Gli infermieri potranno prescrivere alcuni farmaci?

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 24 marzo 2018
Gli infermieri potranno prescrivere alcuni farmaci?

È una proposta che Mario Melazzini, direttore generale dell’Aifa, ha lanciato in suo recente editoriale dedicato al «Ruolo dell’infermiere nella presa in carico integrale del paziente» (07.03.2018, Aifa Editorial, www.aifa.gov.it) e in un intervento al primo Congresso della Federazione nazionale degli Infermieri  di Roma – Fnopi –  ex Ipasvi (5-7 marzo 2018, www.ipasvi.it). Nell’editoriale se da un lato riconosce l’importanza di tutte le figure dei professionisti sanitari coinvolte, dall’altro sottolinea come l’infermiere si distingua per «il rapporto quotidiano con il malato» e quale «figura di riferimento per capacità di garantire l’aderenza terapeutica e la sostenibilità del sistema, evitando trattamenti inappropriati e conseguente spreco di risorse pubbliche». Prende a esempio il Regno Unito dove tale possibilità esiste già «per un numero ristretto e ben definito di farmaci, nel contesto di un piano clinico paziente specifico dopo diagnosi medica» e la Spagna dove però l’espressione usata è «dispensazione di medicinali» anziché  prescrizione. La sua nota vuol essere un auspicio per un dibattito sull’argomento fra diversi interlocutori dai medici agli infermieri al Ministero della Salute e all’Istituto superiore di Sanità, per trovare «soluzione concrete tese a  migliorare la presa in carico del malato», consapevole di un cambiamento necessario della norma italiana (d.lgs 219/2016, titolo VI) qualora  si decidesse di intraprendere «un percorso di estensione di questa facoltà, in casi ben definiti e sempre in accordo con il medico di riferimento». «

Non dello stesso parere sono i medici, rappresentati dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli il quale ha affermato nella stessa giornata del Congresso: «La prescrizione non è un fatto automatico, ma è la conclusione di un percorso articolato che passa attraverso la diagnosi, anche differenziale. Non può essere un momento avulso dalla valutazione complessiva del malato, non può essere estrapolata dalla relazione di cura tra il medico e il suo paziente. Anche nell’ambito della cronicità: ogni volta vanno valutati aggiustamenti terapeutici, vanno monitorate le risposte del paziente e messe in conto le eventuali interazioni, se il malato, come sempre più spesso accade, è in politerapia. È una garanzia per la salute del paziente, è una questione di appropriatezza, di efficacia e di buon funzionamento per il Servizio Sanitario Nazionale» (tratto da Quotidianosanità.it, 7.03.2018, Farmaci prescritti dagli infermieri? La Fnomceo subito contro: “Prescrizione non può essere estrapolata dalla relazione di cura tra il medico e il suo paziente” ⌈24.03.2018⌉.  E sul confronto degli altri Paesi rispetto all’Italia – nello stesso articolo –  Anelli ha espresso in modo esplicito che «è una questione di garanzia nei confronti dei nostri pazienti e dei nostri sistemi sanitari: in tutti i paesi dove si è attuato il task shifting, il risultato è stato un abbassamento di qualità dei Servizi sanitari».

Al Congresso nazionale la Federazione degli infermieri ha previsto che per far fronte nell’immediato ai bisogni di salute sul territorio delle persone con patologie croniche e non autosufficienza, servirebbero oltre ai medici di medicina generale, per l’assistenza continua almeno 31mila infermieri e in ospedale per far fronte alle carenze di organico e all’osservanza dei  parametri delle norme europee su turni e orari di lavoro  ancora 21 mila infermieri. Considerando i bisogni di salute da un lato e  la sostenibilità del sistema sanitario attuale dall’altro  si è arrivati alla necessità di  un SSN che parta da una rimodulazione delle competenze e dei modelli organizzativi: una “trasformazione strutturale” nella organizzazione del lavoro teso ad a minore densità medica (maggiore focalizzazione e specializzazione) per lasciare spazio ad altre figure (Posizionamento Federazione Nazionale Ordini Professioni infermieristiche su carenza personale Ssn in Atti congressuali del I Congresso della Fnopi 2018 su ipasvi.it).

 


Approfondimenti:
–  Lo skill-mix, modifica nel perimetro di attribuzione delle competenze  tra medici e altre professioni sanitarie, in particolare quella infermieristica, descritto nel rapporto Oasi 2017 di Sda Cergas Bocconi in Rafforzamento e diversificazione dei percorsi di carriera degli infermieri, pubblicato su sito ipasvi.it Atti congressuali, 5-7 marzo 2018, Roma Primo Congresso nazionale Fnopi, Noi infermieri  ⌈24.03.2018⌉

 

 

(*) redazione Bioetica News Torino
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