Esce in giapponese il primo volume “Manuale di Bioetica” di mons. Sgreccia

A quasi 30 anni dalla prima edizione, nel 1987, il primo volume del Manuale di Bioetica, dopo diverse edizioni e traduzioni in numerose lingue, approda ora in lingua giapponese

di Mariella Lombardi Ricci *
pubblicato il 26 maggio 2015
Esce in giapponese il primo volume “Manuale di Bioetica” di mons. Sgreccia
Segno di un interesse costante, nonostante siano passati quasi 30 anni dalla prima edizione

Il primo volume del Manuale di bioetica. Fondamenti ed etica biomedica di Elio Sgreccia, dopo aver avuto già 5 edizioni in lingua italiana (la prima è del 1987, il primo manuale italiano di bioetica) e traduzioni in varie lingue, nel 2015 è approdato al giapponese. Segno di un interesse costante, nonostante siano passati quasi 30 anni dalla prima edizione. Molte cose sono cambiate in ambito scientifico e tecnologico, basti pensare alle possibilità di gene editing che apre opportunità inimmaginabili fino a circa una decina di anni fa. Eppure il volume resta sempre attuale per il taglio realmente bio-etico che l’Autore ha saputo dare al suo pensiero.

La bioetica è nata come esigenza storica per rispondere all’evolvere continuo della conoscenza dei sistemi biologici (bio-) nella convinzione che l’essere umano debba restare, sempre e comunque, il valore prioritario di ogni atto dell’uomo. Rispetto dell’essere umano (-etica), cioè dei valori condivisi dalla nostra cultura, come spiega lo stesso V. R. Potter in riferimento al suo neologismo. Il personalismo ontologicamente fondato concretizza questa visione di una scienza/sapienza dotata di una metodologia veramente inter e transdisciplinare.

Il pensiero di Elio Sgreccia percepito come strumento di civiltà, di umanità

Alle numerose traduzioni del Manuale di bioetica: inglese, francese, spagnolo, spagnolo-messicano, portoghese, portoghese-brasiliano, russo, arabo, ucraino, rumeno, bulgaro, si aggiunge la traduzione giapponese. La traduzione nella lingua di una cultura che sembra distante dalla nostra mostra che il pensiero di Elio Sgreccia è veramente percepito come strumento di civiltà, di umanità, nel suo incessante impegno di indicare la via per progredire nella conoscenza scientifica e tecnologica – conoscenze alla ricerca di sempre nuove vie per curare patologie inguaribili – ma sempre in difesa dell’essere umano a qualsiasi latitudine abiti il nostro pianeta.

 

(*) Docente di Bioetica
Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale - sezione parallela di Torino
© Riproduzione Riservata