Giovani e qualità della vita. Per una educazione alla salute

di Clara Di Mezza *
pubblicato il 4 marzo 2013

La salute è creata e vissuta dalle persone all’interno degli ambienti organizzativi della vita quotidiana: dove si studia, si lavora, si gioca e si ama.
La salute è creata prendendosi cura di se stessi e degli altri, essendo capaci di prendere decisioni e di avere il controllo sulle diverse circostanze della vita […] (Carta di Ottawa 1986)

Si è da poco concluso un periodo alquanto impegnativo per la scuola italiana: valutazioni di fine quadrimestre, scrutini, le nuove iscrizioni on-line che hanno mandato in tilt molte segreterie prese letteralmente d’assalto da genitori confusi e necessitanti di assistenza. Inoltre, tra le molteplici attività che le scuole hanno dovuto affrontare in questi ultimi due mesi, spiccano quelle di accoglienza e orientamento in vista delle iscrizioni dei futuri allievi.

Ed ecco, infatti, che sono spuntati qua e là come funghi dei coloratissimi ed accattivanti striscioni d’invito alle Giornate Porte Aperte (Open day), durante le quali, solitamente, sono presentati i POF di Istituto, ovvero i Piani dell’Offerta Formativa. E così il “via” a chi offre di più! Ma, a parte la battuta sarcastica, se analizziamo l’offerta dei progetti della maggior parte degli Istituti (in special modo quelli di secondo grado), non possiamo non constatare la costante presenza di un progetto in particolare, e cioè quello di Educazione alla salute. Cerchiamo, quindi, di coglierne l’essenza, le finalità e i risvolti bioetici.

Una delle principali finalità dell’Educazione alla salute è lo “star bene a scuola. Negli ultimi anni il concetto di “salute” ha subito una profonda evoluzione passando dal significato di “assenza di malattia” a quello di uno “stato di benessere” fisico, psichico e sociale, in costante rapporto dinamico con l’ambiente e il territorio in cui una persona vive, pensa, agisce e si relaziona.

La promozione della salute, intesa come processo che rende capaci le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e migliorarla, è considerata obiettivo prioritario dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Piano Sanitario Nazionale e Regionale. L’O.M.S. ha dichiarato, difatti, che l’educazione sanitaria è una strategia privilegiata per promuovere la salute con le seguenti finalità:

– Promuovere la conoscenza dei fattori di rischio inerenti la salute e l’ambiente

– Promuovere la conoscenza dei comportamenti che hanno rilevanza per la salute umana, delle variabili psicologiche, relazionali, sociali, culturali, ambientali che influenzano comportamenti a rischio e rendono difficoltosa l’acquisizione di comportamenti sani

– Sviluppare riflessioni sulle convinzioni e sui comportamenti corretti

– Modificare le abitudini di vita errate e rinforzare i comportamenti idonei non ancora radicati

Ecco, allora, che facendo riferimento alle Indicazioni Ministeriali, si avviano nelle scuole molteplici attività, quali ad esempio incontri di Educazione al Benessere (Alimentazione, Sessualità e Dipendenze).

La salute, come condizione di benessere psico-fisico e sociale, è il risultato del miglior equilibrio tra responsabilità individuali (in termini di capacità di scelta) ed opportunità offerte dall’ambiente di vita e di lavoro (saperi, servizi, interventi). La scuola, luogo di apprendimento e di sviluppo di competenze, si configura come il contesto sociale in cui agiscono diverse componenti legate alla salute e riconducibili all’ambiente formativo (didattica, metodologie), sociale (relazioni interne, esterne, regole), fisico (aule, spazi adibiti all’attività fisica e alla ristorazione, spazi verdi), organizzativo (servizi disponibili, mensa), e può pertanto agire sui fattori di propria pertinenza, sostenendo processi di salute.

La scuola rappresenta il luogo privilegiato per instaurare un dialogo sulla salute e sui corretti stili di vita, in quanto è punto di incontro di tutti gli interventi finalizzati all’educazione degli individui.

L’Educazione alla salute, che mira allo sviluppo integrale dell’individuo e al suo vivere bene con sé stesso e con gli altri, è uno strumento metodologico atto a far assumere ai giovani una responsabilità diretta e consapevole nei confronti del proprio globale benessere.

Gli interventi nel mondo scolastico rappresentano una scelta importante sotto il profilo strategico, e ciò a causa della presenza nelle classi di soggetti di età omogenea, per la concreta possibilità di un coinvolgimento globale, per la possibilità di pianificare gli interventi ed effettuare una valutazione (i percorsi educativi a valenza sanitaria devono integrarsi nel percorso curriculare con valutazione dell’impatto e degli esiti prodotti nei comportamenti). La scuola deve essere direttamente coinvolta nel processo di educazione sanitaria e deve appropriarsi dei contenuti e delle metodologie tipiche della promozione della salute:

L’ambiziosa finalità di un programma congiunto salute-scuola a livello nazionale è fornire ai bambini e ai ragazzi negli anni della loro formazione culturale e psicologica, gli strumenti più adatti per conoscere ed evitare i comportamenti, gli atteggiamenti e i rischi che possono danneggiare la salute, mettendoli in grado di tutelare non solo la propria ma anche la salute altrui. I percorsi proposti dovranno tener conto del contesto socio-culturale in cui ci si muove, dei bisogni di salute presenti e futuri dei giovani. Chiave di volta di ogni intervento deve restare l’insegnante e la sua capacità di veicolare ai giovani il messaggio che si vuole diffondere. Pertanto la sensibilizzazione del personale scolastico è un momento irrinunciabile preliminare ad ogni azione (dal documento Sviluppo delle attività di collaborazione interistituzionale nell’ambito del programma “Guadagnare Salute”, Ministero della Pubblica Istruzione e Ministero della Salute, luglio 2007).

Un intervento precoce, a partire già dai primi anni di vita, rappresenta pertanto lo strumento più idoneo a sviluppare nelle nuove generazioni l’attenzione verso i fattori dai quali dipendono il benessere individuale e della collettività. La famiglia in prima istanza e la scuola secondariamente (ma solo da un punto di vista temporale), non possono trascurare tra i loro compiti educativi questo ambito della formazione dei giovani, perché insegnare a prendersi cura di sé e della comunità significa favorire una migliore qualità della vita.

L’essere sani comporta interazioni positive, atteggiamenti sociali costruttivi. È un processo dinamico che accompagna la storia di ogni persona nel suo vissuto relazionale e nel suo contesto socio-culturale. Richiede l’interiorizzazione di valori e abitudini che promuovono lo sviluppo integrale della persona. In sintesi, educare alla salute implica il sapere, ma soprattutto l’operare diversamente per salvaguardare la persona umana ed accrescerne la qualità di vita.

(*) Prof.ssa Clara Di Mezza
Teologa morale e Docente di Insegnamento religione cattolica (IRC)
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