«Giovani e corporeità nella società contemporanea». Introduzione

Un nuovo tema di riflessione per i docenti di Religione

di Clara Di Mezza *
pubblicato il 26 giugno 2017
«Giovani e corporeità nella società contemporanea». Introduzione

Dal corpo esaltato e non tutelato alla cura di sé

 

A distanza di circa un anno dal Corso di aggiornamento per docenti di Religione sulla scottante questione Gender (cfr. il numero monografico della presente rivista – Settembre 2016), si è svolto nel mese di Marzo 2017 un nuovo Corso di formazione dal titolo «Giovani e corporeità nella società contemporanea: dal corpo esaltato e non tutelato alla cura di sé», che, grazie alla proficua collaborazione tra il Centro Cattolico di Bioetica di Torino e l’Ufficio Diocesano Scuola, ha ottenuto una buona partecipazione di docenti (circa 80 partecipanti).
Nonostante i significativi contributi degli esperti intervenuti, il Corso non ha avuto la pretesa di esaurire la riflessione e tanto meno la ricerca sulla questione, che perciò rimane assolutamente aperta, meritevole di attenzione e di continuo studio, oltre che di confronto tra le diverse posizioni interpretative.
Alla luce di ciò, si è cercato il più possibile di offrire ai partecipanti una visione d’insieme sulla assai complessa questione del rapporto fra i giovani e il loro vissuto corporeo, assumendo differenti piani di lettura ed approcci speculativi (socio-antropologico, biblico e magisteriale, scientifico, didattico-pedagogico).

Metodologia del Corso

Levigato, ricostruito, scolpito, anabolizzato, maltrattato o disprezzato. Questo è il corpo che sovente oggi viene presentato ai giovani, in special modo dai mass media. Il corpo è divenuto per tanti un idolo dinanzi a cui non contano offerte e sacrifici (persino estremi), pur di adeguarlo alle esigenze della cosiddetta “cultura del benessere” e ad un imperante soggettivismo. Partendo proprio da questa premessa, il Corso ha voluto analizzare il problema offrendo prima un inquadramento socio-culturale e antropologico, poi medico-psicologico, per giungere, infine, a una lettura etica e teologica al fine di porre in primo piano il corpo quale luogo di attuazione e realizzazione di sé, di comunione e di riconoscimento dell’altro.

Finalità del Corso

L’obiettivo primario del Corso è stato, quindi, dare ai docenti gli strumenti necessari per cogliere, interpretare e valutare il fenomeno nella sua complessità, in vista di un migliore approccio con i giovani studenti ed un possibile intervento educativo maggiormente formativo sul piano valoriale della persona umana.

Il Corso, articolato in quattro incontri, si è svolto presso la Facoltà Teologica di Torino. Gli articoli proposti all’interno di questo numero speciale della rivista, seppur in sintesi, sono i preziosi contributi − di rilievo sono anche le indicazioni bibliografiche − dei docenti relatori del Corso:

Primo incontro:
Tema:«I giovani e il corpo»

Inquadramento sociologico
Relatore: prof.re Roberto Francesco SCALON, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, ricercatore presso l’Università degli Studi di Torino.

Il professore Scalon ha affrontato il tema richiamando brevemente l’attenzione su alcuni fenomeni tipici del nostro tempo che contribuiscono a delineare, almeno in parte, il quadro della condizione giovanile odierna ed evidenziando in particolare alcune delle criticità del rapporto tra soggetto sociale e società moderna. Inoltre, di questi fenomeni, è stata proposta una lettura e una comprensione alla luce di alcune intuizioni fondamentali tratte dalla riflessione delle scienze storico-sociali sulla criticità endemica del mondo moderno.

Lettura antropologico-filosofica
Relatrice: prof.ssa Carla CORBELLA, docente di Teologia Morale presso la Facoltà Teologica di Torino.
La professoressa Corbella nella sua relazione ha evidenziato, anche attraverso un rapido excursus storico-filosofico, l’enigma dell’uomo, che in senso lato è enigma del rapporto tra il corpo e la dimensione spirituale della persona umana. Dalla riflessione sulla corporeità e sullo spirito, poi, la relatrice è giunta a delineare il concetto di persona nella sua accezione biologica, psicologica e morale.

Secondo incontro
Tema: «Il corpo esaltato»

Relatrice: dott.ssa Francesca DI SUMMA, presidente dell’Istituto di  Psicologia Individuale «A. Adler», psicoterapeuta, didatta SIPI.

La dottoressa Di Summa ha offerto con la sua analisi alcune interpretazioni psicologiche dei comportamenti autolesivi così tanto frequenti tra i giovani di oggi. L’autolesionismo è stato letto e interpretato quale messaggio del corpo, essenzialmente attraverso la pelle, che traduce un profondo disagio psichico. La relatrice ha poi indicato alcune vie di sostegno e aiuto verso i più giovani possibilmente attuabili da coloro che operano in campo formativo ed educativo. Interessante e approfondito è stato lo studio della simbologia del tatuaggio e della problematica della chirurgia precoce.

Terzo incontro
Tema: «Il corpo “strapazzato”»

Relatrice: dott.ssa Enrica Maria FUSARO, formatrice e docente Scuola Adleriana di Psicoterapia, psicoterapeuta, didatta SIPI.

L’intervento della dottoressa Fusaro ha evidenziato le problematiche relative al disprezzo della propria corporeità, spaziando dall’utilizzo di sostanze eccitanti fino ai disturbi dell’alimentazione. L’incontro ha posto al centro della discussione i disturbi della percezione di sé che portano ad una distanza tra il proprio pensiero e il proprio corpo, favorendo modalità aggressive e di non cura del corpo stesso. Sono stati poi affrontati temi specifici quali i disturbi dell’anoressia/bulimia, i comportamenti autolesivi (cutting) e di ricerca di condizioni estreme di sfida.

Quarto incontro
Tema: «Il corpo dignitosamente trattato alla luce delle Sacre Scritture»

Relatrice: prof.ssa Clara DI MEZZA, dottore di Ricerca in Teologia Morale, docente presso l’ISSR e il Master in Bioetica della Facoltà Teologica di Torino.

La relazione, articolata in quattro momenti, è partita da alcune considerazioni socio-antropologiche per poi offrire qualche spunto di riflessione sulla corporeità sul piano bioetico. In un secondo momento dell’analisi proposta, poi, il tema del “corpo debitamente curato” è stato sviluppato alla luce delle Sacre Scritture, con un accenno finale all’immagine del corpo nelle grandi religioni.

(*) Dottore di Ricerca in Teologia Morale
Docente presso l'Issr e il Master universitario in Bioetica della Facoltà Teologica di Torino
© Riproduzione Riservata