Editoriale

di Redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 10 aprile 2013

Cari lettori,

In prossimità del convegno di Chioggia sull’informazione dal titolo «Informazione in Rete: Sampa e web»,   il presidente nazionale Fisc Francesco Zanotti in un’intervista rilasciata al Sir  ha affermato: «Oggi per  stare sulla rete, dobbiamo essere veloci e sintetici, pur sempre nel rispetto della notizia e della persona».   L’etica della  e nella comunicazione è ancora una volta  tra i temi del programma e più volte richiamata all’attenzione  dallo stesso Ordine nazionale dei Giornalisti, nonché  in molte Giornate mondiali delle comunicazioni sociali, come la prossima di maggio, dal titolo «Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione»  (messaggio di Benedetto XVI,  24 gennaio 2013).

La sofferenza, la malattia, la morte, esplodono con irruente visibilità, spesso con una connotazione negativa,  quasi ogni giorno nelle pagine di cronaca dei  media, talvolta diventando casi mediatici come la morte di Sara Scazzi o di  Meredith Kercher o ancora il caso di Eluana Englaro.    Così la  giornalista Vilma Brignone  ha messo a conoscenza la propria  esperienza sul campo con una relazione introduttiva incentrata sul  tema della morte, dal titolo  bioetica e Mass media,  per poi farci addentrare nel vivo nel prossimo numero.

Paradossalmente  le tre parole sofferenza, malattia e morte  sono relegate nel silenzio della quotidianità,   emarginate  nella società di “postmortali”(C. Lafontaine)  in cui viviamo, dove  a prevalere è il culto della salute,  dell’efficienza e della produttività.  Si rincorre all’immortalità, ad affrancare  il corpo dai suoi limiti fino a quello radicale della morte. La si esalta, la si spettacolarizza quest’ultima, giungendo fino all’estremo con l’ibernazione o con la plastinazione (L. Manicardi, Memoria del limite).

È invece lo sguardo di senso, consapevole della fragilità, della finitudine umana, ma anche di speranza che  proponiamo da  contraltare ad una visione materialistica e individualistica  di una vita che “rifiuta la morte”,  negata a un punto tale da venire persino talvolta desiderata purché  sia   “dolce”, –  come la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia che parte a Torino con Silvio Viale – .  Ce lo presentano  in un commento alle Lettere del filosofo E. Mounier la  testimonianza delle suore cottolenghine Anna Maria Derossi e Maria Teresa Matera, e l’insegnamento della professoressa  Laura Mazzoli sull’arte della Memoria che condanna  con pennellate e  disegni l’atrocità compiuta dall’uomo sull’uomo.

La sofferenza considerata come riscatto di maturazione e impegno nella vita  ci viene dalla penna di  Federico Pontiggia nella critica al film  presente da pochi giorni nelle sale, «Bianca come il latte, rosso come il sangue» di Giacomo Campiotti, mentre l’economista Giovanni Carluccio discute di un’economia “a misura d’uomo” a fronte dei fattori determinati dalla  crisi odierna.

Con l’arrivo della reliquia del Sacro  Cuore di Camillo de Lellis nella Chiesa di San Giuseppe, Torino è entrata nel vivo delle  celebrazioni  per il  quarto centenario della morte del Santo fondatore dell’Ordine dei Ministri degli infermi e patrono dei malati. Un commento corredato di scatti fotografici sul convegno  «Domanda di cura oggi» al Santo Volto del Centro Congressi introduce gli Atti di prossima pubblicazione nel mese di maggio.

 

Un numero speciale della rivista uscirà il 30 aprile con gli interventi degli esperti di bioetica durante la serata di presentazione del volume di  F. Fornero e M. Mori Laici e cattolici in bioetica organizzata al Gam il 7 marzo scorso e promossa dal Centro Cattolico di Bioetica.

Una buona lettura!

Lo staff di Bioetica News Torino

 

(*) Redazione Bioetica News Torino
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