Identificazione e orientamento sessuale

di Chiara Manieri
Endocrinologa ed Androloga
Coordinatore SIAMS Piemonte
Già Coordinatore CIDIGEM Città della Salute e della Scienza - Torino

19 marzo 2020
Identificazione e orientamento sessuale

1. Introduzione

C MANIERI AI CONFINI DELLA VITA 2020 F Tonetto

Chiara MANIERI

In un convegno che approfondisce i «I confini della vita»” è stata inserita in modo molto appropriato questa tematica poiché il processo della identificazione di sé dell’essere umano, e nello specifico quello che tratto in questa mia presentazione cioè l’identificazione nel proprio sesso di appartenenza biologica (identità di genere), è un processo veramente al confine iniziale dell’esistenza umana.

Si tratta di un processo che ha una fondamentale base biologica e che si sviluppa fisiologicamente in un contesto familiare, educativo e sociale dove l’essere umano si trova a vivere nei primi anni dopo la nascita.

2.  Anatomia genitale alla nascita

Si è concepiti maschi o femmine in base all’assetto cromosomico dello zigote che, in fisiologia umana, presenta 2 cromosomi che definiscono il sesso biologico: XX = soggetto femmina e XY = soggetto maschio. Tale differenza cromosomica determina un’immediata differenza nello sviluppo embrionario legata all’espressione genica molto precoce (dalla 5° settimana di gestazione) da parte di alcuni settori del cromosoma Y che sostengono la differenziazione della primitiva gonade indifferenziata verso quella che diventerà la gonade maschile o testicolo. Questo stesso testicolo che inizia a produrre ormone testosterone dalla 7° settimana insieme ad altre sostanze “anti-femminile”, determina il progressivo sviluppo delle vie genitali interne ed esterne e della anatomia genitale in senso maschile. Il testosterone agisce anche sulle cellule cerebrali in via di differenziazione e contribuisce alle relazioni funzionali tra le cellule (maturazione delle sinapsi). Nell’embrione XX (femmina) in presenza dei 2 cromosomi XX normali, si sviluppa dalla gonade indifferenziata l’ovaio, non si attivano produzioni ormonali precoci ma le vie genitali ed i genitali esterni si sviluppano in senso femminile.

L’anatomia genitale manifestata alla nascita fa sì che il nuovo essere umano sia accolto tra i suoi simili con l’attribuzione di un nome che segnalerà il suo essere maschio o essere femmina. Accenno solo al fatto che possono nascere delle persone con genitali ambigui (i cd Disturbi della Differenziazione Sessuale=DDS) la cui valutazione diagnostica ed impostazione terapeutica è a carico di neonatologi ed endocrinologi pediatri in equipe con genetisti ed altri specialisti di volta in volta coinvolti in base allo specifico caso clinico che rappresenta spesso una sfida impegnativa sul piano medico ed etico.

3.  Ruolo di genere e orientamento sessuale

Nei soggetti umani le influenze post natali sono assai determinanti: il tipo di accudimento, le relazioni primordiali con il/i soggetti dedicati alla cura e l’intreccio dei rapporti verbali e non verbali fanno sì che la persona sviluppi progressivamente degli stili di attaccamento e delle identificazioni successive che progressivamente la aiuteranno a sentirsi maschio o femmina.

La percezione di appartenere ad un genere piuttosto che ad un altro si manifesta abbastanza precocemente, prima dei 3 anni di età, e determina parallelamente l’adozione di comportamenti abbastanza caratteristici, anche se non esclusivi, corrispondenti alla propria sensazione di appartenenza ad un sesso.

L’essere umano definisce e stabilizza la propria identità nella relazionalità e quindi nel gruppo dei pari già nelle età infantili e con gli adulti di riferimento. Alla pubertà l’arrivo abbastanza repentino degli ormoni sessuali – testosterone ed estradiolo rispettivamente nel maschio e nella femmina – attiva i circuiti cerebrali già funzionalmente differenziati ed induce la conferma della propria identità di genere e la percezione del desiderio sessuale orientato verso uno specifico tu con determinate caratteristiche di identità ed orientamento.

Si concretizza quindi il ruolo di genere inteso come espressione della propria identità sessuale nello specifico ambiente di vita. L’orientamento definisce, invece, l’inclinazione di tipo psico-sessuale, soggettiva e naturale di un individuo verso un’altra persona dell’altro sesso o del proprio medesimo o di entrambi (bisessualità); lo stesso orientamento può manifestare varie sfumature all’interno dei due poli della etero o della omosessualità (A.C. Ciani, in Jannini  et al. 2017). Anche per la definizione dell’orientamento sessuale si fa riferimento a molti fattori che spaziano tra quelli biologici-genetici, psicologici, relazionali e sociali. L’orientamento sessuale si modula dall’eterosessuale esclusivo all’omosessuale esclusivo comprendendo tutte le declinazioni intermedie già evidenziate dalla scala di Kinsey (1940). Accenno solo al fatto che la omosessualità è stata definitivamente esclusa da qualsiasi connotazione di patologia solo dal 1987, quando l’American Psychiatric Association l’ha definitivamente tolta da ogni edizione del manuale diagnostico delle malattie mentali.

All’età adulta la persona umana giunge con una propria identità di genere strutturata e stabilizzata che, insieme all’orientamento sessuale specifico, è alla base della relazionalità sessuale.

4. Identità cd “transgender”

A latere del processo di differenziazione sessuale “binaria” possono emergere delle identità cd “transgender” proprie delle persone che esperiscono una disforia intesa come la sensazione di non essere totalmente maschi o totalmente femmine, di appartenere ad un genere “altro”, di essere con identità fluida o, nella forma estrema di disforia, di sentirsi totalmente femmine o maschi esattamente al contrario rispetto al proprio sesso biologico. La causa di tale rara condizione è ancora ignota nella sua totalità ma si sono ipotizzate molte condizioni favorenti sia sul piano biologico che su quello psicologico e sociale e molto probabilmente si è di fronte ad una condizione polifattoriale (Zucker KJ et al 2016, Fernandez R et al 2018, Pang KC et al 2018)

I soggetti che riferiscono un disagio così profondo rispetto alla propria identità possono richiedere un adeguamento del proprio aspetto fisico (fenotipo) in maniera da poter vivere nel ruolo di genere che sentono come proprio. Le domande possono essere varie in base allo specifico tipo di disforia: trattamenti ormonali e/o trattamenti chirurgici anche solo “parziali”. Ovviamente tale domanda viene rivolta a medici endocrinologi e chirurghi che lavorano in equipes pluridisciplinari con professionisti della salute mentale.
Queste équipes  possono prendere in carico le persone con tali richieste per accertare l’autodiagnosi di “Disforia di Genere”(DG), attivare il trattamento ormonale ed accompagnare agli eventuali interventi chirurgici finalizzati al benessere del richiedente in accordo con la propria identità.
Questi interventi vengono effettuati, nel mondo occidentale e nello specifico in Italia, in base a piani di intervento personalizzati sulla base delle linee guida sia internazionali che nazionali. Naturalmente anche le persone transgender esprimono un orientamento sessuale verso persone del loro stesso o altro sesso.

5. Il Centro Interdipartimentale Disforia di Genere di Torino

Nella città di Torino esiste dal 2005 il CIDIGEM Centro Interdipartimentale Disforia di Genere Molinette – centro esperto di riferimento regionale, riconosciuto dall’ONIG – Osservatorio Italiano Identità di Genere – uno dei più attrezzati d’Italia, che si fa carico dell’accoglienza del richiedente, decodificazione della richiesta, valutazione psicologica e psichiatrica “diagnostica” in contemporanea alla valutazione medica internistica-endocrinologica per la definizione di idoneità ad effettuare uno specifico percorso trasformativo.

Si occupa della impostazione ed accompagnamento nel ruolo del genere desiderato mentre la persona assume il trattamento ormonale in accordo col sesso cui sente di appartenere ed effettua colloqui psicologici di accompagnamento. Al termine di un periodo sufficiente per garantire la costanza della richiesta e l’opportunità della Riassegnazione Chirurgica del Sesso = RCS se richiesta, vengono rilasciate le attestazioni psicologica, psichiatrica ed endocrinologica circa il percorso effettuato e l’esito del medesimo in relazione ai trattamenti chirurgici richiesti. Con queste attestazioni la persona fa istanza al Giudice per ottenere la sentenza di autorizzazione a procedere ai sensi della legge 167/84 con la chirurgia e/o col cambio anagrafico.

Il CIDIGEM, come altri centri europei di più lunga esperienza, ha attivato dal 2012 anche un settore pediatrico per l’accoglienza, lo studio, l’accompagnamento ed eventualmente il trattamento ormonale dei ragazzini con sintomi di organizzazione atipica della identità in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Regina Margherita.

Questi trattamenti e soprattutto la vicinanza umana di professionisti che pur tra varie difficoltà riescono ad avere rapporti efficaci con queste persone, stanno producendo risultati molto promettenti in termini di migliore qualità di vita e di realizzazione personale per persone diversamente destinate a non potersi neanche riconoscere nel proprio corpo. Questi approcci, a mio avviso, sono in linea con quanto ogni società civile dovrebbe garantire: attenzione e rispetto per le singole persone e spazi per ogni espressione della sessualità umana.

6. Si sintetizzano i concetti base del mio intervento: 

 

Fig. 1 Identificazione e orientamento sessuale MANIERI

Fig. 1 Concetti di  Identificazione e orientamento sessuale di C. Manieri

Chiara Manieri
Endocrinologa ed Androloga
Coordinatore SIAMS Piemonte
Già Coordinatore CIDIGEM Città della Salute e della Scienza - Torino
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