Germania. Assicurazioni sanitarie. La polizza costa meno se mantieni uno stile di vita sano. E una app ti controlla

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 24 novembre 2014

Dopo il via libera al pact health negli Stati Uniti, a breve sbarcherà in Germania una nuova modalità di monitoraggio dei clienti da parte delle compagnie assicuratrici. La proposta arriva da “Assicurazioni Generali Germania” che, mediante un’apposita applicazione, riuscirà a monitorare l’alimentazione e l’attività motoria dei propri clienti, premiandoli con sconti sulle tariffe.

Come riportato da “Sueddeutsche Zeitung”, “i clienti potranno ottenere in premio buoni e sconti, in cambio di una vita sana ed equilibrata. A tal fine, grazie ad un’apposita applicazione, i dati verranno monitorati regolarmente da Generali. Calcoli alla mano: chi decide di vivere sano, costa meno alle assicurazioni sanitarie. Il cliente, invece, otterrà sconti sulle proprie polizze. Al contrario: chi decide di rischiare, paga di più. Se non siete disposti a condividere i vostri dati, in futuro potreste ritrovarvi con polizze assicurative più onerose“.

Insomma, se si rispetta l’impegno preso, i risparmi per i clienti potrebbero essere cospicui: negli Usa si arriva a pagare fino a 1.300 euro in meno all’anno. Ma per ottenere questi sconti, ci si deve impegnare a sottoscrivere impegni vincolanti accettando un controllo quotidiano sul proprio stile di vita. Sempre negli Usa, il tutto viene vincolato da un patto: si devono precisare le attività fisiche in programma che si dovranno svolgere, e, se il programma viene rispettato, si ha diritto ad uno sconto di partenza di 5 dollari, ma se l’accordo viene violato i 5 dollari diventano una spesa aggiuntiva per il cliente. A garanzia, infatti, il cliente deve collegare il tutto ai dati della sua carta di credito o al suo conto PayPal.

Non mancano di certo problemi legati alla privacy, il cliente, infatti, oltre a dover fornire molti suoi dati personali, non può sapere come l’azienda deciderà di elaborarli né chi potrà avervi accesso.

fonte: Quotidiano Sanità

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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