È vita, è futuro: Messaggio della Cei per la 41° Giornata nazionale per la Vita

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 6 dicembre 2018

Per la 41° Giornata nazionale per la Vita che si celebrerà domenica 3 febbraio il tema «È  vita, è futuro» (www.chiesacattolica.it)  proposto dal Consiglio episcopale permanente si incentra sulla speranza della vita, che “germoglia” nella sua esistenza donata da Dio, attraverso le buone opere, la condivisione reciproca del bene e che lascia tale eredità da coltivare alle nuove generazioni.

L’impegno dell’accogliere la vita umana sin dal grembo materno nelle diverse fragilità e difficoltà che si incontrano durante il cammino di vita  richiede sacrificio e dedizione. L’abbraccio ad essa prosegue fino al termine naturale della vita, in un ripetersi di generazione in generazione, all’interno della comunità, della nazione e sul pianeta in cui viviamo.  Così «lo sguardo saggio e ricco di esperienza degli anziani consentirà di rialzarsi dai terremoti – geologici e dell’anima − che il nostro Paese attraversa». Così con una solidale alleanza tra le generazioni «si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza». Così «ci è chiesta la cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita, per l’emarginazione».

Il filo rosso che attraversa i temi del Messaggio dei Vescovi è il germoglio della speranza, espresso con la citazione del profeta Isaia «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa»(43,19). Lo sguardo si amplia in prospettiva di un futuro migliore, partendo dall’aver cura della vita umana nella sua integralità – fisica, psicologica, spirituale, sociale –  alla custodia del creato.  La consapevolezza dell’importanza della «famiglia  come grembo generativo del nostro Paese» e la necessità di « un “patto per la natalità ” che coinvolga tutte le forze culturali e politiche». La tutela delle persone fragili, a causa della malattia, disabilità, sofferenza (fisica, psicologica, sociale). Dal dolore dell’aborto che «”non è un male minore, è un crimine”(Papa Francesco, 2016)» a quello di coloro che sono costretti ad emigrare.

Un invito a intendere la vita quale «bene desiderabile e conseguibile», un «bene per noi e i nostri figli», che dall’investimento sul presente nasce il futuro.

 

(*) redazione Bioetica News Torino
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