Il Film «Wonder» di Chbosky S.

di Ilaria Losapio *
pubblicato il 16 febbraio 2018
Il Film  «Wonder» di Chbosky S.

August “Auggie” Pullman  è un bambino diverso dagli altri e molto speciale. Nato con una terribile malformazione facciale causata dalla sindrome di Treacher-Collins, Auggie ha passato i primi anni della sua vita protetto tra le mura domestiche e l’affetto dei suoi  genitori, Isabel (Julia Roberts) e Nate (Owen Wilson) e all’età di 10 anni si appresta a fare il tanto temuto ingresso nella società con l’inizio delle scuole medie.

Un film che ci ricorda che ogni persona è unica, con le proprie paure e insicurezza, rabbie e dolori, ma anche forza, coraggio e sensibilità

Costretto per la prima volta ad affrontare la solitudine e i tormenti dei bulli, l’intelligente Auggie darà prova di enorme coraggio e forza d’animo, dimostrando la preziosità e la grandezza di chi sa accettare la propria diversità con orgoglio, riconoscendo con audacia l’importanza di sapersi distinguere.

Tratto dal bestseller di R.J. Palacio, il film Wonder (Usa 2017, 113′)  vanta un cast di prim’ordine, anche se per la prima volta non è Julia Roberts a brillare sullo schermo: il giovanissimo (e super talentuoso) Jacob Tremblay, nel ruolo del giovane protagonista, regge in modo impeccabile il peso della parte, restituendo al personaggio di August tutta la profondità e la complessità richieste per il ruolo e che lo rendono perfettamente credibile e commovente agli occhi dello spettatore; una maturità recitativa che non si vedeva dai tempi di Haley Joel Osment, il bambino prodigio de «Il Sesto Senso».

WONDER CHOBSKY LOCANDINA

“Wonder” di S. Chobsky, locandina

Tuttavia non si tratta del solito film melanconico e angoscioso sulle malattie congenite ed è questo il suo vero punto di forza: l’argomento, per quanto insidioso e di difficile gestione, viene approcciato in modo deliziosamente leggero e naïf, riuscendo a non cadere in banalità o in un’eccessiva drammaticità. La sceneggiatura composta da  Stephen Chobsky, Steve Conrad e Jack Thorne   è quanto mai semplice – a pellicola è rivolta prevalentemente a un pubblico giovane e alle famiglie – , ma efficace, intensa e mai insipida, così come le inquadrature, che lasciano molta aria alle scene,  e la frizzante colonna sonora.

Un film che non vuole essere impegnativo, dunque, ma che ci ricorda che ogni persona è unica, con le proprie paure e insicurezze, rabbie e dolori, ma anche forza, coraggio e sensibilità.
Curiosità interessante sulla scelta del cast riguarda Roberts e Tremblay, nei confronti dei quali il regista  Chbosky si è così espresso: «Julia e Jacob non sono solamente attori fantastici, ma anche persone fantastiche, normalissime eppure davvero speciali. Una delle cose più belle di Wonder è che abbiamo scelto gli attori sia in base al loro talento che alla loro umanità».

 

 

 

(*) Dottoressa in Scienze della Comunicazione
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