“Entrate a cuore aperto. Vi entreremo nel cuore”

di Anna Maria Derossi *
pubblicato il 1 settembre 2012
“Entrate a cuore aperto. Vi entreremo nel cuore”

La “Piccola Casa” radicata negli insegnamenti del fondatore san Giuseppe Cottolengo

Condivido l’intento del Centro Cattolico di Bioetica di costruire e alimentare una rete informativa e propositiva attraverso anche un periodico mensile telematico nel rispetto dei principi dello stesso Centro e colgo la richiesta di collaborazione per rafforzare la sinergia con le altre realtà universitarie, pastorali, associative e sanitarie che animano il Centro.

Invio pertanto una presentazione dell’Istituzione che rappresento avvalendomi della mission che caratterizza la Piccola Casa della Divina Provvidenza «Cottolengo» di Torino (www.cottolengo.org). Evidenzio la relazione tra i valori e i principi che fondano la Piccola Casa e i principi del Centro Cattolico di Bioetica: nella mission e nella vita nella Piccola Casa si afferma il riconoscimento della sacralità della vita umana, dal suo inizio fino al suo termine naturale e si esprime il concreto impegno nel “prendersi cura” della persona povera, malata, abbandonata, particolarmente bisognosa, senza distinzione alcuna.

1. La Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata da San Giuseppe Cottolengo (1786-1842), è una istituzione civile ed ecclesiale. Ha come fondamento la Divina Provvidenza, come anima la carità di Cristo, come sostegno la preghiera, come centro i Poveri. Essa comprende suore, fratelli, sacerdoti e laici che a vario titolo realizzano le sue finalità.

2. La Piccola Casa si prende cura della persona povera, malata, abbandonata, particolarmente bisognosa, senza distinzione alcuna, perché in essa riconosce il volto di Cristo.

3. In tal modo la Piccola Casa afferma il valore sacro della vita umana, dal suo inizio fino al suo termine naturale; promuove la dignità di ciascuno nella sua originalità e diversità; si prende cura della persona nella sua dimensione umana e trascendente; vive lo spirito di famiglia costruendo relazioni di reciprocità, di gratuità, di condivisione, di fraternità.

4. Nei diversi Paesi dove è presente, la Piccola Casa è organizzata in comunità di vita e in pluralità di servizi uniti e orientati dallo spirito e dagli insegnamenti di San Giuseppe Cottolengo. Come una grande famiglia tutti, sani e malati, religiosi e laici, secondo la vocazione e la misura della propria donazione e impegno si aiutano reciprocamente ad attuare le finalità evangeliche dell’Opera.

5. San Giuseppe Cottolengo insegna che la Divina Provvidenza «per lo più adopera mezzi umani». Per questo, ogni operatore nel settore assistenziale, educativo, sanitario, pastorale, amministrativo e tecnico con la sua responsabilità, competenza e generosa dedizione, diventa “strumento” della Divina Provvidenza al servizio dei Poveri.

6. Nella Piccola Casa della Divina Provvidenza ognuno può trovare senso alla propria esistenza, realizzare i desideri profondi del cuore, contribuire all’edificazione di un’umanità nuova fondata sull’amore, sull’amicizia e sulla speranza della vita eterna.

(*) suor Anna Maria Derossi
Responsabile Struttura Complessa Formazione-Qualità
Presidio Sanitario Ospedale “Cottolengo” di Torino
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