Il Film. «18 regali» di Amato F.

di Ilaria Losapio
Dottoressa in Scienze della Comunicazione
Redattrice Bioetica News Torino

25 gennaio 2020
Il Film. «18 regali» di Amato F.
18 regali diretto da Francesco Amato ©Luckyred.it per gentile concessione

 

Il cinema, si sa, ama raccontare storie strappalacrime sulle malattie incurabili – si potrebbe in tal senso elencare una nutrita lista di titoli  – ma raramente queste storie riescono a mantenere le distanze dai facili sentimentalismi e dalle solite, trite banalità circostanziali. A superare quest’ardua prova è  18 regali, ultima e ispirata opera cinematografica di Francesco Amato che, partendo da una storia vera, arricchisce la trama con una buona dose di passionalità e un’ottima sceneggiatura.

È un ponte tra passato e presente. È la storia vera di Elisa Girotto, una madre morta nel 2017, all’età di 40 anni, che lascia a sua figlia Anna 18 regali per ogni compleanno, fino alla sua maggiore età – tra cui ci sono bambole, giochi, mappamondi, libri e luoghi che avrebbe voluto visitare con lei – in modo da restarle vicino e accompagnarla nella crescita anche dopo la morte. Ma il giorno del suo diciottesimo compleanno, Anna fugge dalle festa organizzata per lei e mentre vaga ubriaca per strada viene investita da una macchina. Al suo risveglio, però, ci sarà una surreale e inaspettata sorpresa ad attenderla.

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18 regali diretto da Francesco Amato (Italia 2017), produzione di Lucy Red, 3 Marys Entertainment con Rai Cinema, locandina

Il punto forte della pellicola è senza dubbio il cast. Da Vittoria Puccini, magnifica interprete di Elisa, a Benedetta Porcaroli nei panni della giovane Anna. Edoardo Leo dimostra ancora una volta il suo indubbio talento vestendo i panni del marito sofferente che ha perso l’amore della sua vita ed è gravato dal compito di crescere una figlia senza aiuto.

«Non ho mai avuto una perdita così è non ho mai vissuto quel tipo di dolore», afferma Benedetta Porcaroli ai microfoni de Il Messaggero, «ho dovuto prendere un pezzetto della mia esperienza, di vissuto, elevarlo a potenza e cercare di immaginarlo. A un certo punto mi è arrivato addosso da solo. È stato un percorso molto sofferto ma anche divertente, avventuroso. Ma metabolizzare questo dolore è stato difficile». «Quando abbiamo scelto di raccontare la storia d’amore tra Elisa e sua figlia Anna», racconta inoltre Francesco Amato, «una storia impossibile poiché la madre non sopravvive alla malattia, ci siamo dovuti porre la domanda: si può fare un melodramma senza un abbraccio? Senza un incontro? Tra due personaggi lontani nel tempo? Ebbene sì, grazie al cinema si può fare».

Il film è uscito in Italia il 2 gennaio ed è distribuito da Lucky Red.

Ilaria Losapio
Dottoressa in Scienze della Comunicazione
Redattrice Bioetica News Torino
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