Il Film «Laurence Anyways» di Dolan X.

di Gianfrancesco Iacono *
pubblicato il 20 giugno 2016
Il Film «Laurence Anyways» di Dolan X.

Recensione di Gianfrancesco Iacono, Laurence Anyways di Xavier Dolan, in http://www.cinematografo.it/, 15 giugno 2016

Arriva finalmente nelle sale italiane, con ben quattro anni di ritardo (ma meglio tardi che mai), Laurence Anyways1 vale a dire il terzo lungometraggio di Xavier Dolan, enfant terrible della cinematografia internazionale e fresco vincitore del Grand Prix per il suo Juste la fin du monde a Cannes 2016.

Dopo aver messo prepotentemente a nudo la propria personalità già nel film d’esordio, quel J’ai tué ma mère realizzato a cavallo dei vent’anni, vibrante e imperfetto come può esserlo solo un’opera concepita tra gli eroici furori dell’adolescenza, con questa sua terza prova, Dolan rischia e raddoppia sostanza e ambizioni a partire dalla durata: quasi tre ore (exploit che sarà sfiorato dal successivo Mommy), giostrando tra quei funambolismi di stile che hanno contribuito a marcare profondamente il suo cinema.

La storia d’amore tra Laurence, professore di letteratura a Montréal e promettente romanziere, e l’esuberante Fred (Suzanne Clément, attrice-feticcio del regista e giustamente premiata in questo ruolo come migliore attrice al Certain Regard di Cannes 2012) è di quelle che lasciano il segno. Quando Laurence confessa a Fred la sua natura di donna nel corpo di un uomo, la ragazza rimane sconvolta ma, in barba ai pregiudizi (siamo alla fine degli anni ottanta), decide di rimanere accanto a Laurence e di aiutarlo nella sua nuova vita. Da quel momento la loro relazione si protrae per un decennio tra separazioni e riconciliazioni, lungo il sempre più accidentato percorso verso una felicità irraggiungibile.

Laurence Anyways  di X. Dolan_poster

Laurence Anyways di X. Dolan, Francia – Canada 2011, 2016 in Italia, poster

Riducendo lo spazio d’azione dei propri personaggi all’interno di un formato 4:3 (uno tra i tanti espedienti per i quali Dolan, soprattutto in futuro, dimostrerà un tenace affetto), e isolando di volta in volta spaccati esistenziali, sogni, aspirazioni, disfunzioni sociali e familiari, desiderio d’integrazione e ricerca dell’identità personale, il regista canadese dirige con un senso della narrazione che non sembra dovere niente a nessuno se non a se stesso, talmente sicuro dei propri mezzi da riuscire a incastonare, nell’architettura d’insieme, una capacità fuori dal comune di ritrarre esistenze e ambienti e un approccio talvolta smaccatamente pop alla messa in scena (valga, su tutto, l’uso disinvolto delle musiche) che, qua e là, gioca pericolosamente sul filo del kitsch.

Quello stesso, assurdo, magico equilibrio che ha permesso a Dolan di realizzare la sequenza finale, da brividi, entro la quale sentiamo pronunciare la battuta che dà il titolo al film e ne racchiude l’intimo significato: Laurence, anyways.

Laurence Anyways di Xavier Dolan, a colori, 159ʹ, Francia – Canada 2011


Note

1  La storia di un docente che vuol cambiare genere passando da maschio a femmina compromettendo la relazione amorosa con la sua ragazza. Laurence (Melvil Poupaud), un trentenne, la cui scelta comporterà difficoltà in famiglia e sentirà il peso dello stigma sociale. La fama del giovane regista canadese Xavier Dolan approda in Italia con Mommy nel 2014,  nel quale parla delle difficoltà tra una madre e un figlio,  conquistando  il premio della giuria alla 67° edizione del Festival di Cannes. Con Laurence invece, di cui è regista e sceneggiatore, nel 2012 vince il premio Un certain regard per la miglior interprete femminile (Suzanne Clément, ex aequo ocn Emlie Dequenne per À perdre la raison  di Joachim Lafosse) al 65° Festival di Cannes e al Lido di Venezia nel 2014 riceve il premio Fipresci.
Una produzione di Lyla Films, Mk2, il film viene distribuito nelle sale italiane da Movies Inspired dal 16 giugno 2016.Per la scheda tecnica: http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/laurence-anyways/55833/
Valutazione: 4/5.

 

(*) Il Cinematografo.it
© Riproduzione Riservata