Il Film. “To the wonder”

di Valerio Sammarco *
pubblicato il 14 luglio 2013
Il Film. “To the wonder”

Recensione cinematografica di Valerio Sammarco, To the Wonder, in www.cinematografo.it, 3 luglio 2013

La meraviglia (Mont Saint Michel, in Francia) e l’inganno (Bartlesville, Oklahoma): l’amore e l’inerzia, la terra e lo spirito. «L’uomo che sbaglia sarà perdonato. Mentre con l’uomo che non sceglie, che esita, Dio non saprà cosa fare»: Terrence Malick1 ha “scelto”.

La locandina del film

Ha scelto di tornare a fare cinema e, in qualche modo, ci chiede di perdonargli alcune cose. L’assenza, in primo luogo, a cui ci aveva abituati da sempre (To the Wonder2  2012, arriva solamente un anno dopo The Tree of Life, unicum nel percorso artistico di un cineasta che, fino al 2011, aveva realizzato 5 film in 38 anni) e il diverso approccio al racconto per immagini, ancora una volta predominanti a discapito di una struttura meno controllata, e convincente, rispetto alle opere precedenti.

Un altro flusso di coscienza, dopo il film Palma d’Oro con Brad Pitt3, stavolta non per danzare tra il macrocosmo (l’universo) e il microcosmo (una famiglia), ma per esplorare le affinità e le differenze tra l’amore terreno e quello spirituale: lei (Olga Kurylenko) è una giovane mamma single, lui (Ben Affleck) un “aspirante scrittore” (si legge nelle note, ma nel film nessuno lo accenna).

Si amano, decidono di andare a vivere insieme: la passione, l’esplorazione che li abitava in Francia, lasciano spazio ai problemi della quotidianità in Oklahoma. Lui lavora come ispettore ambientale, lei insiste per sposarsi. «L’amore ci rende uno», dice la voce over della Kurylenko, «l’amore sacro è come una sorgente che sgorga ininterrottamente, quello umano un ruscello che a volte si può interrompere», sentiamo invece dai pensieri del prete interpretato da Javier Bardem, figura centrale del film in termini di perseveranza (nei confronti dei bisognosi) e dubbio (nei confronti della fede).

To the Wonder regala ascese vorticose alternate a rovinose cadute (francamente incomprensibile, seppur relegato in un’unica sequenza, il “personaggio” di Romina Mondello…), si apre con un montaggio di immagini sgranate, “amatoriali”, vacanziere, spensierate, per giungere alla meraviglia e alla complessità di tramonti multistrato e nuvole dalle quali cogliere nuovi spiragli: l’amore è eterno, ci dice Malick, non il modo di viverlo, però.

Non è un caso, allora, che il regista ci mostri Ben Affleck quando si misura con la terra, raccogliendone campioni, così come sembra vivere il rapporto con le due donne del film (Rachel McAdams è un’amica d’infanzia con cui vivrà una storia momentanea quando la Kurylenko torna in Francia allo scadere del visto): un uomo che riceve più di quanto sia capace di donare, in termini di affetto e impegno. Che ama, ma che forse non sa “vivere” l’amore, sospeso tanto quanto il film. Che è imperfetto e sorprendente, retorico e avvolgente, noioso e spettacolare: come i pensieri. E la vita.

To the Wonder di Terrence Malick, a colori, 112′ Usa 2012


Sitografia

1 Terrence Malick, regista e sceneggiatore del film The Wonder (Usa 2012). Nel 2011 con The Tree of  Life , si è aggiudicato la Palma d’Oro alla 64ma  edizione del Festival di Cannes.
La sua è una filmografia non intensa: l’avventuroso The New World che gli vale una nomination all’Oscar come migliore fotografia nel 2006 è uscito dopo otto anni dalla Sottile linea rossa (1998) premiato per la migliore regia e per la migliore sceneggiatura non originale, realizzato dopo quasi vent’anni di lontananza dalla macchina da presa. Al 1978 risale infatti il suo secondo film, dopo La rabbia giovane (1973), intitolato I giorni del successo  per il quale ottenne il  riconoscimento di migliore regista nel 1979 al Festival di Cannes.  Per  maggiori informazioni biografiche del regista americano: http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=76133

2 To the Wonder di Terrence Malick (Usa, 2012, ‘112), con Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel e McAdams. Prodotto da Redbud Pictures e distribuito da Rai Cinema/01 Distribution 2013. È vincitore nel 2012 del premio Signis alla 69ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dal 4 luglio è in proiezione nelle sale italiane. Valutazione: *** Cfr: http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=49556

3 Brad Pitt, attore protagonista in The Tree of Life (2011), scritto e diretto da Terrence Malick. Per la scheda del film: http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=49556

(*) Valerio Sammarco
Critico cinematografico
Redazione Rivista del Cinematografo
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