Editoriale

di Enrico Larghero *
pubblicato il 15 giugno 2018

La Medicina ha da sempre fondato i suoi campi di intervento su tre ambiti: la prevenzione, la diagnosi e la cura. A tale “sgabello” si è aggiunta nel tempo una “quarta gamba”, la riabilitazione, frutto di una evoluzione degli stili di vita, della società, delle tecnoscienze.

Tuttavia negli anni anche i fondamenti hanno subito una profonda trasformazione, mutando radicalmente una nuova idea di autonomia, di libertà, di salute, in ultima analisi, di qualità di vita. A tale regola non si sottrae la prevenzione, la quale con l’avvento della bioetica, si è arricchita di nuove sfumature, ha assunto in itinere una dimensione più ampia e complessa.

All’idea primaria che risponde all’adagio “Prevenire è meglio che curare”, puntando in tal modo lo sguardo ad una funzione volta a debellare le malattie prima ancora della loro insorgenza, si è affiancata una nuova prospettiva che ha coinvolto tutti gli ambiti del sapere medico, a cominciare dalla genetica, per passare alle controverse vaccinazioni, alla farmacologia e infine agli stili di vita.

Tutto ciò in un contesto culturale nel quale la laicizzazione dei costumi, la negazione dell’orizzonte della morte hanno elaborato un’idea di medicina in grado sempre e comunque di riparare un corpo malato. È nata una nuova idea di salute intesa non più nel senso dato dai padri costituenti di diritto di accesso alle cure, ma di garanzia del risultato, cioè, in altre parole, un diritto alla guarigione, frutto tangibile di una medicina vissuta non più come arte, ma come scienza.

La materia appare molto ampia e, senza la pretesa di essere esaustivi, Bioetica News Torino ha pensato di dedicarvi un numero monografico da intendersi non come un punto di arrivo, ma di partenza, per una riflessione più ampia che contempli il presente aprendosi al futuro, diviso tra speranze e timori con la certezza che ogni apertura al nuovo debba mantenere la dignità e la centralità dell’essere umano, alfa e omega del sapere.

Un grazie agli Autori e buona lettura a tutti.

Enrico Larghero

(*) Vice presidente AMCI - sezione di Torino
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