Il Giorno dei Poveri: Arcidiocesi di Torino, Cottolengo e S. Egidio*

di Federica Bello *
pubblicato il 12 novembre 2018
L’invito di Papa Francesco a dedicare la Giornata alla relazione con i poveri viene declinato a livello diocesano in un pomeriggio di festa e ringraziamento per le opere che la Piccola Casa della Divina Provvidenza, la Comunità di Sant’Egidio e la Caritas realizzano quotidianamente sul territorio, ma ogni parrocchia è chiamata domenica 18 a pregare e a dare a iniziative di amicizia e condivisione

Una Giornata, ma soprattutto uno stile. Un momento di festa, ma non un episodio isolato. Una occasione, ma non l’unica, per valorizzare la fraternità. Questo lo spirito con cui la Caritas diocesana torinese, la Piccola Casa della Divina Provvidenza e la Comunità di Sant’Egidio hanno deciso di vivere il 18 novembre la Giornata dei Poveri che Papa Francesco ha istituito lo scorso anno.  Insieme tre realtà che quotidianamente, con carismi diversi, si occupano di chi fa più fatica – a testimoniare che i poveri non «appartengono» a qualcuno – hanno pensato a come concretizzare la proposta del Papa.

Ne è nato un programma (in allegato) che fa memoria dell’opera di un Santo, il Cottolengo che 190 anni fa avviava alla Volta Rossa la prima accoglienza – che è, con la Messa presieduta da mons. Nosiglia (Messaggio dei Vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta), affidamento nella preghiera di tutte le vite dei poveri, e che è convivialità con una cena fraterna negli spazi che sempre Sant’Egidio mette a diposizione degli ultimi.

«Tre momenti», sottolinea Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana «che faranno da “sfondo” a quello che speriamo che tutte le comunità cerchino di vivere in questa domenica. L’invito del Papa è infatti anzitutto rivolto alle parrocchie e alle comunità che possono sperimentare e rilanciare nella Giornata il loro impegno e vicinanza ai poveri. Ciascuna il 18 può trovare il modo per accogliere, pregare, incontrare chi fatica. E già alcune parrocchie hanno pensato ad organizzare pranzi comunitari o a sollecitare attenzione a chi si trova in difficoltà e speriamo che tante colgano l’occasione».

«Come Piccola Casa della Divina Provvidenza», spiega il Padre Generale, don Carmine Arice, «anche se per noi ricorre un anniversario importante come il 190°, l’invito per la Giornata e lo stile con cui la vivremo è quello di chiederci non cosa il Cottolengo ha fatto, ma cosa farebbe oggi. Inoltre, pur riconoscendo che
una Giornata è importante, dalla nostra esperienza l’auspicio è che domenica 18 sia soprattutto un momento per ricordare che non serve un’attenzione ‘annuale’ ai poveri, ma quotidiana, un’attenzione che coinvolge tutti ogni giorno». I poveri protagonisti, i poveri al centro delle relazioni, «ma non come un problema», aggiunge padre Arice, «anche su questo bisogna che si rifletta. I poveri fanno emergere quelle domande di senso fondamentali per la nostra vita, sono una risorsa che ci richiama a valutare le nostre priorità, a scendere più in profondità in noi stessi».

La Giornata si conclude con una cena «ma» precisa Dovis, «non si tratta di un gesto assistenzialistico, di garantire un pasto, è un momento di amicizia, di condivisione. La Giornata dei poveri è un invito non a azioni assistenzialistiche ma a gesti fraterni». «Ed è la parola fraternità», spiega Daniela Sironi, responsabile della Sant’Egidio in Piemonte, «per noi il termine chiave di questa giornata e dell’impegno che quotidianamente viviamo. Siamo tutti insieme invitati alla mensa del Signore, siamo tutti parte di una comunità.

Ed è significativo che quest’anno la Giornata sia organizzata a più voci, perché nessuno può fare da solo. I poveri hanno bisogno di una Chiesa che è comunità, che li fa sentire parte esprimendo la comunione. La Messa e la cena con 80 persone in difficoltà preparata negli spazi che utilizziamo in via Garibaldi – che proprio la domenica in particolare è la via della folla – speriamo sia un ulteriore messaggio: i poveri
sono sempre in mezzo a noi, li si può sempre incontrare nel quotidiano, siamo sempre invitati posare il nostro sguardo su di loro per amarli».

*Articolo di Federica Bello, Il Giorno dei Poveri. Diocesi, Cottolengo e S. Egidio insieme per dare un segno di vicinanza a chi fa fatica,  in «La Voce e il Tempo» di domenica 11 novembre 2018, p. 5.


Programma di domenica 18 novembre 2018 dalle 15 alle 19:

ore 15.00: ritrovo presso la piazza Corpus Domini per la commemorazione dell’avvio dell’opera cottolenghina davanti alla casa della Volta Rossa

ore 15.30: in piazza Castello con  possibilità di visita guidata alla mostra “Con i miei occhi: opere che raccontano diversamente la vita”, realizzata con opere artistiche dagli ospiti della Piccola Casa in tutte le sedi italiane, presso la Sala delle Mostre del Palazzo della Regione, in piazza Castello 165, nell’orario dalle 10 alle 18

ore 16.00: festa in piazza, con merenda e torta di compleanno, animata dalla band musicale fondata da don Andrea Bonsignori, sacerdote cottolenghino.

ore 18.00: celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia e concelebrata dal Padre Generale della Piccola Casa don Carmine Arice presso la Chiesa dei Santi Martiri, in via Garibaldi 25, animata dal coro della Comunità di S. Egidio di Torino.
Dopo la Messa, una novantina di persone in difficoltà invitate dal Tavolo Diocesano Senza Dimora e dalla rete dei Centri di Ascolto parteciperanno alla cena presso i locali limitrofi della chiesa assieme  a personalità della città subalpina.

L’Ufficio Caritas della Diocesi è aperto  a sostenere progettazioni parrocchiali  per l’animazione di codesta Giornata telefonando a 011.51.56.350 dalle 9 alle 12.30, mail: caritas@diocesi.torino.it, www.caritas.torino.it.

Si può leggere l’ultimo rapporto sulla povertà in Italia, Povertà in attesa,  curato dall’organismo pastorale della Cei sul sito della Caritas italiana www.caritasitaliana.it.

(*) redazione La Voce e il Tempo
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