Il Film. “Le meraviglie”

di Federico Pontiggia *
pubblicato il 8 giugno 2014
Il Film. “Le meraviglie”

Critica cinematografica di Federico Pontiggia, Le meraviglie, www.cinematografo.it, 17 maggio 2014

Le meraviglie1, titolo che dice anche del film. L’opera seconda di Alice Rohrwacher2, dopo l’ottimo esordio Corpo celeste (Quinzaine, 2011), segnala un’autrice: poetica che ibrida realtà e immaginazione, ovvero discende dalla prima la necessità e l’accadimento della seconda; stile ancorato ai personaggi, anzi, alle persone; sensibilità ed empatia per accompagnare una lucida, fallimentare e insieme speranzosa, analisi del mondo là fuori, del mondo dentro di noi.

Ancora una volta, la declinazione è femminile, la coniugazione sottratta a un tempo che è qui, ora e anche là, altrove: è la possibilità, lo stupore, la potenza la cifra ultima de Le meraviglie che, nel fare di una bambina la protagonista Gelsomina capofamiglia a 12 anni, nell’apparire di un cammello ne “il mondo sta finendo” di un padre,  trova l’epifania del (soprav)vivere oggi.

La locandina del film

Siamo in campagna, il mare è vicino, ci si bagna, le api danno il miele, Gelsomina (Maria Alexandra Lungu) vive con tre sorelle più piccole che comanda a bacchetta, la madre (Alba Rohrwacher), il padre straniero Wolfgang (Sam Louwyck): un padrone, burbero ma buono, che in lei ha l’erede, l’aiutante di campo e, sì, anche il futuro. Ma le cose non vanno bene, l’Ue  impone norme rigide per il laboratorio della smielatura, e i soldi non ci stanno: direbbe Lenin, che fare?

Non la rivoluzione, quella c’è già nel casolare di Gelsomina: è un mondo a parte, autarchico, in simbiosi con la natura, animato – non dominato – da regole non scritte, vissute nel quotidiano. Socialismo utopico, forse, in formato famiglia, anche se Wolfgang è un volitivo primus inter pares.

A irrompere è la televisione, con i suoi derivati poco immaginifici: un concorso strapaesano sugli Etruschi, la fata bianca Milly Catena (Monica Bellucci) a condurlo, il villico più “tipico” da premiare. C’è sintonia, ovvero fascinazione della prima, tra Gelsomina e Milly: la piccola vorrebbe iscrivere la famiglia, ma Wolfgang ha una sola parola, “verboten”. C’è già una stagionata e fricchettona ragazza alla pari nella famiglia, e arriva anche Martin, affidato a Gelsomina e Wolfgang dallo Stato tedesco: missione rieducazione, ma è il posto giusto?

La Rohrwacher prende anche dalla propria autobiografia, trova nel contraltare televisivo la parabola già cara al Matteo Garrone di «Reality», iscrive nell’anarchia organizzata di casa Gelsomina i tumulti – soprattutto, quelli tra realtà e fiaba di popolo – già di «Post tenebras lux» di Carlos Reygadas, ma fa davvero di testa, occhi e cuore suoi: Le meraviglie è apocalittico, escatologico, abbandono al locus amoenus, dissoluzione dell’hortus conclusus.

Là fuori tv, Ue e altri acronimi della contemporaneità premono per la dissoluzione, coscienti o nolenti, ma Gelsomina, Wolfgang e gli altri non li temono: esiste la parola “fallimento” nel loro universo? Esiste un habitat per un cammello che non sia quello del desiderio, del regalo? Le macchine sono infide, tagliano; i concorsi mistificano la storia, nel nome del fantomatico Dop; le famiglie, questa almeno, possono perdere ma non perdersi, che tra la felicità e la scomparsa stanno nella stessa inquadratura, senza altri tagli, quelli del montaggio.

Né indicazioni geografiche, né denominazioni controllate, qui di tipico c’è solo il talento: saper guardare il mondo e sapere che non è tutto quel che vediamo. Due meraviglie, Le meraviglie.

Le meraviglie di Alba Rohrwacher, a colori, 111′, Italia, Svizzera, Germania 2014


Sitografia

1 Le meraviglie (2014, 111′, Italia, Svizzera, Germania) scritto e diretto da Alice Rohrwacher, ha vinto il Grand Prix 2014 al 67mo Festival di Cannes dove tra l’altro era l’unico film italiano in concorso. Interpretato da Maria Alexandra Lungu (Gelsomina), Sam Louwyck (Wolfang), Alba Rohrwacher (Angelica), Sabine Timoteo (Cocò), Agnese Graziani (Marinella) e Monica Bellucci (Milly Catena).
È un ritratto familiare e la storia di Gelsomina, primogenita di quattro sorelle che vive  con il padre apicoltore, di origine straniera in una campagna italiana. Quel microcosmo contadino lontano dalla vita moderna verrà messo a dura prova dall’arrivo di un ragazzo straniero inserito in un programma di rieducazione e di una troupe televisiva per il concorso «Il paese delle Meraviglie».
Prodotto da Carlo Cresto-Dina, Karl «Baumi» Baumgartner, Tiziana Soudani e Michael Weber per Tempesta con Rai Cinema il film è distribuito da Bim e presente nelle sale italiane dal 22 maggio. È la prima produzione internazionale ad usare “Ecomuvi”, disciplinare europeo di sostenibilità ambientale certificato per la produzione cinematografica. La commissione della Direzione  Generale Cinema presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha concesso al film il riconoscimento di interesse nazionale con sostegno.
Valutazione: **** e per scheda tecnica rimandiamo a http://www.cinematografo.it

2 Alice Rohrwacher, giovane regista e sceneggiatrice de Le meraviglie (2014), la sua seconda opera. Nel 2011 ha girato il suo primo lungometraggio Corpo Celeste dove dirige Salvatore Cantalupo, Anita Caprioli e Renato Carpentieri. Viene presentato in anteprima alla «Quinzaine des réalisateurs». Si è occupata inizialmente di documentari e montaggio. Si è laureata all’Università degli Studi di Torino in Lettere e Filosofia e  ha seguito un Master a Lisbona in sceneggiatura e sul linguaggio dei documentari.

(*) Federico Pontiggia
Critico cinematografico
«Rivista del Cinematografo»
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