Dichiarazione di Astana. La salute, un diritto per tutti, impegno a rispettarlo

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 26 ottobre 2018

Dalla Conferenza mondiale di Astana, in Kazakistan, arriva un nuovo impegno perché tutti, nel mondo,  possano accedere ad una «Assistenza sanitaria di base: da Alma-Ata verso una copertura sanitaria universale e obiettivi di sviluppo sostenibile» (Primary Health Care).  Rappresentanti di ministeri,  capi di Stato, accademici, esperti,  organizzazioni non governative, operatori sanitari, partners delle  Nazioni Unite,  si sono incontrati il  25 ottobre e il 26 ottobre per aderire ad una nuova Dichiarazione, quella di Astana, firmata dai capi di stato e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef.

«Noi tutti abbiamo una responsabilità solenne nell’assicurare con la dichiarazione odierna sull’assistenza  sanitaria primaria di garantire ad ogni persona, ovunque di esercitare il loro diritto fondamentale alla salute»: sono le parole con cui il direttore generale dell’Oms Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha commentato  il nuovo impegno stilato dai capi di Stato, dopo quarant’anni da quello storico di Alma-Ata, nel 1978, sempre in Kazakistan,  e un iter lavorativo iniziato  lo scorso febbraio (New global commitment to primary health care for all at Astana conference, 25.10.2018, www.who.int).

Da allora, trascorsi quarant’anni, si è sentita l’esigenza di dar vita ad una nuova Dichiarazione per riflettere su quanto si è raggiunto e non, riaffermandone  i valori espressi, in particolare di giustizia e di solidarietà,  insieme con le popolazioni per migliorare la salute delle persone, realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030  verso una copertura sanitaria universale (UHC).

Henrietta Fore, Direttrice Executive Unicef  ha evidenziato, nella stessa nota New global commitment – che ancora 6 milioni di bambini muoiono ogni anno prima dei cinque anni, la maggior parte dei quali per l’insorgere di cause che possono essere evitate e più di 150 milioni presentano gravi deficit nello sviluppo della crescita.

Non è mancata l’adesione  all’impegno della Dichiarazione da Papa Francesco, che alcuni giorni prima aveva ricevuto in udienza il Direttore dell’Oms Ghebreyesus, con un tweet all’apertura della Conferenza, ricordando che «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale» e poi  esortando a unire «gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti» (www.vaticannews.va)

Promozione e prevenzione, aumento del personale sanitario e riduzione dei costi dei farmaci, dei vaccini e dell’assistenza sanitaria, servizi riabilitativi e cure palliative  sono gli obiettivi  per i quali continua l’impegno nel far avere servizi di qualità ed efficienti a tutti, raggiungendo le persone più povere, con uno sguardo globale  su quanto avviene nel nostro pianeta dalle epidemie ai disastri naturali alle guerre per salvaguardare l’ambiente e preservare la vita umana.

Oltre a riprendere gli intenti precedenti, la Dichiarazione di Astana comporta un rafforzamento delle scelte politiche governative per estendere i servizi sanitari di base attraverso un efficiente sistema di allocazione delle risorse.  Prevede sette aree di lavoro: ricerca, conoscenza ed esperienza; formazione e sviluppo delle risorse umane nelle aree rurali e meno sviluppate; uso delle tecnologie informatiche  per proteggere i dati personali,  monitorare le malattie, migliorare l’accesso, la qualità  e il coordinamento dei servizi; finanziamento per un’assistenza sanitaria di base per ridurre inefficienze e disuguaglianze verso chi vive in situazioni di povertà, fragilità e nelle aree di conflitto;  promozione,  trasmissione e sostegno alle persone e alle comunità nella conoscenza e nelle risorse su come mantenere la propria salute e quella di cui ci  si prende cura sotto la guida di professioni sanitari;  sostegno da tutti i  portatori di interesse – dai professionisti sanitari ad accademici,  pazienti, fondazioni a realtà del settore privato – nel cooperare con uno spirito collaborativo alla realizzazione di quanto espresso nella Dichiarazione nel rispetto dei diritti umani. Gli obiettivi e le strategie per realizzarli contenuti nella Dichiarazione saranno al centro dell’attenzione nell’incontro dell’Assemblea Generale delle  Nazioni Unite sulla copertura sanitaria universale che si terrà nel 2019.


 

 

 

(*) redazione Bioetica News Torino
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