Editoriale

di Redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 9 gennaio 2013

Cari lettori,

All’inizio dell’anno nuovo non si può non considerare la magnificente bellezza della vita che abbraccia l’intero creato e, in particolare la vita umana, il suo nascere.   Incisivo è il  richiamo  del Santo Padre Giovanni Paolo II all’inviolabilità della vita umana  sin dal concepimento  nella  Lettera enciclica  Evangelium Vitae (1995),  continuato, con altrettanto fervore,  nel pontificato di  Benedetto XVI. 

In occasione dell’eminente 35a Giornata nazionale per la Vita che si celebrerà il 3 febbraio prossimo, Valeria Malcangi e Piergiacomo Oderda dell’Ufficio per la Pastorale della  Famiglia ci guidano nella riflessione del messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la giornata celebrativa, che quest’anno avrà come tema Generare la vita, vincere la crisi.

 Con la stimatissima  professoressa Mariella Lombardi Ricci, bioeticista “sgreccina”, si entra nel vivo con la questione etica  degli accertamenti diagnostici su embrioni concepiti in vitro, la cosiddetta Diagnosi  pre-impianto,  ripercorrendone i passi del progresso scientifico in tale settore dal 1970 ad oggi.  Un modo, forse, anche per trarre nuovi spunti per “ri”costruire insieme una società futura  migliore.

Quale è la voce della Chiesa  sul  dilemma   fra  il valore della tutela della vita del nascituro e il valore della tutela della vita della madre?  Ne dà una risposta il teologo morale professore Giuseppe Zeppegno, partendo da un caso  che  ha destato l’attenzione mediatica qualche mese fa.

Del convegno sulla verità, declinata nei suoi diversi aspetti linguistico, medico-scientifico, filosofico e religioso, svoltosi a Torino lo scorso dicembre  ha ripreso i fili  la giornalista Rosa Revellino, mentre la docente di Storia dell’Arte  Laura Mazzoli tratta del  significato del corpo umano nella nostra società di “post-mortali”.

Una buona lettura.

Lo staff Bioetica News Torino

(*) Redazione Bioetica News Torino
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