Fragilità: tra vecchie e nuove dipendenze. Introduzione

di Franco Balzaretti *
pubblicato il 13 maggio 2019
Fragilità: tra vecchie e nuove dipendenze. Introduzione
Franco Balzaretti©F. Balzaretti

Dottor Franco BALZARETTI –  Vice Presidente nazionale Associazione Medici Cattolici Italiani ©F. Balzaretti

Oggi viviamo in una società a due velocità che non si incontrano mai: da una parte la velocità del progresso che ha sempre fretta e corre velocissimo ed inarrestabile mentre dall’altra c’è la velocità della riflessione etica, molto più lenta.

Ed ecco che tecnologia ed evoluzione sociale dovrebbero essere in perfetto equilibrio, ma oggi non lo sono per nulla!  In questo contesto socio-scientifico si vengono a determinare delle nuove forme di fragilità umana, sociale, ma anche scientifica.  Le tecnologie fanno parte della nostra quotidianità e stanno fortemente innovando sistemi di cura e mantenimento della qualità di vita, cercando di rispondere a bisogni come il sostegno per una longevità attiva, la gestione della fragilità, la non-autosufficienza etc.  La realtà storica in cui viviamo, molto complessa e, per diversi aspetti, drammatica, è caratterizzata da continui conflitti ideologici, dubbi e questioni morali. Per cui ci domandiamo se il concetto di progresso possa essere utopisticamente disgiunto da ogni limite o regola, come qualcuno sembra prospettare.

La straordinaria evoluzione tecnologica, culturale e sociale degli ultimi decenni, oltre a innegabili vantaggi, genera anche preoccupazioni e paure per la salute degli uomini ed il futuro dell’umanità.  È la cultura moderna che ha stravolto i tradizionali valori della nostra civiltà: la vita, la famiglia ed ora, addirittura, anche il sesso e il genere degli individui. E questo per imporre i nuovi miti della società moderna, tra cui proprio il mito della libertà assoluta.
Ma questa libertà assoluta spalanca anche le porte a molte dipendenze, a nuove e ancor più preoccupanti forme di dipendenze . ..

La società in generale si sta spostando anche verso nuovi modelli e stili educativi. I cambiamenti negli stili educativi non sono omogenei, spesso le nuove modalità si affiancano a quelle vecchie o le integrano. E questo, soprattutto per prevenire dipendenze da droga, da alcol, ma anche da gioco d’azzardo e da internet che generano nuove forme di schiavitù, di emarginazione e quindi anche nuove fragilità psicologiche e nuove sofferenze.

In generale possiamo dire che assistiamo negli ultimi decenni ad un mutamento dell’ottica educativa da un approccio centrato su adulti e giovani ad un approccio sempre più spesso centrato sul bambino, sul suo essere “perfetto” all’origine, in attesa solo di essere visto e riconosciuto dall’adulto, il quale si mette a disposizione del figlio per aiutarlo ad esprimere un valore intrinseco già presente alla nascita mentre al contempo l’adulto, rispecchiandosi in questo valore, si sente egli stesso dotato di valore.

Da qui l’importanza anche della nostra Associazione dei Medici Cattolici Italiani  che è da sempre al servizio della Vita e della dignità umana. Sì cari amici perché l’attività degli operatori sanitari, in genere, ed in modo particolare dei medici è, soprattutto, dovrà sempre essere, un servizio alla vita e alla salute, beni primari della persona umana ed a questo servizio dovranno sempre dedicare la loro attività professionale.

E questo proprio perché la loro professione, unita alla loro vocazione e fede cattolica, li vuole custodi e servitori della vita umana, ovvero della persona la cui dignità inviolabile e vocazione trascendente sono radicate nella profondità del suo stesso essere.

In conclusione possiamo affermare che l’AMCI è chiamata da un lato a svolgere un’azione evangelizzatrice ed educatrice negli ambiti in cui opera e da un altro lato a contribuire concretamente all’assistenza ed aiuto ai più deboli ed indifesi: i più fragili.

Ed è proprio per questo che ho apprezzato molto questa iniziativa sul tema della Fragilità: tra vecchie e nuove dipendenze. Spunti di riflessione: Un’importante ed attuale iniziativa, per la quale la nostra sezione AMCI di Torino ha dato un importante contributo ed anch’io ho ritenuto doveroso offrire questo mio piccolo contributo ed il mio plauso personale oltre che anche a nome della Presidenza Nazionale e di tutta la nostra Associazione.

(*) Vice Presidente nazionale AMCI
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