Il Film «Blade Runner 2049» di Villeneuve D.

di Ilaria Losapio *
pubblicato il 15 novembre 2017
Il Film «Blade Runner 2049» di Villeneuve D.

La rinascita di un mito

Un Denis Villeneuve ispirato, un Ryan Gosling (Agente K della polizia di Los Angeles) in forma smagliante e impavido nell’affrontare il facile, nonché temutissimo paragone con il carismatico Harrison Ford (Rick Deckard) e una fotografia, quella di Roger Deakins, da far accapponare la pelle: se si dovesse spiegare in poche righe lo straordinario successo di Blade Runner 2049 1queste sarebbero le argomentazioni principali.

D’altronde, quando Denis Villeneuve si piazza dietro la macchina da presa sembra non esistere margine di errore: considerato uno dei più talentuosi registi contemporanei, aveva già fatto parlare tanto di sé con l’introspettivo e spettacolo Arrival (2016), che gli ha fatto sfiorare l’Oscar per il miglior film e la migliore regia agli Academy Awards 2017, e con l’intenso thriller Sicario (2015), per il quale ha ottenuto un’altra candidatura al miglior film nel non lontano 2015.

Come si può definire l’essere umano e qual è la sua vera essenza?

Riconosciuto dallo stesso Villeneuve come il suo miglior film, il sequel dell’amatissimo cult cinematografico che ha appassionato un’intera generazione nei primi anni Ottanta  regge senza sforzo il confronto con l’originale firmato Ridley Scott, destreggiandosi in modo egregio tra scene di pura azione e momenti di riflessione e analisi antropologica. Il tema principale è, comunque, sempre lo stesso: come si può definire l’essere umano e qual è la sua vera essenza? Domande insidiose alle quali il film sembra non poter (o voler) dare risposta. Quel che è certo è che di questa umanità così complessa e multi-sfaccettata sono mostrate tutte le inquietudini, i dubbi, le incoerenze che ora più che mai stanno venendo alla luce, in un’epoca in cui tutto sembra essere messo in discussione.

Cambiamenti climatici, guerra contro le macchine, vecchi modelli di replicanti

Siamo nella Los Angeles del 2049, stravolta e irriconoscibile. Sono trascorsi trent’anni dai fatti avvenuti nel film originale (Blade Runner di R. Scott, 1982) e la realtà è sempre più indistinguibile dal virtuale, l’umanità sta perdendo la guerra contro le macchine, i gravi cambiamenti climatici hanno reso difficoltoso il reperimento di cibo. In questo ambiente  di cattivi presagi, il temerario agente K (Ryan Gosling) uno dei Blade Runner ai quali è stato affidato il compito di ritirare i vecchi modelli di replicanti che ancora vivono in clandestinità, viene a conoscenza di un ingombrante segreto la cui rivelazione potrebbe avere conseguenze devastanti. Gli viene quindi ordinato di mettere a tacere qualsiasi persona legata a quel segreto, ma nel corso della sua missione incontrerà Rick Deckard (Harrison Ford), di cui si erano perse le tracce trent’anni prima, che lo spingerà a rivalutare la moralità delle sue azioni.

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“Blade Runner 2049″ di D. Villeneuve (Usa, 2017), poster

A metà strada tra un blockbuster e un film di spessore, Blade Runner 2049 non fa della sceneggiatura e dei dialoghi i suoi punti di forza; ciò che davvero rende il film brillante e ben riuscito sono le stupefacenti scenografie e la ricostruzione di una California futuristica curata fin nei minimi dettagli. La pellicola riesce a non cadere nella trappola del classico film-celebrazione degli effetti speciali, preferendo fare leva su una struttura narrativa ben impostata e sull’interpretazione magistrale degli attori.

L’ultima fatica cinematografica di Villeneuve è senza dubbio ambiziosa, ma conserva una sua identità specifica, riuscendo a non trasformarsi in uno squallido spin-off del capolavoro scottiano, del quale però mantiene le atmosfere noir angoscianti e fumose, le luci al neon contrapposte alla totale oscurità. Ciò che invece risulta chiara è l’imperitura attrazione (quasi morbosa) del cinema verso il mondo distopico del futuro, la tensione verso la rappresentazione di ciò che è ancora intangibile e ipotetico, fruibile solo attraverso l’immaginazione; una dipendenza creativa che i cineasti si portano dietro fin dai tempi di Metropolis (1927) e che non cercano mai di mascherare, anzi, che esibiscono con orgoglio.
Blade Runner 2049 è dunque un film di sfumature, dal delizioso sapore nostalgico, elegiaco, con una predilezione per il minimalismo che mancava nel primo film e che lo rende infinitamente più reale, ci permette quasi di toccare con mano quel futuro tanto immaginato e, purtroppo, sempre meno lontano.


Note

1 Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve, 152′,  USA 2017. Produzione: Ridley Scott, Alcon Entertainment in associazione con Torridon Films, 16:14 Entertainment. Distribuzione Warner Bros Entertainment Italia. Uscita nelle sale cinematografiche italiane il 5 ottobre 2017

(*) Dottoressa in Scienze della Comunicazione
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