Il Film «Anime nere» di Munzi F.

di Valerio Sammarco *
pubblicato il 5 ottobre 2014
Il Film «Anime nere» di  Munzi F.
Critica cinematografica di Valerio Sammarco, Anime nere, in www.cinematografo.it, 18 settembre 2014
miti e leggende, criminalità e tradizioni, fantasmi e violenza

Olanda. Milano. Calabria, Africo, Aspromonte. Dove tutto ebbe origine, dove tutto finisce.

Come la storia di tre fratelli, figli di pastori, vicini alla ‘ndrangheta. Il più giovane, Luigi (Marco Leonardi), è un trafficante internazionale di droga. Rocco (Peppino Mazzotta), ormai da molti anni a Milano, è uno stimato imprenditore grazie ai soldi sporchi del primo. Infine Luciano (Fabrizio Ferracane), il più grande, che è rimasto nella terra natia e porta avanti il lavoro paterno, coltivando per sé l’illusione patologica di una Calabria preindustriale. Suo figlio, il ventenne Leo (Giuseppe Fumo), è la generazione perduta, senza identità. E sarà proprio un suo gesto sconsiderato, un atto intimidatorio contro un bar protetto da un clan rivale, a scatenare un inferno. Dopo tanti anni dall’uccisione del padre, per Luciano si riaffaccia nuovamente il dramma…

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La locandina del film

Anime nere1 di Francesco Munzi, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, è un film potente, ricco, profondamente radicato, capace di ingrandirsi parallelamente allo sviluppo del racconto. Quasi di accumulare, visivamente e non solo, la profondità e la complessità di un territorio che mescola miti e leggende, criminalità e tradizioni, fantasmi e violenza.

Dopo il bellissimo Saimir, dopo Il resto della notte, Munzi realizza la sua opera più ambiziosa, forse più difficile (soprattutto per il contesto ambientale), frutto di un lavoro straordinario sul campo (tre anni per la stesura della sceneggiatura, riscritture, casting per tutta la provincia di Reggio Calabria e sopralluoghi), di una direzione degli attori d’altri tempi e figlio di una volontà quasi antropologica, esplorativa, indispensabile per portare a galla la “realtà” di personaggi così raramente vicini, prossimi. L’unico modo possibile, del resto, per trattenere così a lungo viva la tensione emotiva del film, incanalandola poi con vigore sorprendente verso un finale sconvolgente, ma mai così drammaticamente coerente. 

Un film doloroso, un Fratelli che quasi si spoglia delle riconoscibili esplosività ferrariane per immergersi in un territorio altro, fermo nel tempo, nella memoria. E nelle azioni. Una ciclicità disperata, che solo un gesto disperato potrà forse interrompere. La storia si chiude, non il film però, che non si esaurisce ma rimane vivo, aperto come una ferita profonda, anche dopo il termine della visione. Imperdibile.

Anime nere di Francesco Munzi, a colori, 103′, Italia, Francia 2014


Sitografia

1 Anime nere (2014) trae ispirazione dal libro omonimo di Gioacchino Criaco. È la storia di una famiglia criminale, vista dall’interno negli aspetti più emotivi e contradditori, che si spinge fino agli archetipi della tragedia. Grazie alla collaborazione con lo scrittore, il giovane regista Francesco Munzi viene a conoscere meglio la realtà sociale dell’Aspromonte e della Locride, luoghi di ambientazione del film.

«La geografia dell’ambiente è un tutt’uno con quella interiore dei personaggi. – ha dichiarato il regista alla 71 Mostra internazionale d’Arte del Cinema di Venezia – I percorsi tortuosi della montagna, tra luci e ombre, sono gli stessi che accompagnano lo svolgersi della vicenda nell’anima dei protagonisti».

È uscito nelle sale italiane dal 18 di settembre e in quattro giorni  di programmazione dal 18 al 21  in 123 schermi ha avuto 247.736 spettatori. Tra gli interpreti Marco Leonardo, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane. Anna Ferruzzo e Barbora Bobulova.  Come nei suoi precedenti film Munzi usa anche attori non professionisti come Giuseppe Fumo e Pasquale Romeo per la prima volta sullo schermo, scelti tra centinaia di giovani calabresi aspiranti attori che si sono presentati ai provini.

La realizzazione è di Luigi e Olivia Musini, Fabio Conversi per Cinemaundici e Babe Films, con Rai Cinema.

È vincitore del Premio Pasinetti 2014, Premio Fondazione Mimmo Rotella (Luigi Musini) e Premio Schermi di qualità «Carlo Mazzacurati» alla 71 Mostra del Cinema di Venezia.

La sceneggiatura è firmata da Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello e Maurizio Braucci con la collaborazione di Gioacchino Criaco.

Valutazione del Film: *****  e scheda del film su www.cinematografo.it < http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=58168>

(*) Valerio Sammarco
Rivista del Cinematografo
www.cinematografo.it
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