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Farmacisti e Aborto

di Paola Aliperta *
pubblicato il 4 febbraio 2019
Farmacisti e Aborto
Prof.ssa Paola Aliperta, al Convegno Aborto e Legge 194: una riflessione dopo 40 anni, Facoltà Teologica Torino, 24 nov 2018, F. G. Boero

Dr.ssa Paola Aliperta, segretario della  sezione di Torino Unione Cattolica  Farmacisti Italiani, al Convegno Aborto e Legge 194: una riflessione dopo 40 anni, Facoltà Teologica Torino, 24 novembre  2018 ©G.M.Boero

I. In che modo anche i farmacisti sono coinvolti nella problematica?

Il farmacista nel suo lavoro assume diversi ruoli: è notoriamente coinvolto nella vendita e nella dispensazione dei farmaci, ma lo possiamo ritrovare anche come informatore ed educatore nelle farmacie e nelle scuole. Come venditore potrebbe collaborare alla realizzazione di un aborto, se consegna il farmaco abortivo; come informatore invece potrebbe prevenirne la realizzazione fornendo informazioni corrette a pazienti o studenti.

Per valutare in che modo possa essere coinvolto nella problematica, è necessario chiarire se esistano farmaci abortivi e quali siano. È inoltre importante verificare se esista per i farmacisti, come per i medici, la possibilità dell’obiezione di coscienza.

Esistono farmaci abortivi?

Alcuni sono sicuramente abortivi, per altri invece c’è un dibattito in corso. Mifepristone e misoprostolo, che ritroviamo negli ospedali (sotto il nome di RU 486) per il cosiddetto aborto farmacologico, sono dichiaratamente abortivi. Allo stesso modo si possono comportare alcuni farmaci anti ulcera, contenenti anch’essi misoprostolo, utilizzati off-label in aborti clandestini, come consigliato in alcuni siti internet che ne descrivono l’utilizzo. In questo caso è compito del farmacista evitare la consegna dei farmaci senza ricetta e, nel caso in cui la donna fosse riuscita a procurarseli ugualmente, aiutarla se chiedesse aiuto per un’emorragia imprevista.

Per quanto riguarda invece i “farmaci” utilizzati nella contraccezione d’emergenza, il problema appare doppiamente controverso. Alcuni dispositivi, come lo IUD (“spirale”), sebbene siano in grado di impedire l’annidamento dell’embrione nell’utero, non sono considerati unanimemente abortivi, perché non tutti riconoscono nell’embrione un essere vivente. Sebbene questo contenga già il DNA della nuova persona e sia destinato a svilupparsi con continuità nell’organismo adulto, per alcuni scienziati è lecito manipolarlo fino a quando non si annida nell’utero (v. per es. il rapporto «Warnock» GB 1984) . Per quanto riguarda invece gli altri contraccettivi d’emergenza, le cosiddette “pillola del giorno dopo”, a base di Levonorgestrel, e “pillola dei 5 giorni dopo” a base di Ulipristal acetato, sono registrati come contraccettivi, non come abortivi.

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Da sinistra: Dr Francesco MARLETTA – MMG e ginecologo, Carlo MERANI – avvocato, dr. Mario GIACCONE, presidente Ordine Farmacisti Torino, prof. Mario CAMPANELLA –  medico ginecologo, SSICFERT (Società scientifica per la conoscenza della fertilità) – Facoltà teologica Torino 24 novembre 2018 ©G.BOERO

In realtà non c’è consenso neanche sul meccanismo d’azione. Infatti, se leggiamo il bugiardino (foglietto illustrativo), scopriamo che su quello europeo c’è scritto che agiscono semplicemente prevenendo l’ovulazione, mentre su quello statunitense non si esclude che possano agire impedendo l’annidamento dell’embrione. Viene spontaneo chiedersi quale sia il bugiardino “bugiardo”, o almeno incompleto.

Trovare la risposta non è facile neanche per gli esperti del settore. Esiste infatti un corso di aggiornamento on line (ECM) per farmacisti, sponsorizzato dalla ditta produttrice, che spiega che l’unico effetto è quello antiovulatorio, in linea con i foglietti illustrativi europei. Se però proviamo a leggere gli studi presentati per Autorizzazione all’Immissione in Commercio o variazioni successive (Variation assessment report EMA/73099/2015 – Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) – EllaOne – International non-proprietary name: ulipristal acetate ) leggiamo:

The authors concluded that ulipristal acetate is able to delay follicular rupture for at least 5 days in a significantly higher proportion of women (58.8%) than levonorgestrel (14.8%) when given in the advanced follicular phase, with a dominant follicle of ≥ 18 mm, close to ovulation (p=0.0001). However, ulipristal acetate and levonorgestrel were both not effective when administered on the day of the LH peak.
This study shows that ellaOne initially delays follicular activity. However, none of the regimens (every week or every 5 days for 8 consecutive weeks) inhibited ovulation during the whole period of 8 weeks in the majority of subjects.

In pratica si dice che l’effetto antiovulatorio non sempre si verifica. Ed è anche logico pensare che non sia più possibile inibire l’ovulazione, quando ormai è avvenuta. Come si può allora giustificare l’altissima efficacia dichiarata? In che modo agisce se non inibisce sempre l’ovulazione? Per comprendere appieno il problema è utile consultare studi indipendenti, per esempio questo studio messicano1, di cui si riporta l’abstract:

The aim of this study was to analyze the effects of mid-cycle administration of Ulipristal acetate (UPA) on gene expression in endometrial biopsies taken during the receptive phase of the cycle. Fourteen healthy menstruating women were studied during 14 control non-treated and 12 treated cycles with a single dose of 30 mg UPA when follicle diameter reached 20 mm. Ovulation in both treated and control cycles was confirmed by serial determinations of serum LH, progesterone and vaginal ultrasound. An endo-metrial biopsy at day LHþ7, in each cycle, was taken for RNA microarray and qPCR analysis or prepared for histological and immunohistochemistry studies. Functional analysis of differentially expressed genes showed the presence of changes compatible with a non-receptive endometrial phenotype, further confirmed by qPCR and immunohistochemistry. This study suggests the effects of UPA on endometrial receptivity, offering a plausible explanation for the higher contraceptive efficacy of this method compared to that of levonorgestrel.

In pratica si conferma che, dopo la somministrazione del farmaco, contrariamente a quanto scritto nel foglietto illustrativo, in genere si verifica l’ovulazione. Le analisi hanno però consentito di riscontrare anche un effetto che nel foglietto non veniva citato: l’espressione di geni che rendono l’utero inospitale nei confronti dell’embrione.

Alla luce di quanto esposto emerge la necessità del farmacista e degli operatori e informatori sanitari di fare chiarezza sul problema, per permettere alle donne di effettuare scelte consapevoli, possibili solo se conoscono gli effetti reali dei “farmaci” che vengono loro proposti.

Nel farmacista affiora inoltre il desiderio di non rendersi complice di un atto che potrebbe essere abortivo. Ma è possibile una scelta autonoma del farmacista, e quali rischi comporta? Per comprenderlo prenderemo in esame le norme che regolano la dispensazione dei farmaci, in particolare i contraccettivi d’emergenza.

Convegno Aborto e Legge 194, Facoltà Teologica: da sinistra Prof. Valter BOERO – presidente MpV Torino e CAV  Promozione Vita presso Ospedale Mauriziano Torino, dr.ssa Costanza MIRIANO – giornalista RAI Vaticano, dr.ssa Clementina PERIS, medico ginecologo ©G.M.BOERO

Lo IUD richiede ricetta medica, e dovrebbe essere posizionato dal ginecologo, anche se la facilità con cui può essere acquistato su internet fa sorgere alcuni dubbi.
Per l’ Ulipristal, dal 21 aprile 2015, una specifica determina AIFA ha abolito l’obbligo di prescrizione per le donne italiane maggiorenni, mentre per quanto riguarda le ragazze minorenni è ancora necessaria la prescrizione. Precedentemente era necessaria una ricetta medica non ripetibile. Il Levonorgestrel dal 2016 è soggetto alla stessa normativa dell’Ulipristal.

È obbligatorio per un farmacista venderli, secondo la legge italiana?

Il Regio Decreto  n. 1706 del 1938 all’art. 38 obbliga il farmacista a dispensare i farmaci correttamente prescritti. La legge n. 194/1978 sulla interruzione volontaria della gravidanza riconosce il diritto all’obiezione di coscienza. La difficoltà nell’invocare tale diritto sta nel fatto che la gravidanza viene considerata tale solo dopo l’annidamento dell’embrione nell’utero, anche se un parere non vincolante del Comitato Nazionale di Bioetica estenderebbe il diritto all’obiezione anche alla prescrizione del contraccettivo di emergenza, pur in assenza di una gravidanza accertata. Formalmente sembrerebbe possibile appellarsi a quanto affermato nella legge 40/2004 sulla fecondazione in vitro, che assicura i diritti del concepito, o alla sentenza della Corte Europea del 18 ottobre 2011 che riconosce nel concepimento l’inizio della vita e nel concepito un soggetto meritevole di tutela.
Tuttavia nella realtà alcuni farmacisti sono stati denunciati per non aver consegnato il contraccettivo d’emergenza, e l’assoluzione è avvenuta soltanto per la tenuità del fatto, e non perché questo non costituisca reato.

Per poter far conoscere le problematiche relative alla contraccezione d’emergenza, tutelare le utilizzatrici e garantire la possibilità dell’obiezione di coscienza, i farmacisti cattolici, in collaborazione con altre associazioni, si stanno attivando su vari fronti, con azioni legali che evidenziano le lacune dei foglietti illustrativi e con la presentazione di proposte di legge sull’obiezione.


Note bibliografiche

SAÚL LIRA-ALBARRÁN, DURAND M., LARREA-SCHIAVON MF., GONZÁLEZ L., BARRERA D., VEGA C., GAMBOA-DOMÍNGUEZ A., RANGEL C., LARREA F., «Ulipristal acetate administration at mid-cycle changes gene expression profiling of endometrial biopsies taken during the receptive period of the human menstrual cycle», in Molecular and Cellular Endocrinology (2017); 417: 1-11; doi:10.1016/j.mce.2017.02.024

II. Uno studio del Centro Cattolico di Bioetica.  Contraccezione d’emergenza: sì, no, perché?

Alla luce di quanto espresso precedentemente, il Centro Cattolico di Bioetica – Arcidiocesi di Torino  sta realizzando uno studio per fare chiarezza su alcuni punti legati alla contraccezione d’emergenza.

Il fenomeno infatti incomincia ad assumere una notevole rilevanza, come possiamo desumere dal grafico che riporta il numero di confezioni vendute in Italia negli ultimi anni (che peraltro si posiziona agli ultimi posti per numero di scatole vendute, rispetto agli altri paesi occidentali):

Grafico. Confezioni vendute in Italia da 2012 a 2016 elaborato dai dati della Relazione Ministero Salute Legge 194/1978 del2017Elaborato

Grafico.  Elaborato da P. Aliperta dai dati  tratti dalla Relazione annuale del Ministero Salute sull’attuazione  della Legge n.194/1978  del  22 dicembre 2017

Gli argomenti presi in considerazione sono i seguenti:

I. Dispositivi e farmaci per la contraccezione d’emergenza
Prof. Giovanni APPENDINO; Dott.ssa Paola CASTAGNA

Tipi e meccanismo d’azione
Possibile effetto abortivo
Effetti collaterali con particolare riferimento ai rischi per la vita della donna e sulla fertilità futura. Rischi dell’uso ripetuto
Usi off label (come abortivi) e utilizzi all’estero come veri e propri abortivi (al posto di mifepristone o RU486)
Normativa che ne regola la dispensazione
Per Ulipristal: confronto foglietto illustrativo europeo e statunitense, studi EMA 2011 e successivi

II. Studi epidemiologici e sociologici
Dott.ssa Mariangela Porta; Prof. Valter Boero

Diffusione nei diversi paesi
Cambiamento indotto dei comportamenti sociali e familiari
Variazione del numero di aborti in funzione della sua diffusione
Indagine sulla conoscenza della “Contraccezione d’emergenza nei CAV”

III. Considerazioni bioetiche
Prof. don Giuseppe Zeppegno

Il rispetto dovuto all’embrione umano “lo statuto ontologico dell’embrione umano”
Contraccezione d’emergenza. Considerazioni antropologiche ed etiche e confronto con gli insegnamenti magistrali in materia
Educare all’amore di coppia e alla generazione responsabile (concluderà richiamando gli insegnamenti magistrali sull’amore coniugale e la procreazione responsabile)

IV. Considerazioni psicologiche
Dr. ssa Paola Aliperta e Prof. Riccardo Macario

− Adolescenza e relazione d’aiuto oggi: questioni emergenti rispetto alla contraccezione d’emergenza
Faccio o penso? Rischio o desidero? Il corpo come campo di battaglia
Adolescenza e contraccezione d’emergenza: tra effetti collaterali e gestione del rischio
Adolescenza e ipotesi di liberalizzazione della vendita dei contraccettivi d’emergenza alle minorenni: pro e contro

V. Possibilità di obiezione di coscienza per medici e farmacisti
Prof.ssa Maria Chiara Ruscazio, Avv. Arturo Baudo,  Avv. Simone Pillon

Normativa
Denunce
Giurisprudenza
Ripercussioni sugli obiettori

(*) Unione Cattolica Farmacisti Italiani - segretario sezione Torino
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