Francia: fine vita. pubblicato rapporto Comitato di etica, «è un abbandono»

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 24 ottobre 2014

L’80% dei francesi non ha accesso adeguato alle cure palliative, un diritto teoricamente garantito da 15 anni dalla legge. È quanto emerge da un Rapporto di 71 pagine pubblicato il 23 ottobre dal Comitato consultivo nazionale d’etica (Comité Consultatif National d’Ethique – Ccne) sul fine vita. Secondo la legge del 1999, “ogni persona malata il cui stato lo richieda, ha il diritto di accedere alle cure palliative che mirano a lenire il dolore, a calmare la sofferenza fisica, a salvaguardare la dignità della persona malata e a sostenere quanti se ne prendono cura”. La realtà però è ben diversa. “I francesi danno testimonianza di un fine vita che è un abbandono”, denuncia Jean-Claude Ameisen, presidente del Ccne. Nel suo Rapporto, il Comitato definisce addirittura “uno scandalo” il non accesso a diritti riconosciuti dalla legge e denuncia “la situazione di abbandono” vissuta “da un’immensa maggioranza di persone in fine vita” e parla di una condizione “insopportabile” in cui si trovano “una gran parte dei nostri concittadini”. Lo scarso accesso alle cure palliative è dovuto essenzialmente alla mancanza di mezzi, formazione e informazione. In sintesi, il Rapporto punta il dito contro un intero sistema che è incapace di proporre un percorso di cure a misura di malato.

Quando “in un Paese, c’è un 80% di rischio di non vedere il proprio dolore e la sofferenza correttamente presi in carico alla fine della vita, ogni alternativa diventa preferibile”, “compresa quella radicale dell’eutanasia: secondo infatti i sondaggi, più del 90% dei francesi vi sarebbero favorevoli”. Tuttavia, dal Rapporto del Ccne, emerge anche che sulla legalizzazione dell’eutanasia e sul suicidio assistito il consenso dei francesi è ancora lontano. Il Rapporto è stato pubblicato nel più ampio ambito di un dibattito nazionale che da qui alla fine dell’anno dovrebbe portare il Parlamento francese a legiferare su una nuova riforma della Legge Leonetti del 2005.

Il Comitato ha lavorato alla stesura del Rapporto per due anni, su incarico di François Hollande che nel 2012 aveva chiesto di fare il punto sull’applicazione della Legge Leonetti in Francia. Presentato il 23 ottobre, il Comitato ritiene che la Legge Leonetti abbia fino ad oggi puntato sui doveri dei medici, mettendo da parte i diritti dei pazienti. Ed è su questo punto – dice Alain Cordier, vice-presidente del Comitato – che “occorre progredire”. I capitoli rimasti aperti dalla legge, secondo il Ccne – sono quelli relativi alle “direttive anticipate” date dal paziente e il diritto di chiedere una “sedazione profonda e continua fino alla morte”.

fonte: Agensir

approfondimenti: http://www.ccne-ethique.fr/

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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