Il Film «Sofia» di Benm’Barek M.

di Ilaria Losapio
Dottoressa di Scienze della Comunicazione
Redazione «Bioetica News Torino»

19 aprile 2019
Il Film «Sofia» di Benm’Barek M.

Opera prima di Meryem Bemn’Berek, esordiente e talentuosa regista marocchina vincitrice, a Cannes, del prestigioso premio Un Certain Regard per la migliore sceneggiatura, Sofia è la storia di una ragazza di 20 anni  che vive con la famiglia i drammi dell’indigenza. Costretta a fare i conti con una società ostile e ipocrita, la sua vita cambia radicalmente quando scopre di essere incinta. Da quel momento inizia per lei una vera e propria lotta contro il mondo e contro se stessa, nel tentativo disperato di ritrovare il padre del bambino in una realtà che sembra voler precluderle qualsiasi possibilità di riscatto.

Film “estetico e politico”, come definito a Cannes, Sofia1 è un potente affresco sull’evoluzione di differenti generazioni ed estrazioni sociali in una società − quella marocchina  − fortemente restrittiva e tradizionalista, che da oltre 25 anni lotta per il cambiamento; ma secoli di dittatura psicologica e di rigide regole sociali non si spazzano via facilmente. La stessa Sofia, pur riuscendo a trasformare la sua situazione negativa, continuerà a rimanere chiusa in una gabbia mentale, vittima di una cultura che non riconosce la libertà di pensiero e che respinge l’idea del progresso con incredibile forza.

Sofia_Benm'Barek 2018 poster

Sofia di Meryem Benm’Barek (Qatar, Marocco, Francia 2018), poster

Lo stile narrativo è asciutto, privo di fronzoli, a tratti crudo e impietoso, perfettamente in tono con la recitazione minimale e intensa dell’attrice protagonista, Maha Alemi, che non essendo un’attrice professionista porta sulla scena la sua stessa esperienza di donna marocchina con sconvolgente asprezza e realismo.
La pellicola riesce a raccontare in modo estremamente minuzioso seppur sintetico il dramma di una realtà divisa in classi, in cui anche il corpo della donna è merce di scambio. La regista vuole però che lo spettatore conservi un punto di vista oggettivo, evitando di provare pietà ed empatia per le sorti della giovane Sofia; per questo la dipinge viziata, capricciosa e senza qualità, a sottolineare come spesso siano proprio le donne le aguzzine di se stesse (non sono così diverse, infatti, neanche le altre donne della famiglia).

Il ritmo veloce e incalzante − non sono poche le scene riprese in steady cam − tiene incollato lo spettatore fino alla fine, e la recitazione impeccabile degli attori consacra definitivamente il film come una delle perle di questa stagione cinematografica.

Unico difetto: il crudo realismo, portato al suo estremo, tende a porre in secondo piano la forte emotività della storia, che appare dunque priva della doverosa componente sentimentale.


 Sofia di Meryem Benm’Barek, 85′, Qatar, Marocco, Francia 2018

Ilaria Losapio
Dottoressa di Scienze della Comunicazione
Redazione «Bioetica News Torino»
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