Fissati i limiti del principio attivo cannabis negli alimenti. Pubblicato in G.U. Decreto Ministero della Salute

di redazione Bioetica News Torino
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16 gennaio 2020

Con la pubblicazione sulla G.U. n.11  del 15 gennaio scorso del decreto ministeriale della Salute  sono fissati i parametri massimi di concentrazione di principio attivo della cannabis sativa, il tetraidrocannabinolo (THC) che possono essere contenuti negli alimenti.

Fa riferimento specifico solo a:
1.  semi di canapa che possono presentarsi triturati, spezzettati, macinati diversi,  farina ottenuta dai semi di canapa: 2,0 (mg/kg)
2. Olio ottenuto dai semi di canapa: 5,0 (mg/kg)
3. Integratori contenenti alimenti derivati dalla canapa: 2,0 (mg/kg).

Con il Decreto del 4 novembre del 2019, Definizione di livelli massimi di tetraidrocannabinolo (Thc) negli alimenti  si definiscono  i limiti massimi di residui del principio attivo della cannabis sativa che il Ministero della Salute avrebbe presentato come riportato  nell’art. 5 della legge 2/12/2016 n. 242 (in vigore il 14 gennaio 2017)  sulle disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa.

Il decreto  tiene conto delle diverse normative in materia di sicurezza alimentare emanate dal Parlamento, Consiglio e della Commissione  Europea e italiana, nonché dei diversi pareri scientifici espressi, tra i quali l’Efsa, l’Istituto superiore di sanità e il gruppo di lavoro istituito presso lo stesso Ministero.

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