Giornata nazionale della Salute mentale: messaggio dei vescovi Piemonte e Valle d’Aosta

di Redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 15 dicembre 2014
Giornata nazionale della Salute mentale: messaggio dei vescovi Piemonte e Valle d’Aosta

 

Torino, lì 18 novembre 2014

Il contesto culturale in cui viviamo è contraddistinto da un grande paradosso: nonostante le manifeste dichiarazioni di libertà, di opportunità, di possibilità di movimento e di comunicazioni, l’orizzonte di Speranza appare sempre più limitato e arido. La Speranza, condizione necessaria al vivere, prima ancora che virtù, viene progressivamente oscurata da uno spazio esistenziale precario, svuotato di senso, privo di significati trascendenti. Il vivere pare essere una rincorsa continua al superamento del limite, che è invece lo spazio in cui la Speranza può aprire orizzonti infiniti. In tali condizioni anche la mente subisce cambiamenti poco salubri, ma profondamente diffusi e condivisi.

Il disagio psichico e la sofferenza mentale sono certamente tra le più pesanti “periferie esistenziali”, che prolificano laddove vi è carenza di relazione, povertà di affetti, incapacità di ascolto, situazioni in cui spesso è vittima anche la famiglia; spesso, per vergogna, tali fatiche non emergono e per esse non si cerca aiuto all’esterno. Troppo frequente è la frase “non possiamo fare nulla” (che sottende la convinzione “non è un problema mio”), senza soffermarsi a riflettere sull’importanza che una autentica presenza fraterna, priva di pregiudizio e timore, potrebbe avere verso i sofferenti e le loro famiglie.
Siamo tutti chiamati ad elaborare e realizzare proposte orientate all’educazione, all’accoglienza, alla capacità di promuovere e testimoniare stili di vita improntati sulla qualità della relazione piuttosto che sullo strumento con cui attuarla.

I cristiani sono particolarmente interpellati da questo drammatico aspetto della fragilità umana e vanno incoraggiati a manifestare, in opere e parole, la concreta possibilità di “aprirsi a una vita nuova”. Occorre dare voce e testimonianza, anche verso le persone con disturbo psichico, che nella debolezza e nella sofferenza emerge e si scopre la potenza di Dio, che supera la nostra debolezza e la nostra sofferenza… la sofferenza non può essere eliminata, ma può ricevere un senso, può diventare atto di amore, affidamento alle mani di Dio che non ci abbandona (Papa Francesco, Lumen Fidei, n.56).

Avviciniamo questi fratelli e sorelle con rispetto e senza timori, “mettendo l’amore di Dio e del prossimo anche nella sofferenza: è l’amore che trasforma ogni cosa “ (Papa Francesco, Discorso all’Associazione Silenziosi Operai della Croce – Centri Volontari della Sofferenza, 17.5.14).

 

A nome della Conferenza Episcopale Piemontese

┼   Mons. Francesco RAVINALE
Vescovo di Asti
Delegato Conferenza Episcopale Piemontese
per la Pastorale della Carità e dei Migranti

┼  Mons. Guido FIANDINO
Vescovo Ausiliare Torino
Delegato Conferenza Episcopale Piemontese
per la Pastorale della Salute

(*) Redazione Bioetica News Torino
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