Il Film «Dolcissime» di Ghiaccio F.

di Ilaria Losapio
Dottoressa in Scienze della Comunicazione
Redattrice Bioetica News Torino

28 agosto 2019
Il Film «Dolcissime» di Ghiaccio F.
Dolcissime di F. Ghiaccio (Italia 2019), da visiondistribution.it

Francesco Ghiaccio e Marco D’Amore firmano una delle commedie più interessanti dell’anno, che promette di incantare anche i giovanissimi − spesso trascurati dall’intellettualistico cinema italiano − con una storia emozionante e tutta al femminile che ci ricorda quando sia difficile esser adolescenti e affrontare la paura di essere diversi.

Presentato al Giffoni Film Festival, Dolcissime,  in uscita nelle sale il 1 agosto, è la storia di Mariagrazia, Chiara e Letizia, tre ragazze con problemi di peso costrette a fare quotidianamente i conti con l’ostile e spesso spietata realtà scolastica. Alla ricerca di un riscatto, troveranno un inaspettato aiuto nella bella Alice, capitano della squadra di nuoto sincronizzato della piscina scolastica.

L’elemento acquatico è il centro attorno a cui ruota l’intero film, il fattore decisivo e quasi magico che permette la reale trasformazione delle ragazze. L’acqua avvolge e protegge i corpi delle giovani protagoniste, nascondendone le imperfezioni fisiche e donando loro la forza di rinascere.

Ghiaccio_Dolcissime 2019_ locandina_banner

Dolcissime di Francesco Ghiaccio, Italia 2019, una produzione di  Indiana Production, La Piccola Società in collaborazione con Vision Distribution, distribuito da Vision Distribution (locandina)

Il confine tra commedia e dramma è labile: anche i momenti più divertenti sono spesso oscurati dalla tragicità degli eventi narrati; dalle continue derisioni subite dalle giovani ai rapporti conflittuali con i genitori, che vorrebbero plasmare le figlie a proprie immagine e somiglianza (drammaticamente realistico, a questo proposito, il rapporto tra Maria Grazia e sua madre, interpretata da una straordinaria Valeria Solarino).

La pellicola si rivela però insoddisfacente in alcune sue parti: il preoccupante problema del sovrappeso giovanile, ad esempio, è trattato con riprovevole superficialità e la sceneggiatura, pur tentando exploit ironici, non riesce a distinguersi dagli altri film del settore. Il montaggio risulta invece molto fluido e la regia segue pedissequamente i ritmi tipici della commedia giovanile.

«Una commedia favolosa, divertente, dedicata a un’età precisa della vita, l’adolescenza», dice Ghiaccio, «le protagoniste cercano il proprio posto nel mondo, una dimensione che non è solo dell’adolescenza, e la mancanza di diritti uguali per tutti rende anche noi quarantenni invisibili per molti versi».

«L’adolescenza è un’età delicata, spesso legata a modelli che richiedono la perfezione», dice Marco D’Amore, «non ho mai preteso da un libro o da un film che mi suggerisse qualcosa, questo è un compito dello spettatore. Piuttosto spero di dare delle suggestioni, in un periodo in cui l’altro, il diverso, è visto sempre più come un pericolo e appare sempre più spaventoso. E questa è la deriva dell’umanità».

Ilaria Losapio
Dottoressa in Scienze della Comunicazione
Redattrice Bioetica News Torino
© Riproduzione Riservata