Il Libro «I volti dell’amore» di Possenti V.

di Paolo Merlo *
pubblicato il 19 dicembre 2015
Il Libro «I volti dell’amore» di Possenti V.

È questo un volumetto da suggerire senz’altro a quanti intendano esplorare l’universale fenomeno dell’amore, oltrepassando possibili appiattimenti suggeriti dall’abusata e tautologica formula Love is Love. La straordinaria varietà di forme dell’amore, ben evocata dal titolo dell’opera, impone un accostamento non superficiale a questa fondamentale esperienza umana, variamente tematizzata nel corso dei secoli.

Esplorazione delle varie modulazioni dell’amore

Vittorio Possenti s’inoltra nell’esplorazione delle varie modulazioni dell’amore appoggiandosi a varie sorgenti: il pensiero greco-romano (Platone e il suo Simposio, certo; ma anche Aristotele e Marco Aurelio), le Scritture (e in specie il Nuovo Testamento), pensatori cristiani antichi e medievali (Pseudo-Dionigi, Agostino, Tommaso), pensatori moderni (Nietzsche, Dostoevskij, Scheler, Maritain, Sartre, Nygren, Wittgenstein, Marcuse, Taylor).

Una filosofia dell’amore

La ricchezza di riferimenti non è però volta a comporre una storia dell’idea di amore: l’Autore, infatti, mira a proporre una riflessione su questo fenomeno, contando sulla meditazione personale oltre che sugli autori evocati. Prende forma così una filosofia dell’amore quale volto assolutamente fondamentale dell’essere, quale fenomeno primitivo che non si lascia dedurre o ricondurre ad altri più semplici, quale forza dinamica universale che tiene coeso il mondo e le cose nel loro crescere e declinare.

L’avvincente percorso proposto dall’Autore si snoda attraverso cinque densi capitoli, in cui l’amore viene proposto come l’evento più intimo, più universale e più potente tra tutti i fenomeni della vita (I), come fenomeno dai molti volti, riassumibili nell’eros platonico, nella philia aristotelica e nell’agape evangelica (II), come connessione nella diversità tra eros e agape (III), come amore che va alla persona in quanto tale, raggiungendone il nucleo intimo e segreto (IV), come criterio ermeneutico per rivisitare taluni tratti del pensiero occidentale, da Nietzsche al nichilismo che attraversa il nostro tempo (V). Integra questo percorso un annesso su eros e agape in A. Nygren.

Nuove prospettive su sessualità umana, amore sponsale e liberazione dell’eros

Non è agevole sintetizzare la ricchezza degli spunti offerti da Possenti sul tema dell’amore, spaziando ben oltre lo scontato riferimento all’eros del Simposio platonico, all’amicizia aristotelica e all’agape cristiana. Talune segnalazioni comunque s’impongono. In primo luogo, l’esplorazione dei nessi tra eros e agape, che tende a superare vuoi la soluzione radicalmente oppositiva (Nygren), vuoi quella della quasi-identità (lo Pseudo-Dionigi). Riesce pure assai suggestivo l’accostamento al tema dell’amore in chiave personalistica, con la notazione che l’amore di dilezione, incapace di oggettivare, consente un rapporto positivo tra le soggettività, mentre un rapporto conflittuale tra le soggettività si salda con la fine di eros e di agape.
Su questa base, si dischiudono nuove prospettive sulla sessualità umana (in cui l’aspetto biologico è come protetto da quello psichico e personalistico), sull’amore sponsale (in cui l’unidualità degli sposi si prolunga nel tempo infinito e misterioso della fecondità) e sulla liberazione dell’eros (che va disancorato da costrizioni e domini impropri e va congiunto con altri nuclei vitali dell’esistenza affinché sgorghi la sua verità e la sua forza vitale).

Il momento più ricco e originale del volumetto s’incontra – a nostro avviso – nell’ultimo capitolo, in cui Possenti ripercorre taluni momenti del pensiero occidentale adottando come criterio interpretativo non la categoria del sapere, bensì quella dell’amore, nella persuasione che singoli, popoli e civiltà siano definiti in primo luogo dall’orientamento del desiderio. In questo modo emerge il darsi di filosofie che mettono tra parentesi l’idea stessa di amore (quando non ne operino persino una sovversione/perversione, come avviene con Nietzsche). Ma con le filosofie in cui l’eros vi è laterale e l’agape assente – le filosofie anaffettive – riesce faticoso rendere conto della realtà e in primo luogo dell’esperienza umana. Più in generale, il filo conduttore dell’amore e del suo ordine conduce a una diagnosi realistica della civiltà contemporanea e, insieme, fornisce prospettive per un suo ri-orientamento, alimentando la speranza di un cammino positivo: è quanto emerge dalla sezione conclusiva, in cui vengono rivisitati taluni tratti della civiltà contemporanea (predominio della scienza sulla saggezza pratica e sulla sapienza; civiltà, tecnica, reificazione; il caos delle relazioni amorose; il rispetto della natura; nichilismo e possibilità di un umanesimo inclusivo).

Per quanto impegnativa, la lettura del volumetto riuscirà senz’altro proficua, dischiudendo affascinanti orizzonti su quello che per l’Autore è il volto più profondo dell’essere: l’amore.


 

I volti dell'amore_Possenti_copertina

 

POSSENTI V.
I volti dell’amore

Collana «Biblioteca di Filosofia»
Marietti,  Genova 2015, pp. 104
€ 12,00

 

(*) Docente ordinario di Teologia Morale
presso la Facoltà di Teologia dell'Università Pontificia Salesiana
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