Una testimonianza: “I Giullari di Dio”

Un tempo per fare bene. Il dono di sé agli altri

di Rocco Peloso *
pubblicato il 9 ottobre 2018
Una testimonianza: “I Giullari di Dio”

Francesco d’Assisi, è lui il Giullare di Dio per eccellenza! Il grande amore che nutriamo verso Francesco, per la sua Semplicità, per la sua Gioia, e soprattutto per l’Amore che aveva per Gesù, ci unisce a lui e ci dona un senso di appartenenza, ci dona l’occasione di seguire un sentiero di vita già tracciato dalle orme di un grande uomo e un grande santo.

Come Francesco ognuno di noi ha ricevuto una chiamata; sì, perché fare servizio in ospedale come volontari clown è una chiamata! La chiamata arriva per caso, nei modi più impensabili e diversi per ognuno, ma la costante sempre presente è la stessa: sentire dentro di sé il bisogno di portare a tutti Gioia, Speranza e Luce… in un’unica parola “Dio”.
Così 14 anni fa è iniziata questa avventura nelle corsie degli ospedali di Torino. Con il magico naso rosso, la nostra bacchetta magica, ovvero “la chitarra”, tanti palloncini colorati e tanta gioia, tra sorrisi e musica, abbiamo incontrato la sofferenza e il bisogno di coloro che vivono un momento difficile di vedere ancora il colore della speranza.

Giorno per giorno sentivamo in noi l’esigenza di andare incontro non solo a coloro che vivono la sofferenza della malattia, ma anche a coloro che vivono la sofferenza della strada, della solitudine e dell’indifferenza… i barboni. E così, questa volta senza il naso rosso, ma con la stessa gioia nel cuore, abbiamo avvicinato questo mondo, nascosto per le strade della stazione di Torino, così povero nella materialità del quotidiano ma così immensamente ricco nell’anima.
Andavamo a trovare questi nuovi amici tutti i giovedì, non come membri di un’associazione, anche perché all’inizio eravamo solo in due, ma i nostri nuovi amici ci chiedevano “chi siete?”, “a quale associazione appartenete?”, “perché venite a trovarci?”, insomma avevano bisogno di identificarci in un gruppo. A quel punto la risposta è stata immediata, è scivolata dal cuore in un attimo: “siamo i Giullari di Dio!, non veniamo solo per portare cibo o vestiti, ma per stare con voi, per condividere con voi la Gioia di Dio… come Francesco d’Assisi, il Giullare di Dio!”.

E poi da due il “contagio” è iniziato, e i giullari diventavano tre, poi quattro, poi sei… e poi una quindicina. Il numero dei nuovi giullari aumentava, così come il desiderio di condividere l’esperienza di portare la gioia anche nelle corsie degli ospedali, non solo attraverso il naso rosso, ma con la consapevolezza comune che ciò che volevamo donare non era la nostra gioia e il nostro amore, ma la Sua Gioia e il Suo Amore, seguendo le orme di Francesco d’Assisi. Ma per fare tutto ciò in ospedale in maniera costante sono necessarie convenzioni, pratiche e tanta burocrazia.
Ed ecco che il 14 giugno 2004 è nata formalmente l’Associazione «I Giullari di Dio». Nell’anima restiamo semplicemente un gruppo di amici che desidera donare la Gioia di Dio e desidera andare incontro al Cristo che ha il volto di chi soffre.

Attualmente l’Associazione conta circa 100 volontari, che offrono il proprio servizio presso l’Ospedale Mauriziano di Torino e la casa circondariale minorile Ferrante Aporti di Torino.
Tra i volontari sono numerosi i giovani, che con la loro energia, il loro amore verso i più deboli, dimostrano non solo una grande fede nel messaggio evangelico, ma anche il desiderio e la capacità di donarsi al prossimo disinteressatamente. Questi giovani hanno degli ideali, hanno un sogno da realizzare e attraverso il volontariato riescono a sentirsi vivi, utili, realizzati come persone. Questi nostri giovani volontari, sono l’immagine di tanta bella e buona gioventù e dimostrano che anche i giovani di oggi, se educati, stimolati a fare il bene, riescono a dare senso e pienezza alla loro vita.

 

(*) Fondatore dell'Associazione I Giullari di Dio
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