura riuscito, la fiducia e la speranza della guarigione.

Gianfranco Conforti, infermiere presso Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura di Cuneo e volontario del Tavolo Fare Assieme, presenta l’esperienza del Tavolo «Fare Assieme» di Cuneo, nato nel 2012 durante un convegno svoltosi nella sala di S.Giovanni con protagonisti  operatori e utenti di Trento, attraverso l’esperienza degli UFE (Utenti Familiari Esperti).
Gli UFE iniziano ufficialmente una stretta collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL CN1 nel 2015 attraverso un progetto che coinvolge le Associazioni provinciali del Tavolo del «Fare Assieme» rispettivamente AMA, AVO, Caritas, DIAPSI, Ipazia e Mente in pace e con la testimonianza di una volontaria.
Dentro come stai, convegno Vicoforte 2015, pubblico Con il Convegno attuale  si è potuto presentare agli amministratori locali la proposta di costituire un Osservatorio Provinciale sulla Salute Mentale con l’obiettivo di affrontare in modo congiunto – in un organismo che veda la partecipazione delle strutture psichiatriche, degli amministratori locali, delle direzioni dei consorzi socio-assistenziali, dei rappresentanti del volontariato, degli utenti e dei familiari – le criticità, le progettualità e le innovazioni in campo psichiatrico evitando la contrapposizione fra dimensione sanitaria e sociale.

Nell’ascolto attento di tale proposta, il sindaco di Cuneo e presidente della Conferenza dei Sindaci  Federico Borgna, il direttore generale ASL CN1 Francesco Magni e il presidente del Consorzio socio-assistenziale Monregalese Gregorio  Barbieri hanno espresso il loro impegno per affrontare  insieme le sfide della salute mentale sul territorio  e nella  sanità.


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(*) Piercarlo BRUNETTI, Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale, responsabile assistenziale di Dipartimento e della SC Psichiatria Savigliano, Saluzzo e Fossano
Paola CERUTTI, infermiera presso Cottolengo di Cuneo
Cristina BRESCIANO, Pedagogista e psicologa
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