Il Film “Flight” di Robert Zemeckis

di Gianluca Arnone *
pubblicato il 7 febbraio 2013
Il Film “Flight” di Robert Zemeckis

Recensione cinematografica di Gianluca Arnone, The Flight, in www.cinematografo.it, 23 gennaio 2013


A seguito di un guasto tecnico un aereo di linea con 102 passeggeri a bordo precipita nei dintorni di Atlanta. Sarebbero morti tutti se in cabina di pilotaggio non ci fosse stato l’esperto comandante Whip Whitaker (Denzel Washington1), che grazie a una manovra spericolata riesce a limitare l’impatto salvando 96 vite.

Nessun dubbio: Whitaker è un eroe, celebrato dalla stampa e acclamato dalla gente. Oppure no. L’NTSB (il National Transportation Safety Board) indaga sull’incidente e scopre che Whitaker è entrato in cabina di pilotaggio ubriaco. Scatta l’inchiesta.

Dal disaster-movie al legal thriller, dal drama alla commedia umana, e poi: il caso e la necessità, la dipendenza e la libertà, la verità e la menzogna, la  volontà e Dio.

 Flight2 di Robert Zemeckis3 somiglia a un kolossal hollywoodiano girato da Kieslowski4, non risparmia su carico e carburante, va in picchiata, tiene incollato lo spettatore alla poltrona ma non cade: plana lieve semmai come la piuma di Forrest Gump5, secondo traiettorie imprevedibili ma non casuali.

 Merito di una sceneggiatura di ferro, elastica abbastanza però da ammortizzare i continui cambi di passo e di umore del film. Rielaborando una vicenda personale, John Gatinsconsegna a Zemeckis uno script dove la carne al fuoco è tanta, non troppa; piena di trappole e potenziali vicoli ciechi, digressioni e personaggi, temi e provocazioni. E Zemeckis – finalmente rinsavito dopo le ossessioni in CG, Motion Capture e 3D che ne avevano segnato l’ultimo scorcio di carriera – ne fa buon uso, dosando da maestro modi, tempi e sottotesti.

La locandina del film

Flight è il suo primo film degno di nota da un decennio a questa parte, e non è un caso che l’avvenimento coincida con il ritorno in squadra del sodale Don Burgess7, il grande direttore della fotografia che aveva mollato il regista subito dopo Cast Away 8e prima dell’era digitalizzata zemeckesiana (iniziata nel 2004 con Polar Express9).

Maneggiando con disinvoltura le minuscole cineprese digitali di nuova generazione (le Red Epic), Burgess ci regala alcune delle sequenze aeree più belle della storia del cinema, e ampliando la gamma prospettica dentro l’angusto spazio del velivolo riesce a trovare una quadra tra libertà di movimento (dello sguardo almeno) e senso di claustrofobia. Per il resto, la confezione è elegante ma non griffata.

Eppure tutto questo sarebbe servito a poco se al servizio della storia e dell’eccellente team tecnico/artistico (per un budget di lavorazione comunque irrisorio: 31 milioni di dollari) non ci fossero stati interpreti in stato di grazia, capaci di conferire spessore e verità ai personaggi di carta.

Su tutti Denzel Washington (per la prima volta diretto da Zemeckis), alle prese con un antieroe carismatico e indisponente a cui l’attore di colore offre tutta la grandezza e la vulnerabilità di cui è capace: il suo Whip Whitaker si ficca nella testa e nel cuore di ogni spettatore con un ventaglio espressivo impressionante, fatto di tic facciali, tumulti ottici e sfumature verbali; dimenandosi con naturalezza tra l’arroganza di un corpo imponente e l’improvvisa goffaggine che sembra assalirlo; debole e forte insieme dentro una scissione più ampia, quella tra immagine pubblica e coscienza di sè.

Lungo il suo percorso di distruzione/redenzione, capita d’imbattersi nella delicata fragilità di Kelly Reilly10, l’affidabilità di compagni di viaggio come Bruce Greenwood11 e Don Cheadle12 e la magistrale presenza scenica di John Goodman13 (che irrompe nella storia in camicia e shorts, occhiali da sole e Sympathy for the Devil degli Stones nelle orecchie: fantastico) e Melissa Leo14, protagonisti di due ottimi camei. Molte le scene memorabili: dall’incipit shock in camera d’albergo alla lunga sequenza della caduta, dall’incontro tra Washington e la Reilly in ospedale (con il tramite di un malato terminale in vena speculativa) al decisivo confronto processuale.

Peccato solo per i dieci minuti finali, inutilmente consolatori e didascalici, appannaggio forse del grande pubblico di casa.

Che sembra non aver gradito comunque: pochi per un film del genere i 90 milioni incassati al botteghino americano.

 

Flight di Robert Zemeckis, 139′ Usa 2012


Sitografia

 1  Denzel Washington,  attore protagonista  in Flight di Robert Zemeckis (Usa 2012), uscito nelle sale italiane il 24 gennaio 2013. Per cenni biografici si veda http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=128815

2 Flight di Robert Zemeckis (Usa 2012) con Denzel Washington, Kelly Reilly, Don Cheadle, Bruce Greenwood.  Per scheda film si rimanda alla pagina web http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=56005

3  Regista e produttore di Flight. Cfr. http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=133767   

 4  Krzystof Kieslowki (1941-1996), cineasta di fama mondiale, tra le sue opere http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=133767  

5 Commedia  americana di R. Zemeckis del 1994 tratta dal romanzo omonimo di Winston Groom

6. Sceneggiatore  di Flight

7  Riprese  fotografiche di Don Burgess in http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=16641

8  Un avventuroso, diretto da Robert Zemeckis, Usa 2000, è la storia di un naufragio su un’isola deserta

9  Polar Express (Usa 2004) di Zemeckis, storia fantastica  ambientata alla vigilia di Natale.  Un bambino viene portato fino al Polo Nord dove conoscerà  Babbo Natale. Si veda http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=12096&url_target=http%3A//www.cinematografo.it/bancadati/consultazione/schedafilm_2009.jsp%3Fcodice%3D43804%26completa%3Dsi

10 Attrice  (Nicole Maggen in Flight)

11 Attore  impersona Charlie Anderson  in Flight

12 Attore  (Hugh Lang in Flight)

13  Attore (Harling Mays in Flight)

14 Attrice (Ellen Block in Flight)

 

(*) Gianluca Arnone
Critico cinematografico
Rivista del Cinematografo
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