I giovani e il valore della vita

di Clara Di Mezza *
pubblicato il 10 novembre 2014
I giovani e  il valore della vita

La vita è opportunità, coglila;
La vita è bellezza, ammirala;
La vita è una sfida, affrontala;
La vita è preziosa; abbine cura;
La vita è una ricchezza, conservala …
Madre Teresa di Calcutta

 

La vita è mistero, è enigma. Essa non può mai essere compresa fino in fondo, perché sempre e comunque è per l’uomo un nodo che non si può sciogliere e indagare compiutamente ed è una realtà che alla fine entra nel progetto di Dio, nel mistero della creazione e della salvezza. Proprio come Giobbe al termine della sua dura battaglia contro la sofferenza, ogni uomo, però, può giungere alla contemplazione del mistero della vita cercando di coglierne senza fretta e superficialità il senso più vero e profondo. Contemplare significa saper guardare le cose, ma al tempo stesso vedere attraverso e al di là di esse, perché la vita dall’uomo posseduta trascende la sua stessa realtà personale, non essendo lui a donarsela, ma essendone il ricevente.

Mitizzazione dell’io individuale e l’affermazione eccessiva del sé: il nostro tempo

Queste brevissime considerazioni introduttive senza dubbio stridono con l’attuale atteggiamento di molti giovani, che risentono di una cultura non sempre rispettosa della dignità e del valore della vita, e che ancor peggio induce a viverla “di corsa”, senza sosta, senza lasciare il tempo per assaporarne la bellezza e la profondità. Un tratto caratteristico del nostro tempo, infatti, è l’esasperata attenzione alla sfera della soggettività e dei bisogni, con la conseguente mitizzazione dell’io individuale e l’affermazione eccessiva del sé.

Ri-educare i fanciulli e i giovani ad apprezzare la straordinarietà della loro vita

A tal proposito, quante volte mi è capitato, in qualità di insegnante, di osservare i ragazzi per strada o impegnati in attività extra-scolastiche, quali gite o uscite didattiche, e di aver constatato l’enorme disattenzione verso tutto ciò che li circonda (un bel paesaggio, la natura, la gente che incontrano, la  grandezza delle opere dell’uomo ecc…). Allora penso che nella nostra società definita “postmoderna”, sia necessario ri-educare i fanciulli e i giovani ad apprezzare la straordinarietà della loro vita, cogliendola a partire dagli aspetti più semplici, dalle piccole cose comuni.
Il noto scrittore francese André Frossard disse ad un gruppo di giovani che discuteva con lui sul senso della vita: «Attenzione, ragazzi: lo sguardo che insiste troppo a lungo su di sé non può, in definitiva, che fissarsi sull’abisso di quel nulla da cui ci ha tolti una misteriosa bontà». Quindi dobbiamo insegnare ai giovani ad alzare gli occhi e a guardarsi intorno!

Progetti e delle iniziative scolastiche rivolte agli adolescenti

La vita è ricca di mistero ed ha un valore incommensurabile. La scienza e la tecnologia ci offrono certamente la capacità di scoprire i segreti della nostra vita naturale, ma non dobbiamo dimenticare che il nostro sguardo interiore si estende oltre l’orizzonte della nostra esperienza e delle nostre aspirazioni. Alla luce di ciò, una caratteristica da ritenersi prioritaria nella valutazione dei progetti e delle iniziative scolastiche rivolte agli adolescenti, riguarda la loro capacità di tener viva quella speranza che vinca la paura di vivere, di sognare, di gioire. Occorre non dare per scontato con i ragazzi ciò che invece fa problema: la vita, non solo come valore da salvaguardare e da recuperare nella sua qualità, ma anche nel suo piacere da ritrovare e reinventare.

I giovani vanno guidati alla scoperta e all’apprezzamento della vita, pur nella consapevolezza che non è facile capire quale sia la via migliore per far cogliere loro il gusto di vivere e rendere la vita desiderabile, così come non è affatto semplice insegnare ad accettare la vita, disposti a portarne la fatica. Quando si va ad individuare quelli che debbono essere i “punti di riferimento” fondamentali e i “valori” veri da trasmettere ai giovani, nasce il bisogno di capire quali sono le responsabilità e il ruolo degli adulti in tutto ciò. Infatti, non possiamo pensare di cambiare la cultura o di influire sulle persone se non ci impegniamo noi stessi nel dare una testimonianza sicura di quei valori che richiediamo e che vogliamo che gli altri condividano e facciano propri. Gli adulti, quindi, non possono pretendere dai giovani una testimonianza di amore e rispetto per la vita senza avere prima essi stessi sviluppato e testimoniato un proprio modo di vivere degno d’essere presentato alle nuove generazioni.

In un momento in cui la vita è particolarmente minacciata, gli adulti devono lasciarsi guidare dal Dio amante della vita, impegnandosi con decisione nella difesa e promozione di essa. Solo così, a fronte di un tale esempio, i giovani potranno imparare ad assumere con gratitudine e gioia la vita quale dono inviolabile e a difendere con speranza la dignità e la qualità di qualsiasi vita, soprattutto di quella più debole, povera e indifesa. Con coraggio il mondo degli adulti dovrebbe lanciare un appassionato e accorato appello a tutti i ragazzi di oggi: «Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà vera, pace e felicità». Auguriamoci che questa importante sfida il mondo degli adulti la sappia cogliere!

(*) Clara Di Mezza
Teologa morale e docente di Insegnamento Religione cattolica (Irc)
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