Il film “Prometheus” di Ridley Scott

di Federico Pontiggia *
pubblicato il 8 novembre 2012
Il film “Prometheus” di Ridley Scott

Recensione cinematografica di Federico Pontiggia, Prometheus, in www.cinematografo.it, 13 settembre 2012


Quante domande sull’origine della razza umana, e quante poche risposte. Fosse questo – o solo questo – il problema, Prometheus(1) ancora se la caverebbe, ma l’ambizione non si fa azione, la verbosità non “spiega”, la noia incombe.

Ideazione tormentata, Ridley Scott(2) aveva in mente il prequel di Alien(3), poi ha virato su una nuova mitologia, con una squadra di esploratori alle prese con la domanda: «Da dove veniamo?». A sua volta, Mr. Scott si è chiesto: «Quanto possiamo essere originali?».

La locandina del film

Non troppo, diremmo, e la sensazione è strana: effetti poco speciali, diffusa seriosità e, anziché un Alien per papà, una fecondazione assistita da Battlestar Galactica(4), gli sci-fi Hammer e un simil-camp – si veda l’androide decollato – fuori tempo massimo. L’emozione prevalente è la tristezza o, se volete, la consapevolezza dell’infinitesimale umano di fronte all’Universo: nulla stringe, comunque. Si parte dal conato di vomito di un umanoide –- siamo sulla Terra? – che darà vita a una struttura cellulare, poi un fantasmagorico salto spazio-temporale ci porta nel 2093 sull’astronave Prometheus in rotta verso un mondo lontano lontano, evocato da pitture rupestri, dove l’uomo potrebbe aver avuto origine.

Delusione, non c’è segno di vita, l’atmosfera è irrespirabile, ma delle linee rette portano a una piramide, e due umanoidi alieni ivi reclusi – scopriremo – hanno un Dna congruente al nostro. Appunto, chi sono i nostri? Elizabeth Shaw (Noomi Rapace, donna forte à la Sigourney Weaver) ha una croce al collo e crede nell’origine divina, a differenza del suo ragazzo (Logan Marshall-Green) di sana fede darwinista; David (Michael Fassbender) è un androide che tutto può, compreso scimmiottare HAL 9000; Meredith Vickers (Charlize Theron, tosta pure lei) rappresenta la corporation che finanzia Prometheus.

Mentre l’horror fa capolino, la domanda cambia soggetto: «Da dove vengono?», si chiede Elizabeth. Prometheus non risponde, è un adventure film neghittoso o, forse, tronfio. Risponderà il sequel?

Prometheus di Ridley Scott, 124′, Usa, 2012 (vietato ai minori di 14 anni)


(1) cfr Prometheus di Ridley Scott (Usa) 2012: scheda film, in
http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=53880

(2) cfr. Ridley Scott, Biografia, in http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=111117

(3) cfr. Alien di Ridley Scott (Gran Bretagna) 1979: scheda film, in
http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=15100

(4) cfr. Battlestar Galactica di Michael Rymer (Usa/Canada) 2003: scheda film, in
http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=51681

(*) Federico Pontiggia
Redazione
Rivista del Cinematografo
© Riproduzione Riservata